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Vuoi vivere bene? Impara a morire!

Guarda su YouTube → 26:09 26 ottobre 2026

Descrizione

Oggi parliamo di relazioni. Il progetto Esadecimale nasce per offrire il migliore spazio di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. - https://esadecimale.it

Commenti 40

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @rdweii 28 ottobre 2026 2
    questo è un video prezioso. sarebbe bello vedere più contenuti di questo tipo in futuro, tanta stima per ciò che sei e per il progetto che porti avanti.
  2. @chromelaz6842 27 ottobre 2026 2
    Discorso utilissimo, di cui avevo estramamente bisogno in questo periodo. Grazie mille, condividi più spesso i tuoi pensieri che hai una bella mente :)
  3. @MomentoDanieleD 27 ottobre 2026 1
    Video fantastico e difficile. Mettersi in discussione è proprio il primo passo per migliorarsi. Essere autodistruttivi (parlo per me) con se stessi è un sistema che ti logora dall'interno per tutto la vita, ma è anche lo stesso meccanismo che ti aiuta a vederti in modo diverso e cambiare senza paura, ricercando sempre cosa si reputa meglio per noi stessi, disancorando tutto quello che potrebbe tenerci legati ad uno stato apparentemente ottimale ma tossico per noi. Questo canale è stata una piacevole scoperta tecnica, ma ero sicuro che lo stesso modo di ragionare lo avrei ben presto visto chiaramente confermando l'opinione che mi ero fatto: una persona oggettiva con se, con ciò che vede e lo circonda. Ti auguro veramente il meglio, sei l'esempio di come vorrei ragionassero tutti
  4. @dardo1982 28 ottobre 2026
    Aspetto il seguito, auguri per la tua illuminazione. ✍️
  5. @yuba2209 28 ottobre 2026
    Che posso dire..tutto molto vero quello che hai detto...bisogna solo trovare il coraggio di seguire quello che si e' veramente per poter poi offrire qualcosa di buono nel mondo, altrimenti e' solo come uccidere se stessi ogni giorno di piu' di quello precedente, per finire il tempo che ci resta dimenticati da tutto e tutti. Sto attraversando un periodo molto difficile, il lavoro che faccio da 13 anni non mi dà più stimoli, e non mi sento più valorizzato da un'azienda a cui ho dato molto in questi anni, il cambiamento come dici tu diventa d'obbligo.
  6. @heppy363 27 ottobre 2026
    un video veramente stupendo, ai toccatto degli aromenti molto interessanti e a parer mio estremamete sottovalutati, da 22 posso dire che come video almeno per me ai centrato pienamente l'argomento; complimenti davvero. Se fosse possibile sarebbe davvero bello il continuo di questa rubrica o filini di video magari non con una cadenza lineare ma sporadica
  7. @illeo86 26 ottobre 2026 3
    Bellissimo video, spero che ne farai molti altri così
  8. @Leonardo1642az 26 ottobre 2026 1
    Sei un grande sei una bellissima persona
  9. @Leonardo1642az 26 ottobre 2026
    Con il tuo canale mi sto appassionando di infotnetics e pentesting grazie
  10. @nicog3097 26 ottobre 2026
    Bellissimo video. Penso che questo tipo di format sia da continuare a riproporre, non credo infatti sia giusto limitarsi a fare il professore esclusivamente a lato tecnico; uno degli aspetti più brutti e poco funzionali della scuola, secondo la mia opinione da studente, è proprio la mancanza di questo tipo di insegnamenti da parte dei docenti, ed è bello vedere qualcuno che tratta questo ruolo a 360 gradi :)
  11. @matteo679 26 ottobre 2026 6
    Ottimo video! Secondo me questo tipo di contributi non toglie nulla al canale. Anzi, contribuisce a differenziarlo e a dargli valore, non solo in termini di contenuto ma proprio valore "umano"
    1 risposta
    1. @jhaxein 27 ottobre 2026
      Concordo pienamente!
  12. @Finai_Is_Not_An_Influencer 26 ottobre 2026 2
    "È finita!" disse qualcuno su di lui. Egli sentì quelle parole e le ripeté nel suo animo. "È finita la morte", disse a se stesso. "Non c'è più."
    3 risposte
    1. @notnotsnail 26 ottobre 2026
      Da dove viene la cit?
    2. @Finai_Is_Not_An_Influencer 26 ottobre 2026
      @notnotsnail sarebbe uno spoiler troppo grande dirlo.
    3. @practicingepoché 27 ottobre 2026
      ​@notnotsnailla morte di Ivan il'ic, di tolstoj
  13. @GuglielmoBartelloni-q9x 26 ottobre 2026 4
    Secondo me, la vera forza la si trova quando si impara a non avere un'identità e a rendersi conto che le identità sono ciò che ci tengono in gabbia. Anche avere un'identità positiva verso se stessi è comunque limitativo molto spesso, e non ci permette di guardare oltre, non ci permette di vivere appieno. È un concetto, secondo me, difficile poi da mettere in pratica, però, bisognerebbe tendere a non avere identità.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026
      Secondo me le identità che ti fanno sentire "bene" molto spesso in realtà non ti fanno sentire bene sempre ma solo in funzione di specifiche cose che avvengono attorno a noi. Tendono ad essere molto, passami il termine "performative". Sono dunque d'accordo con ciò che intendi. In futuro ne vorrei parlare più approfonditamente. Qui parlo di benessere intendendo qualcosa di più profondo che devo spiegare meglio
  14. @piera3922 26 ottobre 2026 1
    Ciao Leo, ho ascoltato fino in fondo il tuo video perché volevo capire il tuo pensiero ma, lo confesso, mi è rimasto difficile. Credo che ogni essere umano è un universo a sé e la vita non è cosa facile da affrontare se lo si vuole fare pienamente. Fortunatamente col tempo cambiamo, cambiamo abitudini, opinioni, luoghi, pensieri, ma su una cosa concordo con te e cioè nel bene o nel male deludiamo gli altri, a volte anche inconsapevolmente. Come affrontare questa "consapevolezza" varia da individuo a individuo... molti non ne sono consapevoli per tutta la loro vita! Comunque la discussione è molto stimolante e se anche altri sono interessati sarebbe bello se la portassi avanti. Grazie per questo tuo spunto di riflessione
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026
      Penso sia molto difficile capire genuinamente un'altra persona, ti ringrazio in ogni caso per aver ascoltato :) Poi ne farò anche su come ho imparato la matematica :D (oltre al corso tecnico che sto preparando)
    2. @Mondocane11 26 ottobre 2026 1
      @esadecimalestai facendo un corso tecnico di matematica? Ti amo genuinamente
  15. @playsuper5008 26 ottobre 2026
    Io come ti ho già scritto in uno shorts sto passando un periodo brutto che dura da un annetto circa ma negli ultimi mesi è peggiorato All'università non sono mai stato granché sempre nella media e non seguivo lezioni studiavo per fatti miei a casa a volte copicchiando qualche esame. Ora sono a 3 esami dalla laurea me ne pento vorrei aver seguito più le lezioni ed aver fatto le cose passo passo ma non è questo il motivo per cui sono bloccato a questi 3 esami. Ormai penso costantemente al futuro e al passato. Al fatto che se avessi fatto altre scelte a 19 anni (ora ne ho 23 quasi 24) starei già lavorando forse un un posto stabile tipo i miei amici e guadagnando soldi. Penso al fatto che in futuro ho paura di perdere lavoro con ai e quindi cerco già lavori o cerco carriere o posti fisso dove quella possibilità è nulla anche a discapito di cosa farò. Non ricordo più i primi anni di università di come passavo i pomeriggi e sto perdendo il senso di studiare informatica nel senso per pensare a stabilità di altri lavori ecc mi viene il dubbio e la paura di studiare fino al 70 anni poi a volte mi vengono picchi dove dico vabbè ci sta dai mi piace. Nell'ultimo mese mi sono andato a ricordare di un opportunità che avevo avuto a 19 e confrontarmi con dei ragazzi che erano entrati lì e guadagnavano bene già con diploma e probabilmente con la laurea arriverò al di sotto o uguale a quello stipendio mi ha fatto stare male Ormai vorrei solo vivere bene le mie giornate senza tutti questi pensieri e stare stanco la sera con mal di testa. Mi sento bloccato in questo percorso mancano 3 esami puoi mai andare a lavoro ora? Dopo non li finisci ma allo stesso tempo se non li finisci gli anni passano. Mi sono dato quest'anno per finire e dopo cerco se non ho finito e almeno provare a dare 2 esami ma ogni tanto mi sale quel senso di angoscia e ansia dovuto dai pensieri e a volte mi blocco. Forse ad oggi vorrei solo un posto stabile per non prensare a tutto questo e vorrei essere come quei ragazzi che lavorano senza farsi troppe aspettative o domande Ho fatto ricerche per pensione se inizio a lavorare a 25 con quanto andrò in pensione in caso di incidenti come funzionano i contratti se mi licenziano penso al massimo se va male e prendo poco faccio conti per vedere se riuscirò a vivere cose assurde visto che ho 23 anni un tetto e sto studiando perché penso così tanto in pessimismo? E pensare che ero quel ragazzo che si allenava mangiava bene ed era sempre positivo e ottimista, dicevo se a qualcuno va male basta reinventarsi e cambiare carriera imparando. Ora stesso io non credo a quelle parole nel senso che comunque vi è la possibilità di essere licenziati di guadagnare poco mentre altri hanno avuto fortuna. Ho smesso di allenarmi e mangiare bene. Devo tornare in me
    3 risposte
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026
      Ciao, non ho la pretesa di suggerire cosa fare, anche perché in realtà dalla tua analisi mi sembri sveglio, è solo che sei entrato in questa parentesi di over-thinking. L'unica cosa che mi sento di dirti è: un passo alla volta, non pensare troppo nel futuro.
    2. @playsuper5008 27 ottobre 2026
      @esadecimale grazie mille! si è più uno sfogo, sono molto razionale nella vita è attaccato all'economia (ecco perché vorrei raggiungere il Fire almeno 6/7 anni prima della pensione non pretendo tanto) diciamo che nell'ultimo periodo forse guardando troppo la realtà sono diventato troppo pessimista cosa che non serve a nulla, anche se fai caso sono nel caso peggiore (mi ricorda il mio prof di algoritmi dirlo così hahah) ragionando in pessimo cosa ottengo? Nulla dovrò fare solo più sforzo per risolvere la situazione, probabilmente è meglio essere finti ottimisti nel senso vivendo nel mondo delle favole anche se lì poi le batoste che prendi o ti faranno cadere veramente in basso o dipende dalla persona continuerà ad essere ottimista. Io accetto il mio essere razionale e non devo trasmettere su di me traumi di mio padre (posto fisso) avendo l'ansia per come sarà il futuro. Si comunque sono entrato in uno stato di overthinking pesante Detto ciò ti ammiro molto, ma oltre ai contenti proprio come persona sia per il ragionamento sia per la capacità di autoanalisi (e dal fatto di non esserti fatto abbattere da essa), infatti ogni tanto contenuti del genere, ma come avrai visto già dai commenti, sono apprezzati. Questi lato filosofico che ormai si sta perdendo è sempre apprezzato. Alla fine anche questo tipo di ansia è un privilegio, sfortunatamente ci sono persone dove i loro problemi non riguardando nemmeno il futuro ma il domani.
    3. @esadecimale Autore 27 ottobre 2026
      ​@playsuper5008ti capisco per vedere il lato negativo delle cose. Lo faccio anche io. Come al solito, il focus è cercare di ottenere ciò che non si ha naturalmente, almeno un minimo, per avvicinarsi per quanto possibile ad una situazione di equilibrio. Saper vedere il worst-case può essere una abilità molto importante e utile da sfruttare, se però non ci facciamo distruggere da essa.
  16. @Mondocane11 26 ottobre 2026 1
    Tutto verissimo e giustissimo. Ma secondo me la conclusione è diversa, almeno per me, proprio perché facciamo esperienza della delusione, della morte simbolica e della fine delle identità, la conclusione più logica per me, è prenderne atto e cercare la cura di questa dimensione della vita con chi è in grado di comprenderla. Le chiamano magari amicizie radicali, magari famiglie queer, magari legami speciali per cui hanno scritto libri, ma il punto rimane, essere consapevoli della fragilità della vita e prendersene cura per se stessi e per gli altri in quanto fanno parte della propria identità. Non è egoismo, non è confondere i bisogni, è una scelta etica, una scelta che si può fare, non è un destino ineluttabile per tutta la vita, bisogna trovare le persone giuste, questo si. Ma non accettiamo la filosofia esistenzialista che ci vuole vedere come monadi ad affrontare tutti i mali da soli… non è così!
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026 1
      Accettare la solitudine esistenziale non significa minimamente non poter condividere le esperienze con altre persone. Anzi, l'unica vera condivisione avviene proprio con persone che accettano quanto detto. È chi non accetta la propria solitudine che utilizzerà le altre persone come estensioni del proprio ego, negando a tutti gli effetti ogni possibilità di connessione genuina e l'Intera esistenza delle persone con cui interagisce. Quindi, non penso la pensiamo diversamente. È solo che ho concluso questo discorso prima di aprirne degli altri, che magari faccio in futuro, in cui parlo anche di altre cose, incluso questo tema della connessione genuina. Per concludere: in questa ottica, saper morire è un pre-requisito fondamentale nel sapersi relazionare con altre persone in modo maturo, sia a livello amicale che intimo/sentimentalr
  17. @guglielmobartelloni 26 ottobre 2026 1
    Comunque è interessante come i canali di specializzati di informatica, poi finiscano per diventare dei canali anche di filosofia. Sembra quasi che sia una regola e.g. Luke Smith, Bread on penguins...
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026 1
      Tu cogli un pattern interessante. Chissà perché? Però si, sono d'accordo, intravedo la stessa cosa, anche se effettivamente non ci ho fatto troppo caso, ma posta così sembra chiara
    2. @MamidB 26 ottobre 2026
      Anche Antirez
  18. @elguerrero2.027 26 ottobre 2026
    Caspita questo video è la razionalizzazione, quasi matematica di quello che ho pensato per anni. Ci costruiamo delle gabbie senza nemmeno rendercene conto, e poi una volta realizzato cosa siamo diventati sentiamo il bisogno di fuggire. Il passaggio fondamentale per questa fuga è esattamente ciò che tu intendi per "morire", distruggere quella personalità che ci siamo creati "deludendo" gli altri, ovvero mostrandogli cose (o comportamenti) di noi che non corrispondono a ciò che ci si aspettava. Nel mio piccolo ho sperimentato che questo passaggio ha bisogno di tempo per essere metabolizzato dalle altre parti, ma la domanda coinvolge ognuno a suo modo: meglio un cambio netto (con tutti i "rischi" che comporta) oppure una transizione graduale che però potrebbe prolungare inutilmente la sofferenza?
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026
      Poni una domanda assolutamente interessante. Ci rifletto su
  19. @schematico 26 ottobre 2026 1
    Roberto Assagioli ha introdotto il concetto di disidentificazione, solo a seguito del quale fare seguire il processo di identificazione, e mi pare proprio sia sovrapponibile a quello di cui stai parlando. È stato l'autore della Psicosintesi Terapeutica, per me scoprire alcune delle sue pubblicazioni è stato molto importante, credo potresti trovarti molto in linea.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026 1
      Grazie del consiglio di lettura. Si l'essenza di ciò che sto dicendo può essere formulata in tanti modi diversi. Me lo segno
  20. @f4b3r 26 ottobre 2026
    La morte a cui ti riferisci tutte le tradizioni sapienziali la chiamano "iniziazione" 🙂 Ti segnalo, però, che considerare la mente, l'identità, l'essere, la coscienza, insomma quella roba lì, usa la parola che preferisci, come un epifenomeno del cervello rischia di farti scivolare nello scientismo. Non fosse altro che per il fatto che la scienza non sa minimamente cosa sia quella roba lì 🤔
    3 risposte
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026
      Sono molto pragmatico come persona, dunque mi interessa onestamente di meno l'aspetto che tu menzioni, e mi interessa invece trovare un mio equilibrio interiore. Non ho la superbia di comprendere seriamente il mondo, né di raccontare come funziona il mondo al di fuori di quella che sento essere la mia esperienza e che ritengo essere un aspetto non puramente mio individuale ma che può essere condivido con altre persone
    2. @f4b3r 26 ottobre 2026
      ​​@esadecimaleForse hai frainteso: non era una critica, ma un contributo di riflessione. La tua ricerca e il tuo desiderio di condividere è encomiabile. Suggerivo di rimanere "pragmaticamente" attaccati alla realtà scientifica che, per il momento, pur esprimendo definizioni astratte di mente (coscienza, ecc) non ha fornito alcun riscontro sperimentale. Il pensiero non è detto quindi che nasca e risieda nel cervello. 👋
    3. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026 1
      ​​@f4b3rno assolutamente, non l'ho presa come critica (purtroppo il testo freddo a volte non veicola il tono di voce). Capisco ciò che intendi, e sono d'accordo col dire che il concetto di mente non è necessariamente vincolato al cervello
  21. @psychoSoci5l 26 ottobre 2026
    Come sanno rovinarsi la vita da soli gli Scorpione nessuno …
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 ottobre 2026
      😂