← Tutti i video

Tre Archetipi Lavorativi e la Figura del Super-Tecnico

Guarda su YouTube → 20:18 19 gennaio 2026

Descrizione

Ogni tipo di lavoro può essere analizzato rispetto a tre principali archetipi: il tecnico, il commerciale e il manager. Non importa in quale settore. Ogni lavoro è costituito da questi tre elementi. Assieme questi elementi permettono ad un business di funzionare. In italia abbiamo un problema culturale di fondo con la figura del tecnico. Nello specifico, è difficile crescere a livello lavorativo (e quindi di salario) senza trasformarsi in un commerciale o in un manager. La cultura non permette la creazione di "super-tecnici", ovvero di tecnici con un livello di competenze estremamente elevato. La mancanza della figura del super-tecnico, secondo me, rende più difficile una vera innovazione dal punto di vista tecnologico. Per migliorare la situazione abbiamo bisogno di più incentivi per le figure tecniche. Voi che ne pensate?

Commenti 44

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @AlessandroModica 19 gennaio 2026 3
    La tua riflessione è cristallina. Il tecnico è visto come l'operaio, e finché ci sarà questa mentalità si continuerà a lavorare alla "si è sempre fatto così ". Personalmente , da quando sono freelancer, sto cercando di aspirare a diventare "super tecnico", commerciale di me stesso e dei miei progetti e ultimamente sto imparando a fare il manager orchestrando agenti ai a cui delego del lavoro assicurandomi che lo facciano bene, validando usando i neuroni umani che ho nella capoccetta😁. Una cosa è certa, mai più dipendente in nessuna azienda, proprio il concetto di essere dipendente mi genera letteralmente la nausea.
  2. @lucasauro4526 20 gennaio 2026 2
    Ciao, mi ritrovo al 100% nella tua valutazione dell'ambiente lavorativo in Italia. Io sono un tecnico di laboratorio biomedico, unico upgrade di carriera che avrei nella sanità pubblica è diventare dirigente biologo (ruolo con caratteristiche in parte anche tecniche, ma soprattutto manageriali). Il super tecnico è la figura che più si addice alla mia personalità e alla mia indole, ma è una figura che non esiste e se per assecondare la mia passione divento un tecnico esperto continuo a ricevere lo stesso (scarno) stipendio di chi si limita a schiacciare due tasti. Nel privato, in ambito farmaceutico la questione è leggermente meno drastica, ma in sostanza anche lì, da tecnico ti fermi sempre fino ad un certo punto, la vera differenza la fai se passi sul piano manageriale. Tutto molto frustrante per chi mostra passione e serietà tecnica.
  3. @ludotosk3664 20 gennaio 2026
    Per quel poco che ho lavorato in Italia prima di scappare ho visto che il problema era che non c'erano i clienti. Ora parlo della consulenza ma questo problema si riflette anche nelle aziende di prodotto, in consulenza anche se il mio manager diceva che ero più avanti degli altri mi metteva sempre a sbloccare i colleghi e sui problemi più difficili non c'era modo di avere una ricompensa. Il fatto è che pochi clienti avevano bisogno di figure esperte, molti preferivano pagare poco un neolaureato magari manco in informatica. E non mi volevano pagare di più perché tanto il grosso di clienti si accontentava. Passando quindi alle aziende di prodotto siccome sono poche perché l'Italia tra i paesi avanzati è quello con meno aziende di grandi dimensioni non hanno bisogno di farsi competizione tra loro sui salari, tanto essendoci poco bisogno di super tecnici anche se paghi poco il tuo dipendente non è che questo scappi.😅 😅😅
  4. @kiaz_mtb_not4normals 20 gennaio 2026
    Ciao ! Quello che racconti riflette un po' uno dei motivi per cui ho abbandonato lavorativamente parlando il mondo dell'IT ormai piu' di 10 anni fa . Le possibilita' di evolversi come tecnico sono nulle(a meno di non andare via dall'italia). Se non hai doti commerciali o manageriali c'e' il rischio concreto (o perlomeno ai miei tempi c'era) di finire a fare attivita' noiose e ripetitive a crescita zero. Di recente ho ribaltato la mia vita trasformando l'hobby in lavoro e il lavoro in hobby (IT, programmazione, security ecc) , almeno studio e "gioco" con quello che mi interessa davvero. Attualmente sono una partita iva in tutt'altro settore (sport/turismo) e anche qui mi ritrovo essendo una piccola realta' al dover saper fare di tutto un po', marketing (che detesto pure io e fatico a digerire) incluso , sul quale fortunatamente ho chi mi da una mano .
  5. @onaecO 19 gennaio 2026 2
    "Learn to build, learn to sell. If you can do both, you'll be unstoppable" Naval
    1 risposta
    1. @DavideVincon 20 gennaio 2026
      confermo tutto ...
  6. @matteo3351 20 gennaio 2026
    Sono d’accordo con te. Un tecnico bravo che “ha fatto carriera” viene visto come quello che diventa team leader. Magari programma ancora, ma deve gestire un team di persone, quindi anche manager. Se vuole crescere ancora, deve diventare lead di qualcosa o CTO. E poi la classica frase “quel ragazzo è bravo, ha 5 persone sotto di lui da gestisce “ conferma il tuo discorso
  7. @fabioscottodisantolo4186 20 gennaio 2026
    Complimenti bella riflessione, mi trovi d'accordo in quello che dici, vedendolo anche sulla mia pelle, dopo 10 anni da sviluppatore mi trovo davanti al bivio divento manager oppure mi trovo con RAL bloccata, del resto se non diventi manager vieni considerato un fallito. In Italia c'è questa mentalità in cui se non sei un manager o commerciale e vuoi essere "solo" un tecnico sei uno che non ce l'ha fatta. Ritengo a mio modesto avviso che le motivazioni, almeno in un contesto di consulenza, sono anche e soprattutto dal tipo di clientela che normalmente le aziende di consulenza si trovano a trattare, dove la parte tecnica è vista come un qualcosa di secondario e non strategico per il loro business, questo porta a spendere poco e quindi da parte delle aziende di consulenza (che in Italia come sappiamo sono la quasi totalità del comparto IT) c'è poco incentivo a creare figure super tecniche.
  8. @eragalnamtar 19 gennaio 2026 9
    Ciao. In Italia, la maggior parte delle aziende che contribuiscono al PIL sono di piccole e medie dimensioni. Al loro interno sono presenti tutte le figure principali: tecnici (spesso operai), commerciali addetti alle vendite e management responsabile dell’organizzazione del lavoro. Nelle aziende più grandi la situazione è leggermente diversa, ma in generale i tecnici vengono spesso penalizzati: raramente si investe nella loro crescita e anzi, vengono sostituiti da figure più giovani per motivi economici. Prima di parlare di “super tecnici”, bisognerebbe partire dalle basi, ossia dalla formazione — soprattutto universitaria — e da un profondo cambiamento del modo di pensare del management attuale. Grazie
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 19 gennaio 2026 4
      Beh, appunto, non è proprio questa la discussione? Ovvero, la figura del super tecnico è strettamente legata al modo in cui la cultura tecnica è vissuta in italia e al modo in cui il management pone poca attenzione alla qualità tecnica. Il focus è: perché non ci sono queste figure? Perché a nessuno frega della cultura tecnica. Una volta stabilito questo punto sono d'accordo che bisogna tornare indietro alla formazione, e non a caso il mio progetto si basa proprio su una formazione di qualità (detto altrimenti, il mio obiettivo sarà formare super tecnici, o comunque dare delle basi significatice per poterci costruire sopra una figura di quel tipo)
  9. @ficel99 21 gennaio 2026
    In realtà c'è una piramide anche a livello commerciale. Detta in modo molto povero, la carriera del commerciale può essere passare da venditore a area manager e poi sales manager, ecc. Spesso però, se sei davvero un bravo venditore, non conviene passare a manager in quanto generalmente aumenta il fisso mensile percepito, aumentano le responsabilità e al contempo si abbassano le provvigioni sul breve periodo. Tra l'altro essere un bravo commerciale non significa saper insegnare a farlo agli altri oppure saper gestire i venditori. In generale comunque, sono d'accordo con il ragionamento e vorrei aggiungere una piccola cosa; parte tecnica, parte commerciale, parte economico/finanziaria e parte di management delle persone, sono 4 lavori diversi. Ottimo video, complimenti. Mi ha fatto riflettere anche se non sono una figura tecnica :)
  10. @roccosicilia 20 gennaio 2026
    Bellissima e lucida riflessione. Bravo Leo!
  11. @DavideVincon 20 gennaio 2026
    ciao ho avuto aziende e pubbliche amministrazione dove i dirigenti consideravano i sistemisti o gli "informatici" in generale come delle figure subumane ...cè un vero e radicato problema culturale in Italia..complimenti per la profonda analisi . Il vincolo delle tre figure che hai individuato (che io chiamo "il cappello" ) è molto difficile da gestire ...un commerciale di vende qualsiasi cosa , un tecnico difficilmente opterà per una soluzione che funziona male o che non funziona ..quindi difficilmente un tecnico legato al suo vincolo , potrà assumere il vincolo del commerciale perchè andrebbe in conflitto con il vincolo del tecnico..e via dicendo
  12. @plambda5589 22 luglio 2026
    Ho appena visto il video di uno youtuber, purtroppo in abbonamento, che argomenta sull' argomento usando il principio di peter:In un'organizzazione gerarchica, ogni lavoratore tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza.»
  13. @OpticalHer0 19 gennaio 2026
    riflessione meravigliosa
  14. @LucaCanali 19 gennaio 2026 2
    sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che non si investa adeguatamente sui tecnici, anche xchè per la natura intrinseca del tipo di lavoro che svolgono, i tecnici sono in continua formazione in quanto le cose, le esigenze cambiano e si evolvono e se il tecnico non sta al passo allora non è un buon tecnico, con questa visione aggiungerei un'altra figura che è il ricercatore, che potrebbe essere identificato nel tuo super tecnico !!!
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 20 gennaio 2026 1
      si la figura del ricercatore rientra nel ramo del tecnico, poi a seconda di quanto sei bravo può essere considerata super-tecnico. Purtroppo anche nel contesto della ricerca, da quello che ho visto in italia, il passaggio junior -> senior è in realtà un passaggio tecnico -> manager più che altro
  15. @ibryce6ex 20 gennaio 2026
    Suggerisco un pensiero: il commerciale e il manager possono cambiare mansioni e aziende per migliorare il proprio stipendio/gratificazione; il tecnico invece si lega sempre piu' al prodotto da diventare un tecnico insostituibile per l'azienda stessa, quasi come "scopo" barattando la mancata gratificazione con la sicurezza lavorativa a lungo termine nella stessa azienda. Poi e' vero anche che le "gratificazioni formali" vanno sempre a quelli che sono di facciata (quindi quelli di alto livello) lasciando i tecnici all'asciutto. E' comunque vero che anche i "tecnici" spesso e volentieri stanno bene dove sono: creare e risolvere problemi sempre nuovi e' la loro miglior gratificazione di ogni giorno e la spinta che li tiene li'... anche se purtroppo non sono gratificazioni stipendiali. Diciamo che ognuno ha il proprio Ikigai e se lo trova tende a restarci piu' che volentieri.
  16. @MarcoBollero 19 gennaio 2026 4
    Concordo sul tema degli incentivi economici, ma il quadro è ancora più complesso. Primo: l'informatica ha un tasso di obsolescenza altissimo, quello che oggi padroreggi domani può valere molto meno, rendendo rischioso investire anni per diventare 'super-tecnici'. Secondo: non è solo colpa del sistema. C'è anche una componente personale: aggiornarsi continuamente richiede energie cognitive enormi, e tra lavoro, famiglia e vita privata, molti semplicemente non hanno (o non vogliono) investire il tempo libero nello studio costante che questo settore richiede. Il risultato è un circolo vizioso a tre livelli: mancanza di incentivi economici + obsolescenza rapida + scelte di vita personali = pochi che raggiungono e mantengono l'eccellenza tecnica P.S. So che sei giovane e ora ti sembra facile stare sempre aggiornato... aspetta altri 10 anni, quando gli anni si fanno sentire e il cervello inizia a dire 'ma davvero dobbiamo imparare un'ALTRO framework?' 😅 Te lo dice uno che ci è passato/ci sta passando!
    2 risposte
    1. @ValentinoFilipetto 19 gennaio 2026 2
      Dipende da quello che studi. È vero che i framework hanno un tasso di obsolescenza alto, ma infatti bisogna evitare di studiare i framework e virare su conoscenze riutilizzabili, fondazionali. Io per esempio ho dovuto imparare una struttura dati che si chiama Disjoint Set Union per lavorare su problemi con i grafi come trovare il numero di connected components o stabilire se un certo grafo è anche un albero. Domani quella struttura dati potrebbe tornarmi utile per un problema diverso. Antirez chiama i framework "conoscenza spazzatura".
    2. @esadecimale Autore 20 gennaio 2026 2
      Si non tutte le conoscenze sono uguali. Ad esempio in questo canale porto veramente poco dettagli a livello di come utilizzare il tool X o il framework Y, proprio perché l'industria software ha deciso (per svariate ragioni), che queste conoscenze sono estremamente volatili. Se però ti impari bene la standard C lib, o l'interfaccia kernel-user space di linux, ecco come queste conoscenze ti durano anni, e durano anni perché è stato scelto di mantenere una stabilità nell'interfaccia in modo attivo e consapevole. Detto altrimenti, saper programmare va ben oltre saper utilizzare una data libreria. Ritengo anzi che il concetto stesso di super-tecnico (o 10x engineer) non è tanto legato a conoscenze verticali su specifici tool, ma su conoscenze molto profonde sui concetti fondamentali dell'informatica, che è poi in grado di specializzarsi in poco tempo sulla tecnologia del momento.
  17. @tonyvisente5286 20 gennaio 2026
    E' semplicemente sintomo di un paese che investe zero nell'innovazione tecnologica ed anzi la ripudia ostinandosi a voler fare le cose "come si sono sempre fatte". In questo contesto i tecnici diventano secondari e le uniche cose che contano sono i commerciali che riescono a convincere gente a comprare dalla tua azienda che altrimenti nel contesto internazionale sarebbe completamente irrilevante.
  18. @leygatsu4807 2 luglio 2026
    seguendo l'idea che il lato tecnico sviluppi competenze, know-how o le skill per effettuare il lavoro. Il commerciante e di conseguenza anche in manager, tendo a pensarli come tenico commerciale/manageriale. Per esperienza parlo solo delle prime due, ma ragionandoci penso si possa astrarlo anche sul manager, quindi nel commerciale, vai a sviluppare competenze sempre più efficaci, sempre più tecniche del tuo ruolo. Seguendo questo ragionamento posso vedere tecnici dovunque. magari la visione che ho è improntata sulla vecchia scuola di come di facevano le cose, e spero vivamente che una via per un tenXengineer, diventi più diffusa. Per ora mi sembra che per come funzioni, finche ricopri un ruolo molto vicino a dove il lavoro si svolga, più sei associato ad un operaio (quindi anche in un qualche modo rimpiazzabile mi verrebe da dire, poi sicuramente più o meno a seconda del settore, ma non mi dilungo...), in questa categoria ci metterei anche il commerciante, anche se poi diventa un mappazzone di sottoinsiemi. E dall'altra parte dello spetro troverei i manager o CEO, che per come l'ho impostata prima sono le persone più distanti dall'effettivo business in cui lavorano (magari ormai troppo in alto per immischiarmi con quel lavoro manuale [per la maggiore]). Quindi l'immagine che mi sono creato dopo questo flusso di pensieri è di uno spettro con a sinistra i lavori più vicini alla manualità (intesa come sotto di me c'è solo l'automazione) per arrivare a destra con i lavori più distanti (dal effettivamente svolgere i doveri che la loro industria rappresenta) i quali governano e gesticono tutta la macchina aziendale/industriale sotto di loro. Su questa retta gli innumerevoli sottoinsiemi delle varie categorie di lavori che esistono.
  19. @alessandrovanni6132 19 gennaio 2026 2
    Secondo me è anche una questione di bias sulla valutazione. È più facile valutare un manager (deadline rispettate ecc) oppure un venditore (guardando le vendite) piuttosto che un tecnico, che richiede spesso una conoscenza tecnica
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 19 gennaio 2026
      Conoscenza tecnica che molto spesso non è presente, specialmente in quelle figure che valutano l'operato. Quindi si, quando manca la cultura tecnica dall'alto è difficile riconoscerla e farla crescere dal basso
  20. @vann-f6o 19 gennaio 2026
    Il commerciale ha a che fare col marketing e la "manipolazione" psicologica, e cose simili. Fanno anche dei corsi per venditori , dove insegnano la comunicazione non verbale, le tecniche di comunicazione/manipolazione adeguare il comportamento in base alle reazioni del compratore , eccetera. Sono tecniche di psicologia dinamica mi pare usate nel marketing. Alcuni venditori/esperti di marketing sono psicologici come background di studi, ma molto dipende dal settore e quindi dal target dei clienti. La maggior parte dei laureati in psicologia finisce in uno di questi settori, sono pochi che realmente faranno la professione di psicologo/a.
  21. @iacopocascia 19 gennaio 2026 3
    While(true){ 1) Assenza di "cultura tecnica": siamo il paese di Dante, del Fascismo e della cultura liceale classista di stampo Gentiliano; 2) Classe imprenditoriale che riflette questo assetto salvo rarissime eccezioni di eccellenza. (zero incentivi a crescere-->"nanismo" aziendale->poca capacità di investire in innovazione di prodotto e r&d-->nessun incentivo ad assumere e pagare super-tecnici per farlo); 3) Assetto scolastico (Scuola secondaria + Università) marcio, che non fa altro se non consolidare le problematiche sopra indicate e spingere le eccellenze (sì anche quelle tecniche perchè ci sono, pur rimanendo delle mosche bianche) a scappare all'estero, aggravando la situazione descritta sia in termini di risorse economiche che in termini di capitale umano; }
    3 risposte
    1. @esadecimale Autore 19 gennaio 2026 3
      *(0x00000000) = 1337 Bisogna far crashare tutto qui 😂
    2. @vann-f6o 19 gennaio 2026 1
      Il punto 1 sta sparendo, è valido per alcuni boomers in su. D'accordo con tutto il resto.
    3. @vann-f6o 19 gennaio 2026
      ​@esadecimale1337 era la porta di un vecchissimo Trojan per win mi pare.
  22. @DiTBho 19 gennaio 2026 1
    Avionica e Automotive (ma solo reparto corse, FOM e MotoGP) hanno un minimo di incentivo per i propri tecnici, sia dev che tester, che vogliono diventare super tecnici. Certo, monetariamente, non sono gli stessi incentivi dati a Quadro e manager, ma e' gia' qualcosa. A livello soddisfazioni e crescita invece e' molto, perche' vengono fatti fare corsi, masterclass, etc.
    3 risposte
    1. @DiTBho 19 gennaio 2026
      (parlo delle mie esperienze personali, dal 2009)
    2. @esadecimale Autore 19 gennaio 2026 1
      Grazie per la condivisione!
    3. @DiTBho 20 gennaio 2026
      ​​@esadecimaleyou are welcome. Una precisazione: in Avionica uso ancora Oggi tecnologia tra il 2000 ed il 2010, da questo Punto di vista siamo indietro di 20 minimo, e per dire in certi open space si usa ancora "telnet" verso mega server sunOS/Sparc (anni 90?), o peggio DOS (su rete Novel) per toolchain DSP56000, che e' ancora in uso in spazio e difesa. In automotive ... per I DSP si passa invece minimo a Blackfin/TigerShark, e sulle SBC minimo a PPC e500: tech mooooolto piu' recenti, e dal lavorare su workstation e server Unix anni 2000 a GNU/Linux e FreeBSD moderni. In entrambi i casi pero' spesso tocca usare sistemi di sviluppo propietari. Avoget/Cygnus, Green Hills, Windriver, ... Da questo punto di vista il know/how e' cioe' molto specifico, difficilmente "ri-vendibile" in altri settori, anche perche' molto verticale.
  23. @nicolasergio21 20 gennaio 2026
    Molto molto vero, ma ciò penso sia dovuto alla tipologia tipica delle realtà lavorative italiane: organizzazione di tipo flat, dove ci sono poche persone, spesso molto lavoro, e si punta tutto sui “one man army”. Quando poi, peró, il one man army scappa, perché non ottiene un reale beneficio , o quantomeno proporzionale alla sua verticalizzazione,vi è “il riciclo” con un’altra, che nella maggior parte dei casi non è bravo come il precedente e non ancora pronto (magari anche junior o quasi :-)). Molte aziende, anche note, vanno avanti seguendo questa filosofia. Massimizza il profitto (+ progetti a termine), con il minor numero di costi (numero dipendenti e personale all’altezza), che causa altri problemi come la conservazione del know how e soprattutto debito tecnico. Mi riferisco a realtà informatiche, specie software house
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 20 gennaio 2026
      è un feedback loop che si auto rinforza. Questo modo di fare business incentiva uno stato di inerzia. Come dici tu c'é molto questa idea del "one man army", che va bene se sei una partita iva freelance (come è il caso mio), ma non è scalabile in un contesto di impresa. Finché non si cambia questa cultura è difficile far emergere e valorizzare figure tecniche anche quando potrebbero essere utili
  24. @marcolabrocca7008 19 gennaio 2026
    Premetto che non parlo per esperienza, sono un laureando in informatica senza un'esperienza reale lavorativa. La mia opinione riguardo l'Italia e' che il reale problema e' che non avendo aziende di di prodotto informatico, spesso la figura del tecnico e' vista piu' come una spesa per l'azienda che come un investimento. Bending spoons per esempio sviluppando software deve avere sicuramente come obiettivo quello di assumere persone il quanto piu' qualificate possibile. Un azienda di consulenza mediocre non ha l'audacia di formare e assumere talenti. Cio' porta alla mediocrita' dei tecnici e delle aziende. Quindi in in Italia, a parer mio, non abbiamo aziende competitive, e quindi, non abbiamo nemmeno molta gente competitiva sul mercato.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 19 gennaio 2026 1
      E non abbiamo aziende di prodotto informatico perché manca la cultura tecnica necessaria. Aziende che potrebbero diventare aziende di prodotto si perdono perché preferiscono investire su altro, tralasciando la figura dei tecnici e non facendoli crescere. Cioé le due cose sono strettamente legate tra loro: mancanza di aziende serie e mancanza di gente seria. Il nodo centrale è proprio la mancanza di cultura tecnica.
  25. @valix85 19 gennaio 2026
    Mancano altre figure, parte amministrativa. Il tecnico non è tutto, il commerciale, oltre a vendere l'impossibile, alla fine porta valore aggiunto e innovazione al prodotto (io non sono commerciale ma tecnico e manager, ex docente informatico). Alla fine come dici tu son figure complementari e necessarie per una crescita dell'azienda... Riguardo ai salari per alzare la RAL o cambi o cambi... Crescita verticale in azienda è una barzelletta in italia... Qualunque sia il salto nella stessa azienda sarà sempre inferiore ad un salto per cambio di azienda
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 20 gennaio 2026
      Vedo la parte amministrativa in realtà sotto una luce che è in parte tecnica e in parte da management, a seconda delle specificità del lavoro e di come viene implementato. Perché conoscere i dettagli, ad esempio fiscali, è comunque una skill tecnica. Cioé qui sto utilizzando "tecnico" in modo generale per dire tutte quelle abilità che si scontrano con un insieme di vincoli, di specifiche, etc
  26. @Macellaio94 10 febbraio 2026
    se non sbagli niente è inutile che mi inviti a commentare: posso solo dire che ti do ragione 😂
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 10 febbraio 2026
      😂
  27. @aspide3000 19 gennaio 2026
    Ottimo, avrei messo anche la figura che fornisce il capitale iniziale.... un presidente ... :)
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 20 gennaio 2026
      Si effettivamente anche la figura dell'investitore può aver senso ed è tendenzialmente separata da tecnici commerciali e management. Grazie dell'input!