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Spazzatura Digitale

Guarda su YouTube → 19:37 25 gennaio 2026

Descrizione

Il futuro di internet sembra indicare una e una cosa sola: spazzatura digitale. Abbiamo bisogno di significato e di luoghi di significato. Scopri il mio progetto: - https://esadecimale.it

Commenti 30

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @2600_HCF 25 gennaio 2026 5
    (rant mode on) sono molto d’accordo: sto subendo questo slop attack anche a lavoro. Mi viene chiesto di fare Code Review/SAST e poi DAST (magari in tempi ristretti) su codice prodotto interamente con il “vibe coding” (detto da oggi fuffa coding), che cambia anche pesantemente ad ogni nuova versione, da chi si spaccia per esperto programmatore o vibe coder (società partner di venditori di pentole). Quando poi presento loro i risultati disastrosi, la risposta è sempre la stessa: “Oggi funziona così, è il mercato, i competitor, bisogna andare veloce, non possiamo perdere tempo dietro a queste bullshit” e bla bla bla. Che tristezza. (rant mode off)
  2. @turbomelone 28 gennaio 2026
    Concordo perfettamente e, se posso, raccomando il libro di Seneca "La brevitá della vita". Tutto il resto segue come corollario.
  3. @MaxTornado61 26 gennaio 2026
    Ciao Leonardo. Bel video condivido quello che hai detto. Secondo me comunque il fatto fondamentale è che ogni novità dell' intelletto umano alla fine deve sempre passare sotto le forche caudine del Dio denaro con tutte le sue conseguenze. Grazie per i tuoi interventi filosofico scientifici.
  4. @michelesherokee567 25 gennaio 2026
    Grazie per la serie di tutorial su Emacs! Se sara' possibile insegnarci come creare delle presentazioni fiche tipo cio' hai fatto vedere nei video sarebbe ottimo. Buona domenica Leo!
  5. @IgorilBarbaro 26 gennaio 2026
    Tutto ciò mi ricorda la stanza cinese di Searle.
  6. @gianmarcocaramitti6073 25 gennaio 2026 3
    Ciao Leonardo, ottima riflessione, come al solito fa piacere sentire questo tipo di discussioni nel nostro campo e per di più in Italia. Personalmente condivido i tuoi timori, ma mi danno speranza alcuni movimenti che vedo nascere, come il movimento del software Handmade e sempre più riflessioni, a tutti i livelli, sulla necessità di avere dei sistemi informatici a misura di essere umano. Stavo pensando da un po’ che sarebbe bello creare dei gruppi a livello locale, su un modello simile a quello dei fablab, per promuovere e condividere un’idea diversa di tecnologia e dello sviluppo software, magari non con la fuffa, ma con idee significative e progetti pratici.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 25 gennaio 2026 3
      Si il progetto handmade è bellissimo. Ho tanta speranza proprio per la nascita di gruppi locali, e nel mio piccolo proverò a fare qualcosa, iniziando sul territorio di Roma. Prima però voglio lanciare la piattaforma e iniziare a mettere i primi materiali.
  7. @ibryce6ex 25 gennaio 2026
    Belle considerazioni. Con l'AI che sa generare contenuti (sia per scopi commerciali che per truffe) ormai bisogna controllare se i contenuti rilevanti sono veritieri o meno. L'umanita' e il buon senso deve vincere sulle innovazioni continue.
  8. @mafrarrix 25 gennaio 2026 2
    Less is better ora più che mai.
  9. @vittoriociabatti1044 27 gennaio 2026
    Ciao Leonardo, Grazie per questo genere di riflessioni, in cui mi ritrovo fin troppo. Sarebbe interessante anche analizzare le possibili armi di difesa in nostro possesso, gli escamotage che possiamo adottare per sfuggire al rumore che ci circonda, o più semplicemente per riappropriarci del nostro tempo e riuscire a focalizzarci su contenuti che realmente posseggono un valore intrinseco. Magari potrebbe essere un'idea per un video in futuro, chissà. Buona giornata!
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 27 gennaio 2026 1
      Ciao. Da quello che sto vedendo l'arma più forte è una brutale selezione delle fonti e dei propri input. Questo non significa non navigare in rete e vedere un po in giro che si dice, ma significa prendere seriamente solo poche persone. Inoltre oramai è importantissimo basarsi su output concreti. Della serie, posso scrivere qualsiasi cagata in qualsiasi luogo (video, testo, etc), ma il "vero" lavoro è sempre tangibile: implemento un software, faccio un video con del materiale tecnico, e via dicendo. Per selezionare le persone infatti è fondamentale analizzare il loro lavoro e output tecnico, perché le parole sono troppo astratte. Ovviamente qui c'é un problema alla radice: per selezionare del lavoro tecnico dobbiamo essere in grado di capirlo in parte. O comunque di capire che quel lavoro tecnico non è banale. L'utilizzo di tecnologie che filtrano il rumore poi è molto utile, tipo la tecnologia RSS. Ci ho fatto un video in passato di come è possibile utilizzare RSS per essere aggiornati sui contenuti su YouTube. Insomma, se il marketing si basava sempre in parte sul creare una immagine di perfezione, ora lo sarà ancora di più.
  10. @Orciuolo 26 gennaio 2026
    Sono parecchio d'accordo
  11. @carlo-sacchi 25 gennaio 2026 5
    90% dei post su LinkedIn ormai è illeggibile. Tutti generati con GPT con un Intro, spesso inventato, uno sviluppo e la CTA finale alla quale nessuno risponde. Perché ovviamente l’intero post è una cagata pazzesca..
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 25 gennaio 2026 3
      Le piattaforme social grosse sono estremamente portare per questo perché ci sono interessi economici di engagement. In futuro sarebbe ottimale avere community più ristrette, non necessariamente chiuse ma con dei filtri maggiori sulla qualità dei post. Un internet più decentralizzato potrebbe essere la risposta
  12. @ValentinoFilipetto 25 gennaio 2026
    Segnalo che sul tuo sito il link al corso "Programmazione Kernel per RISC-V in C" manda invece a "Introduzione Pratica alla Sicurezza Informatica".
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 25 gennaio 2026 1
      Si è ancora tutto work in progress. In questi giorni mi sto concentrando sul contenuto, preparazione e registrazione, poi appena finisco quello pulisco e sistemo anche le cose minori, grazie per la segnalazione :)
  13. @linusgates555 25 gennaio 2026 2
    questo video è uno sponsor al tuo canale 🤣😂🤣😂
    4 risposte
    1. @esadecimale Autore 25 gennaio 2026 5
      Onestamente è l'unica cosa che mi sento di "sponsorizzare". Quindi si. Vorrei un mondo con più progetti simile al mio.
    2. @andreamorosati5768 25 gennaio 2026
      ​@esadecimalema fa benissimo, triste solo l' epoca del personal branding
    3. @esadecimale Autore 25 gennaio 2026 4
      ​@andreamorosati5768 l'importante sono le idee e i principi di un progetto. L'estrema personalizzazione non piace neanche a me. Ma una persona può agire come simbolo per condividere una serie di idee e principi
    4. @andreamorosati5768 25 gennaio 2026
      ​@esadecimalellidom
  14. @1777Nirvana 30 gennaio 2026
    Ottime osservazioni, ho appena iniziato a seguire il canale. Non credi che tutte queste informazioni di bassa qualità generate da LLM non faranno altro che degradare le prossime iterazioni dei modelli? Se si addestreranno con tutta questa monnezza non potranno migliorare un granché (si spera). Inoltre se sono diventate così potenti e perché si sono addestrate con migliaia di anni di informazioni di alta qualità create dall'umanità stessa..
  15. @mirko.k3947 25 gennaio 2026
    Conosci il linguaggio Script di Bitcoin SV?
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 25 gennaio 2026
      Non ci ho mai programmato direttamente ma conosco a grandi linee l'approccio. Dovrebbe essere stack based. Perché?
    2. @mirko.k3947 25 gennaio 2026
      ​@esadecimaleSì, è stack-based. Niente variabili, niente loop, solo operazioni deterministiche su stack. Il punto per cui te lo chiedevo è questo: con Bitcoin SV lo script + i dati possono essere ancorati on-chain in modo immutabile. Questo permette di costruire sistemi (e IA) che non si basano solo su modelli probabilistici o memoria volatile, ma su fatti verificabili, firmati crittograficamente e con timestamp. In pratica l’IA può “ricordare” qualcosa come vero non perché è probabile o ripetuto, ma perché esiste una prova oggettiva sulla blockchain. È una differenza enorme rispetto al web attuale: meno narrativa, più realtà verificabile.
  16. @AnomaliA-ty2si 25 gennaio 2026
    Ti allego alcune parti di un mio "appello", inviato a diversi interlocutori quasi un anno fa. Il testo affronta un problema affine a quello che hai trattato nel video e nasce dalla convinzione che oggi vi sia un forte bisogno di più voci autorevoli disposte a confrontarsi apertamente su questi temi. "Appello per la verità storica nell’era dell’intelligenza artificiale Vi scrivo con un forte senso di responsabilità civile per condividere una riflessione che ritengo oggi particolarmente urgente: la necessità di garantire una forma di certificazione della verità storica nell’era dell’intelligenza artificiale. La rapida diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa sta modificando in modo profondo il modo in cui le persone accedono alla conoscenza, la interpretano e la trasmettono. Se da un lato queste tecnologie offrono opportunità straordinarie per la ricerca e la divulgazione, dall’altro introducono rischi significativi. La possibilità di falsificare documenti, manipolare narrazioni e promuovere revisionismi mirati consente oggi la diffusione globale di contenuti distorti con una velocità senza precedenti, mettendo in discussione la coesione sociale e il nostro rapporto condiviso con la verità. La preoccupazione più profonda riguarda il futuro. Le generazioni che verranno avranno ancora accesso a una conoscenza storica affidabile? Mentre l’attenzione pubblica è spesso concentrata sulla competizione tra grandi attori tecnologici per il controllo di dati e modelli, rischiamo di delegare proprio a questi soggetti il potere di determinare quali versioni del passato verranno tramandate. Ritengo che vi sia un dovere morale nel custodire il patrimonio storico, poiché solo attraverso una conoscenza consapevole del passato è possibile compiere scelte responsabili nel presente e nel futuro. È un dovere che abbiamo anche nei confronti di coloro che hanno sacrificato la propria vita affinché la verità potesse emergere e essere trasmessa. Di fronte a sistemi sempre più capaci di riscrivere, sintetizzare o alterare contenuti storici, diventa inevitabile porsi alcune domande fondamentali. Chi garantisce l’autenticità dei dati storici? Attraverso quali strumenti possiamo proteggerla? Per rispondere a questa sfida, propongo la creazione di un sistema di certificazione della verità storica fondato su metodi scientifici rigorosi e sostenuto da un consorzio interdisciplinare che coinvolga storici, archivisti, filosofi, esperti di etica, giuristi e specialisti in ambito tecnologico. L’obiettivo sarebbe quello di sviluppare protocolli condivisi per la validazione delle fonti, definire standard di certificazione riconoscibili anche a livello internazionale e offrire a piattaforme digitali, archivi e operatori culturali strumenti concreti per distinguere contenuti verificati da contenuti manipolati. Un ulteriore obiettivo sarebbe quello di promuovere trasparenza nei processi di costruzione delle narrazioni storiche mediate o generate dall’intelligenza artificiale. Un progetto di questo tipo avrebbe non solo un elevato valore culturale ed etico, ma anche una rilevanza strategica nel contesto dell’informazione globale. Promuovere un marchio di qualità per la verità storica significherebbe contribuire in modo diretto alla tutela della democrazia digitale. Per questo motivo mi permetto di scrivere e di cercare il confronto ... sensibili a queste tematiche, capaci di coglierne la portata e di alimentare un dibattito pubblico serio e informato. Ritengo fondamentale il coinvolgimento delle università, dei centri di ricerca, degli archivi e delle istituzioni culturali, affinché si possa avviare una riflessione condivisa e, auspicabilmente, dare forma a un organismo di vigilanza e certificazione storica. Qualora quanto esposto risuonasse con i valori e gli interessi che portate avanti nel vostro lavoro, sarei lieto di approfondire ulteriormente o di rispondere a eventuali domande. Con stima e gratitudine"
    4 risposte
    1. @andreamorosati5768 25 gennaio 2026
      Spero sia ai perché mi risulta prolisso, altrimenti mi son fritto il cervello (non ho letto) Ma direi intorno ai 3:30 pare evidente che alienazione, virtuali amo, spettacolarizzazione e gamification sono la rovina del ploretariato
    2. @andreamorosati5768 25 gennaio 2026
      Lido
    3. @AnomaliA-ty2si 25 gennaio 2026 2
      ​@andreamorosati5768 È vero, il formato non aiuta,il testo nasce infatti come appello scritto e non come commento rapido. Ma il tema che citi è esattamente il motivo per cui ho scritto quell’appello: quando la storia diventa intrattenimento, il rischio non è solo culturale ma politico.
    4. @andreamorosati5768 25 gennaio 2026
      ​@AnomaliA-ty2siammetto di soffrire molto il contesto, ed apprezzo il coraggio di pubblicare qui il tuo appello; mi chiedevo se sia già stato predisposto un canale per sottoscrivere o, ancor meglio discutere ed approfondire queste riflessioni. Da parte mia purtroppo ho scarsissima fiducia rispetto al fatto che il sistema stesso che ha prodotto questo disastro possa fornire un' entità regolatrice, in grado di certificare in modo affidabile un concetto complesso quale è la Realtà, ma con questo non voglio dire sia una proposta inutile e men che meno deleteria (per quanto rischiosa)... ma davvero, il capitalismo, per non parlare del modello cinese (che comunque in questo sistema globale ha sviluppato le sue strategia di sopravvivenza/affermazione) , temo proprio riuscirebbe ben presto e senza grossi ostacoli a "scritturare" il nuovo attore per il suo show