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Non sarà la tecnologia a proteggere i bambini

Guarda su YouTube → 27:52 8 ottobre 2025

Descrizione

Le discussioni sono utili nel momento in cui dal punto si passa alla retta, ben sapendo che la retta non esiste. Il video di riferimento: - https://youtu.be/4wFiq47NxkM?si=1Djc3FlUXOtBpNK_ Se vuoi supportare il mio lavoro :) - https://www.patreon.com/hexdump Se vuoi imparare la Web Application Security: - https://www.udemy.com/course/practical-wapt/?referralCode=15450B3828BA5A3B23CB Se vuoi imparare la Linux Privilege Escalation: - https://www.udemy.com/course/linux-privesc/?couponCode=33738F67D2C09EB25600 Se sei interessato ai miei servizi di formazione: - https://esadecimale.it

Commenti 25

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @paoloz1108 18 ottobre 2025 1
    Il problema si risolverà da solo grazie all'AI: quando il web sarà sommerso da foto fake indistinguibili da quelle vere, chiunque potrà dire "quello/a non sono io" e nessuno potrà smentirlo. Così tutto finirà in caciara e diventerà irrilevante.
  2. @michelefabiani 8 ottobre 2025 1
    Nel video precedente di Salvatore ho commentato chiedendo a lui di fare un video a tal proposito dicendo che ha fatto gia diversi video @Morrolinux Mi fa piacere che un mio piccolo gesto ha scatenato tutto questo fermento e quest'azione nella community, che posto bello sarebbe internet se fosse sempre così <3...
  3. @Davidelombardi0491 8 ottobre 2025
    Vedendo nei suggeriti il video di Grieco che parla dei russi, mi terrorizza ancora di più pensare che il parlamento europeo faccia un regalo di questa portata a gli hacker russi
  4. @acogacog1222 8 ottobre 2025
    Io di queste tecnologie ne capisco veramente poco, ho appena iniziato in questo “mondo”. Ci tengo però a fare un ragionamento: come si può pensare di combattere una malattia mentale legata alla natura “”animale”” dell’uomo con la tecnologia? Come se le due cose fossero una cosa sola in simbiosi. Anche se questa legge venisse approvata, la creatività delle persone (come ha spiegato nel video) creerà delle alternative per ovviare al problema: chi già adesso diffonde questo tipo di contenuti troverà un modo per farlo comunque e chi ne accuserà le conseguenze saranno le persone comuni che di tecnologia non sanno niente.
  5. @carlo-sacchi 8 ottobre 2025 1
    Oppure “Non sarà la sorveglianza di massa a proteggere qualcuno”
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 8 ottobre 2025 4
      Tutto questo post-snowden
  6. @stefano2285 9 ottobre 2025
    Per chi non ne fosse a conoscenza, su whatsapp, esiste già un sistema che blocca gli account che fanno uso di materiale ped****grafico. Quindi a cosa punta realmente questa legge?
  7. @Emotional-Data 9 ottobre 2025
    Quando parli delle funzioni di Hashing (verso 06:24) dici "anche solo il fingerprint dell'immagine può dare informazioni" ma a mio avviso questa frase è errata, o quanto meno imprecisa cosa sto rivelando precisamente ? se io ti dessi un HASH ottenuto dai byte di un'immagine tu non saresti in alcun modo in grado di capire NULLA di quell'informazione, saresti al massimo in grado di capire, hashando un'immagine generica, se quell'immagine torna lo stesso HASH e corrisponde quindi alla stessa foto Le funzioni di HASH sono utili proprio per questo, il loro essere ONE-WAY implica anche il NON FAR TRAPELARE informazioni sull'argomento della funzione utilizzato per ottenere quello specifico HASH. Letteralmente casinò MILIARDARI basano il loro modello di business su questo, mostrano l'HASH dei seed con cui generano i numeri, e se non ti fidi a fine giocata ti mostrano da cosa lo hanno ottenuto ... mostrandoti l'HASH non leakkano NULLA del seed usato per generare i numeri ( ci ho fatto anche un video se vi interessa ) Il mio era solo un piccolo appunto su questo dettaglio, per il resto BEL VIDEO :D Sono d'accordo sul resto del video in generale, e sono anche d'accordo sul fatto che questa funzionalità potrebbe essere strumentalizzata successivamente in malo modo.
    5 risposte
    1. @esadecimale Autore 9 ottobre 2025 5
      Ti ringrazio, però oggettivamente parlando quello che ho detto è vero: anche solo l'hash da delle informazioni. Daresti l'hash della tua password ad un attaccante? no. Significa dare la password in chiaro? neanche. L'hash sicuramente non equivale a far vedere l'immagine in modo completo, e su questo siamo d'accordo entrambi. Ma converrai con me che un po di informazione la si perde comunque? Possiamo argomentare che non è tanta questa informazione, e su questo sarebbe da analizzare la questione meglio. Ma sicuramente possiamo trovarci d'accordo sul fatto che tale informazione è > 0. Piccola piccola? ok, ma sicuramente > 0. Se analizzi la tua argomentazione in realtà è scritto lì: c'é un leak informativo, per quanto minimale possa essere. Sia M una immagine, do H(M) all'attacante, questo può provare N immagini diversi, e se becca quella con la stessa hash, ha trovato l'immagine originale. Ergo, c'é stato un leak informativo. Il fatto che poi in pratica sia estremamente difficile è un'altro conto. Tecnicamente parlando, è un leak informativo. Stessa identica ragione per cui non daresti l'hash della tua password all'attaccante. Da notare poi che il vero rischio alla privacy non è neanche la funzione hash in sé, quanto tutto il meccanismo che calcola l'hash e la condivide con un server esterno. Quel tipo di capacità è critica e potrebbe essere utilizzata in modi malevoli.
    2. @esadecimale Autore 9 ottobre 2025 1
      Il video me lo vedo, sembra interessante!
    3. @esadecimale Autore 9 ottobre 2025 1
      Ho guardato il video, ed è molto bello, però l'utilizzo delle funzioni hash in quel caso è ben diverso. La sicurezza in quel contesto è data dal fatto che un gioco dura un tempo limitato, e non c'é tempo per fare bruteforcing, anche se teoricamente lo puoi fare (ma in pratica non funziona), e tra l'altro alla fine è proprio il server che ti da le informazioni per ricacolarti l'hash. Quindi il modello è proprio diverso. Non si vuole avere privacy. Anzi, la privacy si perde proprio alla fine, dato che è il server che ti dice il dato che aveva scelto all'inizio. È "sicuro" perché non è fattibile fare il bruteforcing del seed + random-nonce, e quindi il server te lo condivide senza problemi. Qui si sta parlando di hash di contenuti in cui alla fine non c'é nessun server che ti da il contenuto originale. Contenuti che non hanno una scadenza. Morale della storia: condividere hash è un leak informativo che può essere utilizzato in modo strategico in alcuni contesti per offrire delle proprietà interessanti, tipo quelle mostrate nel video Comunque ottimo video!
    4. @Emotional-Data 9 ottobre 2025
      ​@esadecimale Grazie della risposta prima di tutto :D Siamo d'accordo, avendo l'hash di alcuni byte l'informazione relativa a quei byte è > 0 , precisamente l'informazione che hai è : "quei byte sono QUEI BYTE e non ALTRI byte" , spero di essermi spiegato decentemente Ovviamente tralasciamo anche tutto l'aspetto delle collisioni che sicuramente è un altro problema di questa implementazione Questa informazione rappresenta un rischio di privacy per gli utenti ? questo onestamente andrebbe discusso e non ho ancora un'opinione forte a riguardo Sull'esempio dei casinò del mio video sono d'accordo, è un paradigma diverso ma l'ho usato per argomentare contro la frase :"il fingerprint può dare informazioni", che in quel contesto non è vero. Effettivamente però nel contesto della privacy di messaggi privati l'informazione dell'hash ha sicuramente un potere diverso rispetto allo stesso hash usato nei casinò Ho iniziato da poco con YT , quindi grazie mille del feedback :D
    5. @esadecimale Autore 9 ottobre 2025 2
      @Emotional-Data Diciamo che qui si possono aprire due filoni di discussione paralleli: uno accademico, in cui si possono definire varie nozioni di privacy, capire come condividere l’hash la potrebbe impattare e via dicendo, utilizzando un linguaggio formale. L’altro filone invece è pratico. Ok ma nella realtà vogliamo avere sistemi del genere? Gestiti da chi? Ecco quest’altra discussione è ben diversa e deve tenere conto di tante altre cose che in un contesto accademico non sarebbero catturate correttamente. Considerando il beneficio in questo caso, secondo me non ha senso introdurre l’idea che a partire dai nostri messaggi sia corretto calcolare funzioni matrimoniali e spedirle a server esterni. Quindi quando metto enfasi sul leak informativo, sono consapevolmente “conservatore”, perché avendo visto come alcuni sistemi sono gestiti, non mi fido particolarmente di questi approcci.
  8. @Mondocane11 8 ottobre 2025
    Allora, sicuramente il problema non è risolvibile ma quanto meno è mitigabile dalla tecnologia e facendo degli accorgimenti migliori. Per esempio non salvare i dati in chiaro sul database facendo un analisi dal server sul momento tramite ai o altri algoritmi, rendere quei pochi dati raccolti di pubblico dominio e anonimi (magari solo ‘l’ip), la segnalazione parte dopo un enorme traffico di positivi tipo centinaia, i server sono mantenuti sicuri da esperti di sicurezza e da agenzie governative ecc ecc basta solo pensare. Io credo che nessuno voglia una sorveglianza di massa, ma facendo questi accorgimenti ed altri, penso che il vantaggio utilitaristico sarebbe maggiore rispetto al problema. Poi parliamoci chiaro, ovvio che bisogna anche pensare a come risolvere il problema dal punto di vista sociale ecc ma credo che sappiamo tutti quanto è facile trovare certi materiali soprattutto sulla rete tor, è assurdo che questo mercato enorme e non dico illegale ma che fa proprio schifo sotto tutti i punti di vista, leggendo anche le statistiche, non sia fermabile da chi la rete la crea e ci lavora ogni giorno.
    3 risposte
    1. @Mondocane11 8 ottobre 2025
      Detto ciò ovviamente la legge per come è stata fatta fa schifo e punta palesemente alla sorveglianza di massa… A me dispiace solo per i terabyte di materiale pedo e la quantità di persone che ne usufruiscono, è semplicemente assurdo.
    2. @esadecimale Autore 8 ottobre 2025 1
      Il problema è agire in modo da non creare una sfilza di falsi positivi e danneggiare ulteriori innocenti nel mentre. Le soluzioni esistono, ma andrebbero a compromettere la libertà di tutti. È una questione di scala. Nessuno sta dicendo che un giudice non possa mandare un mandato per la cattura di specifici dispositivi. Qui la problematica è sulla scala: mettere uno spyware su tutti i dispositivi. Può sembrare “assurdo”, ma ci sono dei tradeoff nell’utilizzo della tecnologia e nel modo in cui questa si relaziona ai diritti dell’essere umano. Almeno quelli sanciti dalla stessa UE. È un mondo bello? no, e bisogna imparare a conoscerlo prima di tutto
    3. @Mondocane11 8 ottobre 2025
      @esadecimale sono d’accordo su tutto, magari si può restringere il campo in base a dei criteri specifici, magari si può rendere quei dati aperti agli stessi utenti (ed eventualmente cancellabili facilmente o che dopo un tot di tempo si cancellano in automatico), fare degli algoritmi estremante efficaci, magari fare una sorta di codice “morale” sui dati raccolti e a che fine e sarebbe bello anche un referendum per quanto non so in quanti lo capirebbero su una proposta ben fatta e non un imposizione dall’alto. Dico solo che il problema non può essere chiuso perché non è tecnologicamente possibile, perché se vogliamo parlare di diritti, credo che chi è stato vittima di certi video, sia il primo da tutelare qui e credo che chi ne capisce come programmatori, esperti in sicurezza ecc, abbiano la responsabilità di migliorare questo mondo che loro stessi hanno creato (e mi ci metto anche io perché studio per diventare programmatore). Bisogna capire questi trade-off e capire i vantaggi e gli svantaggi reali, mutarli per rendergli convenienti a tutti e risolvere un problema immenso della nostra società piuttosto che aspettare chissà quanti anni prima che prendono il prossimo latitante che ha creato silkroad versione pornografico se ci siamo capiti. Vi assicuro che scoprire certe cose che sono disponibili a TUTTI magari dalle elementari, non è normale e non se parla mai abbastanza.
  9. @marcojacovone 8 ottobre 2025
    Ciao, ti seguo da tempo e so che in quello che dici metti le migliori intenzioni e che hai voluto "estrarre" una riflessione sociale e culturale importante dal commento di cui parli, però credo che il mio messaggio non sia stato colto appieno nella tua analisi. Non sono una persona convinta che con la tecnologia si possano risolvere tutti i problemi del mondo, e men che meno quelli per cui sia dimostrata la non computabilità 😀 In questo caso però il problema è nato con tecnologia, forse è sulla tecnologia che puoi intervenire per combatterlo. Un tempo avrebbero potuto scattarmi una Polaroid, stamparla in 1000 copie e tappezzare la città... certo. Ma oggi possono scattarmi una foto, diffonderla su un social e rovinarmi la vita. In questo senso ho posto la tecnologia al centro, perché è lo strumento che consente il fenomeno. Se il problema partisse dalle spugne da cucina, ragionerei su come regolamentare la produzione di quelle. Internet è nato completamente libero. Io c'ero. È una cosa meravigliosa, ma gli stessi creatori dei primi protocolli si rammaricano di aver creato degli strumenti senza aver nessun principio di sicurezza in mente (TCP/IP, FTP, HTTP si sono via via adeguati successivamente). Oggi è proibito eseguire uno scan su un IP di qualcun altro senza permesso, e io lo trovo giusto. Un tempo avrei potuto farlo senza problemi. Sto imbavagliando Internet? Io credo di no. Sto tutelando dei diritti.  Allo stesso modo, se un servizio di messaggistica utile e bello può essere utilizzato per fare del male, penso che si possa ragionare su come regolamentare il meccanismo alla base per cercare di impedire o contrastare quell'uso dello strumento. Spero solo di aver chiarito il mio punto di vista.  Grazie per i tuoi contenuti.
    7 risposte
    1. @esadecimale Autore 8 ottobre 2025 1
      Questo problema non è nato con la tecnologia però, perché dici che è nato con la tecnologia? Al massimo la tecnologia ha velocizzato un fenomeno (problema) già esistente, o sbaglio? Non è la tecnologia a consentire il fenomeno, la tecnologia è usata per velocizzare un fenomeno malato e problematico che esisteva un tempo ed esisterà anche con tutti i possibili controlli tecnologici del mentre, Inoltre, nelle tue argomentazioni manca una analisi dei tradeoff e dei costi. Parli di un possibile aiuto al problema, e non parli del possibile costo. L’esempio dello scan su internet non convince, perché un cittadino non perde la privacy non potendo fare uno scan. Un cittadino invece perderebbe privacy con chat control. Sono situazioni diverse con diverse conseguenze, alcune accettabili (scan delle reti), altre no (scan dei dispositivi su dati personali) Per il resto ti ringrazio degli spunti, sono utili al fine del dibattito e per far capire esattamente cosa si sta criticando di chat control, almeno dal mio punto di vista
    2. @marcojacovone 8 ottobre 2025
      @esadecimale Beh, è la tecnologia che consente di scattare una foto in pubblico, replicarla gratuitamente e inviarla simultaneamente a milioni di persone senza nessun controllo. Se tornassi all'epoca delle foto cartacee, che strumenti avrei per cagionare lo stesso danno? Supponi che riesco ad immortalarti in un momento imbarazzante (non voglio fare ipotesi 🙂), scatto la foto, la pubblico sui miei social, va virale. Questo è potuto succedere solo grazie alla tecnologia (smartphone, 5G, Internet, Social Networks, ...). Se mi chiedessi come poter contrastare tale uso riprovevole degli strumenti, dove mai potrei intervenire se non su quegli strumenti? Ribadisco, non ho la certezza che esista una soluzione, ma se mi metto a ragionare sono portato a cercarla negli strumenti che rendono possibile il danno.
    3. @esadecimale Autore 8 ottobre 2025 1
      ⁠@marcojacovone Qualsiasi forma di controllo estesa in questo modo violerebbe la libertà degli utenti e incentiverebbe un abuso di potere. Ne vale la pena? sono opinioni personali, ma secondo no, neanche lontanamente. Quello che vuoi fondamentalmente è controllare i dati che i singoli utenti avrebbero salvati nei loro dispositivi. Se ci pensi, sarebbe una forma di controllo totale. Altro che 1984. Il problema è proprio il desiderio di contrastare questo fenomeno, che si chiama realtà. In altre parole, vuoi imporre un controllo sullo stato di realtà molto vincolante. Il sogno di molti governi ben poco democratici.
    4. @marcojacovone 8 ottobre 2025
      Mi spiego meglio. Negli anni 80 avrei potuto fare una foto di nascosto alla mia ragazza e mostrarla ai miei amici. Qualcuno avrebbe potuto anche fotografarla o fare una fotocopia, avviando qualcosa di simile ad una "micro-diffusione"... ma la "portata" della diffusione... conta. Direi che il problema è dato proprio dalla potenziale portata della diffusione... ognuno di noi può potenzialmente pubblicare un contenuto a milioni di persone nel giro di poche ore... questa è la differenza. Qui entra in gioco la tecnologia.
    5. @esadecimale Autore 8 ottobre 2025
      @marcojacovone Vieni denunciato, ripeto, è un crimine, gia adesso. Se lo fai, sei un criminale. E ci sono condanne effettive su queste cose. Detto questo, penso le cose da dire si siano dette, i punti di vista differiscono, e ci sta, a questo punto c’è poco da aggiungere.
    6. @Davidelombardi0491 8 ottobre 2025
      ​@marcojacovoneogni problema sociale che si tenta di risolvere con la tecnologia ha sempre un beneficio e un costo che per la natura del problema sono sociali e non è compito e dovere dei tecnologi valutare il trade off ma scegliere se applicarla o meno è compito della politica. Se fosse esistita la tecnologia per risolvere il problema della pedofilia senza costi sociali sarebbe già stata implementata senza bisogno che passasse dal parlamento europeo. È come la bomba atomica, la scelta di lanciare o meno la bomba atomica l'avrebbe fatta Oppenheimer e non il presidente degli stati uniti.
    7. @RayQuasi 8 ottobre 2025
      ​@marcojacovone Ritengo che una società basata sul controllo preventivo rischia di diventare una società della paura e della sospensione dei diritti fondamentali, in cui la sicurezza viene usata come pretesto per limitare le libertà. Trattare tutti come pontenziali criminali non è una soluzione, nessun sistema di controllo preventivo è immune da abusi e tende inevitabilmente a espandersi nel tempo (se passa non si torna più indietro).