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La formazione informatica deve cambiare in funzione dell’IA?

Guarda su YouTube → 28:12 30 maggio 2026

Descrizione

La presenza di strumenti potenti può causare non pochi problemi nel contesto formativo. Si, è vero, questi stessi strumenti possono essere utilizzati per imparare. Ma la vera domanda è: chi utilizza questi strumenti per imparare, e chi invece per saltare completamente il processo di apprendimento? Non dobbiamo idealizzare uno strumento; dobbiamo invece analizzare come è utilizzato nella pratica. Il mio obiettivo è costruire il migliore contenitore di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Se vuoi supportare la mia missione: - https://esadecimale.it - https://learn.esadecimale.it - https://cyber.esadecimale.it - https://forum.esadecimale.it

Commenti 32

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @esadecimale Autore 30 maggio 2026 1
    Tantissimi spunti di interesse, tutti meritano un approfondimento, voglio fare una live al riguardo!
    1 risposta
    1. @michemon 31 maggio 2026
      Non sono un informatico, ma amo la materia nella quale mi sempre dilettato. Personalmente sono molto allineato alla visione di San Filippo: sarà sempre più fondamentale avere una visione strategica, progettuale sui progetti informatici e sempre meno di dettaglio. È lì che bisogna investire le proprie energie, anche di competenza tecnica e sempre meno sui dettagli. L'esempio di memcopy e mem move è comunque valido, ma credo che il focus possa essere di alzarsi ad un livello più alto. Poi, magari, fra 5 anni... chissà dove saremo. Lo studio e la comprensione tecnica dovrà sempre più essere motivato da scelte personali che esulano da un risultato d'esame o dalla possibilità di accedere ad un posto di lavoro. L'eccellenza va cercata in quanto tale... Ovviamente è un tema molto complesso e mi scuso per la semplificazione forzata da questa modalità di interazione...
  2. @michelefilisina9301 30 maggio 2026 1
    Complimenti per il video, io sono al primo anno di triennale in informatica e anch'io mi sto ritrovando con molte domande su come nella pratica vengono realizzati certi concetti, spesso però per mancanza di tempo/voglia/risorse (e professori non preparatissimi) mi limito a studiare tutto solo da un punto di vista teorico, per passare gli esami. Quindi mi piace molto vedere i tuoi video in quanto mostri un "lato nascosto". Magari Questa estate mi abbonerò al tuo corso.
  3. @pochopsp 30 maggio 2026 6
    ne discutevo con alcuni colleghi di lavoro, loro dicevano che tanto la conoscenza di basso livello o perfino di programmazione in generale (con linguaggi più alto livello es. python) non serve più perché l'abilità deve essere nel dare istruzioni ai modelli. Io sono totalmente in disaccordo e apprezzo molto l'opinione espressa nel tuo video.
    2 risposte
    1. @Doddari 31 maggio 2026 3
      Credo che invece la formazione di basso livello, struttura dati, algoritmi etc.. siano la cosa che ti consente poi di governare l agente che ti scrive la singola funzione in linguaggio x/y
    2. @julio_hammurabi 13 giugno 2026
      ​@Doddarisi infatti. Non si capisce perché le due cose debbano essere discordanti. Anzi secondo me le competenze più importanti che rimarranno saranno quelle di basso livello. Le competenze che diventeranno inutili saranno quelle relative ai framework e alle librerie
  4. @giorgioruggerozanolini2363 2 giugno 2026
    Hai pienamente ragione bro!
  5. @k9oskal 1 giugno 2026
    Da autodidatta ho iniziato ad usare gli llm facendogli realizzare un certo progetto e poi studiandolo per conto mio, riproducendo e indagando i motivi delle sue scelte. Più che altro perché partendo completamente da zero l’approccio alla programmazione è stato decisamente impattante e senza nessuno che ti dà una direzione devi arrangiarti, inoltre informarsi su internet non è così semplice se sei neofita, infatti mi sono iscritto subito appena hai reso disponibile la piattaforma. Ormai è poco più di un anno che ho iniziato a programmare e da pochi mesi ho scelto di imparare a programmare usando C, l’idea è di avvicinarmi il più possibile all’hardware. Ho compreso la necessità di sbattere la testa sul codice anche per ore quindi ho abbandonato l’approccio iniziale e oggi li uso per lo più come libri di teoria, discuto su come e perché progettare una cosa in un certo modo e poi quando mi sono fatto un’idea chiara implemento. Ancora sono decisamente all’inizio ma con questo secondo approccio la frizione è decisamente maggiore e nel giro di poco tempo mi sono accorto di comprendere meglio cosa devo fare, perché lo devo fare e come lo devo fare. Spesso inizio a correggere da solo dei bug logici prima ancora di dare il progetto in pasto all’agente per verificare bug o ottimizzazioni che ancora fatico a vedere o a pensare. Pian piano vorrei utilizzarli sempre meno anche per questa “correzione” finale. La cosa che mi stupisce in negativo della questione sulle università è che non vedo come possano creare bravi informatici senza fargli capire come funziona quello che usano. I progetti che faccio per mia scelta sono tutti legati a come funzionano le cose che uso per esempio ho appena finito una piccola shell che gestisce redirect e pipe più qualche comando builtin, ho fatto un grep con qualche Flag cercando di riprodurre il più fedelmente possibile il grep originale, un benchmark per algoritmi di ordinamento. Diciamo che in questo gli llm sono stati molto utili perché da autodidatta rischi di saltare in giro senza una direzione precisa e speri di unire i puntini e in questo gli llm per come li uso oggi mi stanno dando una mano. Mi hanno consigliato quali progetti fare per imparare e riutilizzare ciò che ho imparato dal progetto precedente ma in una nuova forma e per ora i miglioramenti li ho visti. Ancora non sono molto esperto ma sono già certo del valore del progetto esadecimale soprattutto per chi fa fatica a gestirsi l’enormità dei concetti presenti nell’informatica.
  6. @eccerobot5457 31 maggio 2026 1
    Personalmente non penso che sia cambiato molto. Prima la tendenza era il copia e incolla da Stackoverflow adesso invece copia e incolla da Gemini/Gpt/Claude ecc.. È molto utile come aggregatore di informazioni, logicamente ti serve una cultura affinché tutto abbia un senso
  7. @matteo679 30 maggio 2026
    Come sempre, grazie per il video e per i tuoi sforzi nel portare avanti questo progetto; è un piacere vederlo crescere e prendere forma! In tal senso, spero sempre di veder comparire, magari proprio come appendice al corso C, contenuti specifici dedicati ad Emacs :) Magari proprio una sezione sul come configurarlo per la programmazione in C!
  8. @bababonzio 31 maggio 2026
    Papirone infinito: Premetto che non ho ancora concluso il video, ma ci tenevo a lasciare qui la mia opinione, siccome mi sento abbastanza nel target del video. Sono un adulto (28 anni) che un anno fa ha deciso di cambiare ambito professionale e quindi di seguire un corso biennale di full stack development. Pur essendo sempre stato abbastanza appassionato di informatica e programmazione, non la avevo mai realmente messa in pratica. Nel corso del primo anno, i docenti hanno premuto molto sul comprendere realmente i concetti che stanno alla base della programmazione più che la sintassi in sé (anche perché ogni mese cambiavamo linguaggio di programmazione, e diventava spesso difficile riuscire a ricordarsi o imparare in fretta le nuove sintassi). Inizialmente evitavo completamente di usare AI per apprendere, al massimo capitava che la usassi più quasi come un motore di ricerca per funzioni e metodi specifici (dato che la ricerca nelle documentazioni ufficiali la trovo ancora piuttosto ostica e poco intuitiva). Negli ultimi mesi però, anche con l'intensificarsi delle lezioni e della "carne a fuoco" nel corso, ho iniziato a utilizzare maggiormente le AI per imparare a comprendere meglio i vari step logici di quello che stavamo studiando e mettendo in pratica, chiedendo poi al chatbot di farmi una piccola sequenza di domande relative a ciò che mi aveva spiegato per verificare se avessi capito o meno. Tutt'ora questo è più o meno il mio workflow, e forse ho implementato ulteriormente l'AI per la parte di progettazione del software, chiedendo numerose varianti dello stesso progetto e valutando poi io con quale mi sembrasse più sensato procedere. Per tornare a questo video, l'equilibrio che ho trovato mi soddisfa abbastanza, ma allo stesso tempo mi fa temere di star tralasciando qualcosa, in particolare noto come i chatbot AI siano (ovviamente) ruffiani e a volte se gli chiedi di farti delle domande, ne faranno di estremamente banali. Oppure nella fase di progettazione fanno molta fatica a considerare numerose variabili non specificate. Direi che la mentalità migliore sia continuare ad usare l'AI ma ricordandosi sempre di "non sapere" e di essere degli studenti, quindi che ci sono numerosi aspetti che non conosciamo e che finiamo per ignorare o per appunto ignoranza, o perché un chatbot ci ha detto che "sì, tranquillo, si fa così, non serve implementare ulteriori funzioni o controlli".
  9. @CallistoPili 30 maggio 2026
    il vero problema e' che chi ha esperienza in programmazione usa gli strumenti AI come asset, come un tool di assistenza al lavoro. sapendo capire che codice viene generato aiuta a pianificare il prossimo passo nello sviluppo del codice. l AI scrive veloce. Uno Junior o alle prime armi, che magari ha lacune "sul campo", usa lAI come modo scorciatoia, non sapendo decentemente srivere codice nella realta aziendale. in pratica se i Senior non insegnano la conoscenza ai Junior, prima o poi non vi saranno Senior nel futuro perche tutto verra gneerato con AI sulla base di cio che e stao generato nel mondo. futuro fosco per le nuove leve.
  10. @KuroiMeansBlack 30 maggio 2026
    Ciao Esa, potresti fare un video in cui parli della funzione alloca della libreria alloca.h? Non so se la conosci ma nel caso è una funzione che fa la stessa cosa del Malloc ma invece di tornarti un indirizzo che punta nell' heap lo fa dallo in stack(in runtime). Penso sia interessante come funzione se occorre alloccare spazio in modo temporaneo, ma non conosco proprio bene i casi di uso o se viene usata.
  11. @bottarga8789 31 maggio 2026
    Io suppongo invece che si possa sfruttare proprio per accelerare il processo d'apprendimento. Una volta che scegli un linguaggio di programmazione, impari cosa sono e come funzionano le variabili, funzioni, conditional statement, loop, classi, oggetti e simili, al netto della sintassi sono la stessa cosa in tutti gli altri linguaggi di programmazione, quello che cambia sono i layer di astrazione in più che un particolare linguaggio offre. La cosa difficile non è tanto imparare la sintassi / scrivere funzioni / if / for etc, ma implementare nuovi design pattern / architetture complesse etc, la rottura di scatole è scrivere tutto il codice per vedere l'architettura che hai pensato in funzione, pensateci quando cominciate a scrivere codice più o meno sapete in che direzione volete andare è poi da vedere se è stata la direzione giusta o meno, con l'IA basta un prompt e dello pseudocodice per farvi generare centinaia di righe di codice e vedere l'architettura in funzione in pochi secondi invece di qualche ora per poi continuare a iterare su quella quando ci si rende conto che si può migliorare in alcuni punti ed eventualmente migliorare le singole funzioni ( se è il caso ) Così facendo si possono fare progetti progetti personali MOOLTO più in fretta e di conseguenza acquisire molta più esperienza più rapidamente ( ovviamente se si usa lo strumento per questo scopo e non si preme tab a manetta senza pensarci )
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 31 maggio 2026 1
      Quello che descrivi a me non sembra apprendimento ma iterazione per la costruzione di qualcosa. Quindi lo definirei più come "building". Eh si, in quel contesto l'AI può velocizzare e di molto. Ma se devi apprendere il funzionamento intimo di un meccanismo, non puoi subito astrarre a livello architetturale, perché significa che hai completamente bypassato i singoli meccanismi, e se inizi in questo modo significa che i singoli meccanismi non li imparerai mai. Posso utilizzare malloc, ma questo non significa sapere cosa è un allocatore di memoria. Mi serve saperlo? Dipende cosa devo fare. Ok, supponiamo finisci il progetto personale molto più in fretta. Ma poi quel codice è tuo? Lo sai spiegare? Sai le scelte che sono state effettuate a livello di trade-off del codice? Se c'è un bug, sei in grado di fixarlo, o ti serve sempre e comunque un modello di AI?
    2. @bottarga8789 31 maggio 2026
      ​@esadecimaleno Io intendevo dire che se voglio scrivere un pezzo di logica, prevedo di farlo in 3 funzioni separate e so già cosa voglio cosa facciano che differenza c'è tra scriverle a mano o semplicemente dire all'IA " scrivi 3 funzioni che fanno x e restituiscono y L IA ci mette 5 secondi io magari ci metto 5 minuti in 5 secondi vedo la logica che avrei voluto implementare in funzione e mi rendo subito conto se è una logica bella/brutta/ che ha senso nell' attuale contesto Non dico ovviamente di usare l IA per farsi generare cose senza sapere cosa faccia quel coroce ma di usarla per velocizzare l implementazione che hai in mente e iterare su questa più in fretta non dovendola scrivere tu a mano
  12. @pipi_34_h 30 maggio 2026 1
    inizialmente si consiglia di usare molto poco l'ia? magari solo per spiegare concetti se non lo si è capito da soli leggendo il libro, ma poi per il resto bisogna faticare da soli, che ne pensate?
    1 risposta
    1. @miciodev 30 maggio 2026
      Io faccio mentoring, se vedo che un ragazzo è portato, AI da evitare proprio. Quando ha le basi ne riparliamo
  13. @philo404 30 maggio 2026 1
    Visto che hai parlato di memoria, sarebbe interessante sapere cosa ne pensi del data oriented design. Io lo sto utilizzando in alcuni progetti sia professionali che non e credo che sarebbe parecchio figo come argomento da spiegare in un corso come il tuo. Ovviamente è un argomento "avanzato", ma credo che molti lo troverebbero interessante!
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    1. @alxlg 30 maggio 2026
      Con che linguaggi? Hai provato Odin?
    2. @philo404 2 giugno 2026
      ​@alxlg C e Zig. Uso entrambi per lavoro e tempo libero. Odin mai provato
  14. @alxlg 30 maggio 2026
    Può sembrare strano ma queste che tu chiami le basi dell'informatica sono un livello di astrazione che personalmente non conosco affatto. Nonostante questo conosco i livelli inferiori (calcolatori, elettronica, teoria dei circuiti, fisica) e quelli superiori (sistemi operativi, networking, web, cloud ecc). Per me sarebbe già un enorme passo avanti se le nuove generazioni conoscessero e usassero il Web vero (HTTP, HTML, hypermedia, REST, HATEOAS) invece di schifezze come Angular o React. Questo potrebbe essere definito come un approccio più pragmatico rispetto al tuo. Viceversa ci potrebbe essere qualcuno che considera come basi solide la teoria delle categorie applicate alla programmazione funzionale e partirebbe da Haskell (e non avrebbe tutti i torti). Ti chiedi mai se la programmazione in C sia davvero il modo migliore di dare delle basi solide? Non è che lo dai per scontato? Se dovessi indicare io dei linguaggi sarebbero Python e poi Go, mentre il C e la gestione della memoria sarebbero uno dei tanti possibili rami di approfondimento, come lo sarebbe anche il Web.
    3 risposte
    1. @esadecimale Autore 31 maggio 2026
      Penso che il C sia il punto di partenza perché il resto del software è scritto in C o derivati dal C. Il C ha introdotto UNIX in un senso portabile su diversi OS (C e UNIX sono legati tra loro) e tantissimi concetti ed idee che si trovano in altri contesti. Questo non significa che il C è tutto, ma non conosco programmatori veramente bravi a basso livello che non conoscono almeno un po' il C. Poi certo, se lavoriamo in altri livelli di astrazione del software, ha senso anche imparare altro e ha meno senso concentrarsi sul C. Ma qui sto parlando di programmatori basso livello, che è proprio ciò che l'università fatica a formare. Ad esempio se uno sa tanto sui circuiti e sulle reti di calcolatori, non lo definirei necessariamente programmatore ma un altro tipo di ingegnere. Per coloro che lavorano con il software invece (quindi non hardware), il C è la lingua franca di riferimento.
    2. @alxlg 31 maggio 2026
      ​@esadecimale​ capisco, penso che il termine che descrive ciò a cui ti riferisci sia "system programming", mentre l'informatica è molto più vasta. L'università fallisce nel formare in qualsiasi ambito e probabilmente con l'informatica siamo messi peggio di altri paesi. Io ho iniziato a programmare in C perché quello insegnavano all'università, poi passavano a Java e lì ho odiato la programmazione. Se fossero partiti da Python con applicazioni pratiche come elaborazione dati e sviluppo Web sarebbe stato molto meglio. Dopo il C e assolutamente mai Java. Ma tu lo sai che nelle università e nelle aziende italiane si va ancora dietro alla Wanna Marchi dell'informatica, Robert Martin? E lo sviluppo Web purtroppo è snobbato da tutti e mai trattato seriamente come si tenta di farlo col system programming (fallendo). E questo ha portato alla Lost Decade, come la definisce Alex Russell, con framework che vanno contro la filosofia del Web. Non penso sia un caso che il framework che uso io (Datastar) e che penso salverà il Web sia stato creato da uno sviluppatore Go, che lavora per Synadia su NATS, che sta inventando un suo database e ha creato per gioco un linguaggio simile a Clojure ma con Go come host. Il Web ha bisogno di più programmatori "a più basso livello" e di essere trattato con rigore nei corsi universitari, non dovrebbe essere snobbato come è adesso.
    3. @esadecimale Autore 3 giugno 2026 1
      ​@alxlgbellissimo Datastar, ne avevo sentito parlare. Comunque ottimi spunti. Ti ringrazio
  15. @Elijah_Lije_Baley 30 maggio 2026 4
    Premessa: la cultura vince su tutto e ognuno di noi dovrebbe avere una curiosità onnivora. Senza cultura non si va avanti. Pensiero provocatorio. Ci preoccupiamo che l'IA tolga agli studenti lo sforzo di programmare. Ma le generazioni che hanno imparato con il C, solo per esempio, hanno davvero vissuto lo sforzo della programmazione in assembly? E chi programmava in C conosceva davvero l'hardware come chi scriveva codice in assembly? Ho conosciuto formatori che partivano letteralmente dalle geologia e dai processi industriali per mostrare come si costruiva un chip. Solo dopo ne spiegavano il funzionamento e solo dopo arrivavano alla macchina e solo ancora dopo, molti dopo ancora, introducevano "Hello, world!". Ogni progresso ha nascosto complessità sotto nuovi livelli di astrazione. La vera sfida per la scuola non è difendere lo sforzo del passato, ma insegnare a capire ciò che oggi non si vede più. E spiegare perché non si vede più. E spiegare perché è importante sapere cosa oggi non si vede più.
    6 risposte
    1. @Elijah_Lije_Baley 30 maggio 2026 1
      Se devo scrivere codice per calcolare la velocità del razzo perché devo conoscere come funziona e cos'è un sistema operativo? E se a me interessa solo la velocità del razzo perché devo sapere come si scrive il codice che permette di arrivare a questo calcolo? Per me la scuola deve trasmettere l'importanza di questi perché.
    2. @StefanoTrevisani 30 maggio 2026 1
      Sono completamente d'accordo con te. Discorsi simili sono sempre avvenuti in passato. Mi vengono in mente le calcolatrici (abilità di calcolo manuale), le macchine da cucire (abilità di uso di ago e filo), le macchine agricole (proficienza nella raccolta, aratura, potatura, ecc. manuale), il navigatore satellitare (sapersi orientare e memorizzare percorsi), macchine da scrivere e corsi di studio in medicina (avere una calligrafia decente in corsivo), traduttori automatici e motori di ricerca (conoscenze linguistiche ed enciclopediche). Tutte queste (e molte altre) sono abilità che col tempo sono passate da essere generaliste a sempre più di nicchia, nel bene e nel male, e l'educazione generalista si è spostata su altri aspetti.
    3. @StefanoTrevisani 30 maggio 2026 1
      ​@Elijah_Lije_BaleyE come dici tu, tornando al discorso dell'informatica, se è vero che i cosiddetti "vaib coderz" spesso non abbiano la più pallida idea di cosa stiano effettivamente facendo, allora dovremmo dire lo stesso di chi usa linguaggi in cui fai tutto tramite librerie fatte da altre persone? O che dire di un linguaggio compilato tipo C, il cui modello di macchina virtuale (ignorando assembly inline ed estensioni varie) si avvicina al funzionamento di un computer moderno tanto quanto una carrozza si avvicina ad un'automobile? Con l'AI ci sarà, salvo eventi geopolitici che mi auspico non avvengano, una trasformazione ulteriore in questa direzione di astrarre l'interazione uomo macchina. Peraltro, è da quando esistono il computer che si cerca il modo di eliminare qualsiasi tipo di necessità di interagirvi direttamente (leggi: programmazione dichiarativa)...
    4. @Elijah_Lije_Baley 31 maggio 2026 1
      ​@StefanoTrevisani, per me il vero problema è la iperspecializzazione. Perdere la visione d'insieme, dimenticandosi, o, peggio, non sapere, che ogni attività è un sistema e come tale andrebbe affrontato.
    5. @Doddari 31 maggio 2026 1
      Condivido
    6. @StefanoTrevisani 31 maggio 2026
      ​@Elijah_Lije_Baley Si purtroppo è vero, ma anche questo è un fenomeno che c'è sempre stato e continua, nel bene e nel male...