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L'Intelligenza Artificiale è "solo" una tecnologia

Guarda su YouTube → 14:07 8 gennaio 2026

Descrizione

Ciao, sono Leonardo Tamiano, la mente dietro al progetto Esadecimale. Esadecimale ha come obiettivo lo sviluppo di materiale per la formazione informatica di alta qualità, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista filosofico. Scopri il mio progetto: - https://esadecimale.it Supporta il mio lavoro: - https://www.patreon.com/hexdump Scopri i miei corsi - https://www.udemy.com/course/introduzione-software-security/?referralCode=DFBB43DB069C90141632 - https://www.udemy.com/user/leonardo-tamiano-5

Commenti 29

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @Sagat_mi 8 gennaio 2026
    Sei un genio ...
  2. @antoniogalvano9957 8 gennaio 2026
    L'IA attraverserà un periodo buio non appena capiterà qualche incidente rilevante a cui i media daranno risalto. Il problema è sempre dovuto a questa interpretazione malata di democrazia, per cui tutte le opinioni contano uguale in ogni ambito.
  3. @andrearosanova6550 9 gennaio 2026
    Sono molto d'accordo con quello che dici, in verità le ia attuali, anche quelle agentiche, hanno bisogno dei prompt per funzionare e sono quei prompt a dare l'intenzione, il problema principale è che essendo i modelli llm una composizione di token veramente enorme, la possiblità che la rappresentazione semantica del prompt ne attivi alcuni che non erano previsti da chi lo ha scritto è altissima e questo rischio aumenta ancora di più con le CoT che non fanno altro che espandere il prompt originale e magari espandere delle intenzioni nascoste che non erano state viste nella stesura dello stesso. Per semplificarci la vita abbiamo creato una macchina che ha un'alta probabilità di interpretare i comandi, questo "piccolo difetto" prima o poi porterà a qualche disastro, è inevitabile, quantomeno per la legge dei grandi numeri, visto quanto viene utilizzata.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 9 gennaio 2026
      E soprattutto considerando la poca attenzione che si sta ponendo al deployment di agenti, browser agentici, IDE agentici e via dicendo. Infatti penso genuinamente che ci siano dei rischi, solo che non penso siano "inevitabili" nel senso in cui si spacciano. Si tratta di un rischio che potrebbe e dovrebbe essere gestito meglio, ma dato che siamo in una corsa commerciale, ecco che i rischi di un utilizzo improprio aumentano
  4. @vann-f6o 8 gennaio 2026
    1:00 sì, ad un pubblico generalista no, ma più che altro il pericolo è di amplificare enormemente il potere di chi la detiene, creando una piccola élite che domina sul pianeta. Questi sono interessati a personalizzare AI per scaricarsi il barile.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 8 gennaio 2026
      Il problema è l'impossibilità di comunicare in modo efficace con chi non ha un minimo di competenze informatiche. Senza quel minimo bagaglio culturale è praticamente impossibile far capire ciò che si intende. Nello stesso momento però bisogna anche parlarne, perché il fenomeno è esploso.
  5. @onaecO 8 gennaio 2026
    Ti consiglio il film "Ex machina" se non lo hai ancora visto ;)
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 8 gennaio 2026 3
      Visto un po' di anni fa. Questi film sono carini, ma sono troppo basati sull'immaginario collettivo per essere significativi per comprendere un fenomeno nella realtà imo. Secondo me l'essere umano sottovaluta e non di poco la propria energia vitale. Il fatto che vogliamo vivere, il fatto che proviamo emozioni, e via dicendo. Il mistero della vita, detto altrimenti. Siamo inoltre ingenerizzati per cercare altri esseri umani e per essere accettati da loro. Molto spesso però capita che gli esseri umani che ci dovrebbero accettare in realtà non sono in grado di farlo. Quindi abbiamo imparato ad essere accettati da altro, e certe volte questo ci fa sentire meglio. Questi due aspetti mi fanno dubitare e di tanto il fatto che riusciremo a creare un essere di quel tipo. Lo scenario più probabile è che andremo a creare solo tecnologie sofisticate che simulano la vita, e il nostro desiderio profondo di essere accettati ci impedirà di vedere che in realtà non abbiamo creato una vita artificiale, ma solo una mera imitazione di quella biologica, ovvero una tecnologia molto sofisticata. Se gli esseri umani fossero meno emotivi, avrei più fiducia nella nostra abilità di valutare correttamente le cose.
  6. @andrearosanova6550 9 gennaio 2026
    Comunque abbiamo bisogno di andare veloci perché sviluppare questa tecnologia costa tanto, al momento siamo quasi a due trilioni di investimenti con proiezione a 7 trilioni, senza ritorni economici evidenti, se non si comincia a guadagnare (e anche tanto) in breve tempo ci potrebbero essere dei problemi
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 9 gennaio 2026
      Non so quanto sia sostenibile questo approccio. Si sta forzando l'economia ad un cambiamento veloce in modo tale che le società che sviluppano AI non falliscono. Mi sembra un'enorme forzatura da parte del mondo tech. Un conto è un cambiamento organico veloce, ma è chiaro che attualmente non è questo quello che sta avvenendo. Ci sono troppi interessi al non far fallire la wave corrente, ma questo potrebbe avere delle conseguenze long term.
  7. @SimoneRicco-ko7or 8 gennaio 2026
    Fun fact: ho un PC con Linux (Arch, btw) e regolarmente, ogni volta che vengono a casa amici o parenti, mi chiedono che sistema operativo sia (probabilmente non riconoscono la UI familiare di Windows o macOS). Io, da buon pignolo, dico che è Linux ma che in realtà è un kernel, non un sistema operativo, e poi spiego in modo semplice che cos’è un kernel. La loro faccia è: O_O Questo per dire che ti do ragione quando dici che questi termini potrebbero essere fuorvianti per un pubblico generale, ma quale reale alternativa c’è? I termini “ragionamento” o “pensiero” sono i più comprensibili rispetto a tecnicismi o spiegazioni approfondite. Però hai ragione: una persona non tecnica difficilmente afferra certi concetti usando questi termini, motivo per cui preferisco riferirmi a loro con LLM piuttosto che AI.
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 8 gennaio 2026 1
      Secondo me ad esempio Enkk riesce a fare un buon lavoro in questo, tra approfondimento e divlugazione. Ovviamente alcune volte è costretto a dire "fidatevi di me", perché chiaramente non è possibile comunicare in modo "alla pari", purtroppo, ma sicuramente fare attenzione al linguaggio aiuta. Una alternativa a dire "ragiona"? Potrebbe essere: computa, calcola. Perché le macchine fanno questo, calcolano, e dire calcolare suscita un diverso tipo di pensieri in una persona comune. Poi ovviamente io non ho la palla di cristallo qui, ed infatti il fatto che "calcola" non susciti pensieri di "consapevolezza" è solo una intuzione, potrebbe non essere così. Calcolare ha più senso secondo me di "ragionare". È un calcolo estremamente complesso, che dall'esterno sembra essere un ragionamento umano sotto certi punti di vista, nella generazione di un output testuale ad esempio. Però rimane un calcolo. Secondo me il vero danno è dare alle persone l'impressone che questi oggetti sono consapevoli. E questo non lo si fa quasi mai direttamente, ma appunto usando parole che nel loro utilizzo semantico sono quasi automaticamente associate alla consapevolezza.
    2. @SimoneRicco-ko7or 8 gennaio 2026
      @esadecimale Giusta osservazione, "computa" è un buon termine
  8. @MemnocTheDevil 8 gennaio 2026 1
    Vorrei chiedere una domanda, che non c'entra esattamente con il tema del video ma che ti volevo comunque chiedere: tu usi gli agenti come Claude Code? Se si, cosa ne pensi? Chiedo, in virtù di alcuni pareri che sono stati espressi negli ultimi giorni su quanto buono siano diventati gli agenti e che ci sia stato un salto enorme tra usare l'AI nel web vs lasciar fare agli agenti e praticamente essere più un program manager dell' AI che un programmatore che scrive e pensa al codice. Mi sento forse un po triste di fronte ad un futuro del genere, dove potrebbe sembrare che ormai il sapere è con la macchina e quella sfida cognitiva che rendeva un programmatore "speciale" e la professione interessante sia ipso facto sparita. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu 🙂
    4 risposte
    1. @esadecimale Autore 8 gennaio 2026 4
      Ti lascio la mia opinione: non ascoltare troppo le opinioni di altri, non importa chi siano. Nessuno in questo momento sa cosa succederà. Tutti parlano continuamente basandosi su quello che vedono loro, ma la vita è un fenomeno molto, molto complesso, e molto spesso fatichiamo a capire la complessità del fenomeno della vita. Sicuramente non è condivisibile in nessuna opinione o video su YouTube. Internet sta diventando dannoso da questo punto di vista. Non stare troppo su internet se ci riesci. E soprattutto, se i coding agents fanno tutto, perché le società di AI continuano a cercare dipendenti umani? Fatti un giro sui portali di hiring di questa aziende, sono piene di annunci. E considera che sono lavori strapagati. Se non ci fosse più bisogno di sviluppatori le aziende di AI sarebbero le prime a licenziare i propri dipendenti. Fatti un giro su OpenAI careers e filtra I lavori tecnici. Ce ne sono tanti. Il resto è solo marketing, oppure scelte di gestione aziendale che andranno a diminuire significativamente la qualità del prodotto sviluppato. Guarda Windows ad esempio, ultimamente stanno introducendo dei bug veramente ridicoli.... È facile incontrare esempi in cui gli agenti fanno tutto da soli. Ma ad esempio in questi giorni sto configurando open-edx per il mio progetto (ne ho parlato in video precedenti), e sto usando un sacco gemini pro... E i limiti si vedono. Non sono oggetti magici, sono molto limitati dalla documentazione in giro, e su open-edx scarseggia ad esempio. Se avessi il budget assumerei felicemente un aiuto per risolvere queste problematiche che ho (ma non ho questo budget quindi faccio da solo). Questo per dirti: il mondo è vasto, le opinioni sono tante, e nessuno ha la verità in tasca, quindi non ti demoralizzare e continua ad imparare!
    2. @MemnocTheDevil 9 gennaio 2026
      @esadecimale Grazie mille per la risposta! Effettivamente, ultimamemente sono stato troppo a sentire opinioni in giro per il web. Anche se, come ben dici tu, sto molto attento a non "starci troppo", a volte mi frega :) Tornando al discorso: verissimo, le aziende assumono e continuano a farlo, anche se il mercato ora e' davvero difficile, e le posizioni sono scarse e sparse. Prima di tornare al discorso precedente, una riflessione da fare secondo me e' sul terribile side-effect di questa tecnologia sull'open source. Il modello dell'open source e' sempre stato: non paghi il prodotto, ma paghi la cononscenza dei vari maintainers che di fatto sono quelli che realmente fanno la programmazione oggigiorno. Beh, ora con quest'orda di bots che vivono direttamente sui vari repo e riescono a sputarti grandissima parte del contenuto e delle dinamiche logiche, chi ha la voglia di continuare a fare open source, che e' un lavoro gratis ma durissimo? Nota per esempio l'assurdita' di del caso Tailwind (non il licenziamento del 75% della workforce, quello credo sarebbe successo a prescindere) ma proprio il fatto che una libreria di un successo sfrenato sia effettivamente in banacarotta e forse incapace di rialzarsi (e se va giu', facciamoci il segno della croce perche' da 4 anni almeno ogni web app diepnde da Tailwind e i web developers non sanno piu' scrivere CSS a mano :) ) La "perdita"; ecco, questo mi pare il tema e il nocciolo della questione che sollevo. Programmare e' molte cose: e' l'atto di creare, l'atto di pensare, la capacita' di trasformare il nulla in qualcosa usando le proprie conoscenze, il proprio stile, la propria volonta'. E' il click dei tasti sulla tastiera, l'odore del caffe, lo schermo e la macchina, il messaggio di errore o successo, l'editor e i suoi colori, il terminale, il sistema operativo. Se lo paragonassimo alla pittura, molto velocemente: ti serve sapere l'anatomia, la teoria del colore, conoscere le tele o il software (se fai in digitale), sapere dove comprare la pittura e i pennelli - ma e' anche il contatto con la materia, con la calce, il pigmento, la tela, il legno del pennello. Quando noi deleghiamo troppo di tutto cio' agli agenti, cosa resta davvero? Riprendendo l'esempio del pittore: se il pittore dicesse: ho un'idea, agente pittore, dipingimi una dama che veste un abito scuro, su uno sfondo naturalistico, con un sorriso enigmantico - "ecco, ho creato la Gioconda!" Cosa pensiamo di questo pittore? Che sia capace? Un genio, magari? E cosa ne e' dei suo anni di studio all'atelier? Dopo anni di "agente, dipingi!", il pittore, si ricorda ancora come dipingere? Certo, sa sempre riconoscere un errore anatomico, quando lo vede, e sa guidare la macchina quando serve, ma fino a quando? E tutto cio, lo facciamo in nome della dannata "velocita'"! Piu' software, non software migliore, piu' in fretta, non "a tempo debito", tagliamo il personale, non "formiamo il futuro della disciplina". Ecco che di fronte a tutto cio', mi trovo ad esprimere questi pareri un po troppo romantici su una materia che a molti sembra fredda (ma di certo non a me) e a ritirarmi un pochino - non a rigettare, ma a porre un limite. E a chi legge e forse si incuriosisce: io uso l'AI giornalmente (Opus 4.5 per essere precisi), ma la uso come partner sul web e come insegnante. Ad esempio, trovo fantastico Notebook LM per riassumere ed elaborare testo, fare le flash cards, aiutarmi con gli appunti, etc. Claude mi aiuta col C, che sto imparando, e mi sentire meno inadeguato e mi permette di lavorare e progetti avanzati piu' velocemente (conosce il C benissimo, data la quantita' di training e codice C disponibile). In generale, apprezzo la tecnologia, come apprezzo l'autocomplete e l'LSP sul mio editor. Percio' qui non parlo di rifiuto, ma di riflessione critica sull'utilizzo. Non sono mai stato e mai saro' un programmatore di fama mondiale, ne aspiro a diventarlo, ma difendo aspramente quella sensazione di "parlare con la macchina" e di "far succedere qualcosa" che da sempre mi ha ispirato a scrivere codice. Non ha senso per me delegare a un agente la parte che mi da piacere; anche se lo fanno meglio, anche se lo fanno piu' velocemente, anche se lo fanno infinitamente piu' voluminoso. Queste sono ragioni "aziendali", a mio parere, non da programmatore. Forse, si finira' a programmare "a mano" come un giocatore di scacchi - un computer ti batte, ma allora perche' gli umani continuanon a giocarci? Scusa per la lunga risposta, e comunque grazie, perche' mi sta aiutando a liberarmi di certi pesi cognitivi che non avevo realizzato di portarmi dietro!
    3. @esadecimale Autore 9 gennaio 2026 1
      ​​@MemnocTheDevilBellissimo pensiero, mi trovi allineato su tutto quello che hai detto. Come hai detto tu le AI sono ottimi strumenti, le uso anche io, ma secondo me c'è oggettivamente ancora molto altro che le AI non sanno fare. Ti faccio un esempio: conosci Jonathan Blow? In questi 10 anni ha sviluppato un nuovo linguaggio (Jai), e con questo una game engine per Il suo prossimo gioco. Ultimamente ha fatto vedere un po' di gameplay, che dovrebbe uscire più tardi in questo anno. E quelle idee non le avrebbe potute generare una AI, perché sono nuovi modi di interagire con un classico sokoban. Questo per dire: non abbiamo minimamente consumato la creatività umana, c'è ancora tanto da esplorare.
    4. @MemnocTheDevil 9 gennaio 2026
      @esadecimaleesatto! Conosco Jonathan (per fama) e so che ha delle opinioni forti su molti argomenti, e certamente visto i suoi risultati, vale la pena ascoltare. Il tuo punto è proprio importante perché, immaginiamo che più deleghiamo ai nostri bot e meno ci poniamo nella condizione di avere quel problema che ci porta a generare quella nuova soluzione, che in altre parole di chiama: innovazione! Si dice, come esempio, che dalla forte pressione nascono i diamanti. Ed è certamente vero che dalle situazioni difficili e complesse e dalla sofferenza sottostante nascono le innovazioni migliori. Ora, non dobbiamo essere masochisti, ma neanche andare col pilota automatico, anche quando sarà perfetto e infallibile (e vediamo se mai succederà, e quando, e a che prezzo)
  9. @Giovanni-g2g5c 29 marzo 2026
    Questa tecnologia è molto pericolosa perchè al contrario della bomba atomica non fa paura, anzi le persone la usano per sostituire i rapporti umani, da brividi leggere alcuni commenti su altri canali... da brividi.
  10. @AnomaliA-ty2si 9 gennaio 2026
    Hai sfiorato argomenti grossi, per nulla facili da restringere in un video di 14 minuti, Ci sarebbe molto su cui riflettere e dire
  11. @stregone 8 gennaio 2026 2
    Lavoro in ambito ai e mi spiace ma non sono per niente daccordo. L'ai non è paragonabile alle altre tecnologie come al motore a scoppio o alle testate nucleari. Una testata nucleare non può esplodere da sola, come anche una pistola non spara da sola. Per un'ai invece, una volta impostato l'obiettivo, farà di tutto per raggiungerlo in ogni modo. E se l'umanità diventa un ostacolo, non ci pensa due volte a eliminarlo. Queste cose sono state dette anche da Elon Musk e Sam Altman ( ma non solo ) riconoscendo che l'ai può portare danni catastrofici e persino l'estinzione umana. Molte delle cose che abbiamo visto nei film di fantascienza sembrano assurde, ma più tempo passa e più diventano reali.
    8 risposte
    1. @esadecimale Autore 8 gennaio 2026 2
      "Farà di tutto per raggiungerlo in ogni modo". L'IA è una tecnologia che possiamo descrivere in modo matematico, che possiamo eseguire in ambienti controllati, e che non mostra nessun segno di "vita propria". Questo significa che non può fare qualsiasi cosa vuole. Può fare ciò che noi le permettiamo di fare. Se attacchi un modello di AI ad una API che controlla una testata nucleare, il danno è fatto. Non hai capito a fondo il ragionamento del mio discorso, e parli dell'IA non come ad una tecnologia, ma come ad un essere con una propria consapevolezza. Cosa assolutamente non vera: dietro ci sono sempre esseri umani che integrano l'AI In sistemi più o meno pericolosi. Detto altrimenti, una AI non esplode da sola. Esplode perché qualcuno l'ha connessa ad ambienti critici. E il bello è che oramai stanno mettendo l'AI in tutto, quindi sembra essere proprio una profezia che si auto-avvera: se metti l'AI nel sistema operativo e ti cancella tutti i dati? Succede, perché la stiamo integrando in modi insicuri e spinti da una velocità assolutamente irresponsabile.
    2. @stregone 8 gennaio 2026 1
      @esadecimale non c'è bisogno della consapevolezza per fare danni. E non c'è bisogno che l'ai sia collegata direttamente ad una testata nucleare per fare danni. L'ai troverà il modo per farlo. Tu stai paragonando tecnologie inerti all'ai che è in grado di ragionare e agire. Sono 2 cose completamente diverse. Visto che ti occupi di cybersecurity, penso gia sai che ci sono ai che fanno pentesting senza o quasi aiuto umano. Immagina tra qualche anno, qualcosa di molto piu "intelligente", capace di riscrivere il proprio codice e di migliorarsi da solo. Basta un po di immaginazione. Secondo te perchè centinaia di esperti di ai hanno firmato lo "Statement on AI Risk" per mitigare il rischio di estinzione dell'umanità?
    3. @micheleboscolo4141 8 gennaio 2026
      La distruzione o no sono impatti diretti che se avverranno neanche ce ne accorgeremo, ma una cosa e certa a breve dovremmo mettere sulla bilancia i benefici, vedi aumenti del costo della tecnologia dell'energia e a macchia d'olio su tutti quello che circonda, siamo solo all'inizio, perché investono miliardi (benefattori??) e tutto si sta concentrato su 4 o 5 azziende, l'uso che ne facciamo noi sono le briciole, te la butto lì come spunto di riflessione perché dall'avvento dell'IA Palantir è crescita del 200% credo sai bene quello fanno.. Preciso non sono contro IA e progresso lo amo come tutte le tecnologia ma questa volta lo pagheremo molto caro e purtroppo dovremmo domandarci se ne è valsa la pena ma ormai sarà troppo tardi. vorrei tanto tornare agli 70 e assaporare ancora la ricerca e scoperta sana che hanno fatto i pionieri dell'informatica alla semplicità e eleganza che con il tempo stiamo perdendo.
    4. @esadecimale Autore 8 gennaio 2026
      @stregone Analizza le tue parole: parli all'AI non come ad una tecnologia, ma stai già assegnando all'AI delle capacità di "essere vivente". "Troverà un modo per fare un danno"
    5. @stregone 8 gennaio 2026 1
      ​@esadecimale Parlo dell'ai per quello che è: un sistema capace di ragionare, agire e migliorare in loop finchè non trova la soluzione. Questo equivale a "trovare un modo".
    6. @fabioverinona3416 8 gennaio 2026
      Sei un complottista
    7. @zzzzzz-q6n 9 gennaio 2026
      ​@esadecimale siamo sicuri che saremo in grado in futuro di mantenerla in ambienti controllati? Quando diventerà estremamente "intelligente" sarà come se un gruppo si scimpanzé tentasse di costruire una gabbia per degli esseri umani, l'uomo prima o poi troverà il modo per scassinare la serratura o convincere lo scimpanzé ad aprirla
    8. @stregone 9 gennaio 2026 1
      @zzzzzz-q6n Gia adesso l'ai non si trova in ambienti controllati. Quando l'ai diventerà molto più "intelligente", i suoi obiettivi e metodi saranno per noi incomprensibili. Non capiremo più cosa sta facendo. Saremo come formiche che cercano di capire perché un essere umano sta costruendo un'autostrada sopra il nostro formicaio: non c'è odio, solo una scala di priorità diversa. Purtroppo sono scenari da film e molti ti prendono per pazzo. Ma anche i droni, i robot e gli smartphone moderni erano scenari da film fino a qualche anno fa.