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Il Valore del Lavoro

Guarda su YouTube → 21:58 25 febbraio 2026

Descrizione

Sto per finalizzare il codice del CHIP-8, a breve inizio a registrare :) Se sei interessato all'informatica scopri il mio progetto di formazione informatica: - https://esadecimale.it - https://learn.esadecimale.it Per qualsiasi dubbio o problema mi puoi scrivere alla seguente email: support [at] esadecimale [dot] it

Commenti 23

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @SimoneRicco-ko7or 25 febbraio 2026 5
    Non ho mai creduto alla promessa di un futuro migliore da pare dagli esseri umani, figuriamoci da un’AGI. Al di là delle mie considerazioni personali, però, considero il lavoro una vera e propria palestra. La mente è un muscolo: più la si allena, più si rafforza. Ognuno segue il proprio percorso ed evolve in modo diverso, a seconda della propria storia e delle circostanze. Tuttavia, ogni scelta davanti alla quale mi trovo mi porta a crescere: come implementare questa funzionalità? Quale linguaggio è più adatto per questo progetto? Questa NECESSITÀ di decidere mi costringe ad analizzare scenari differenti, a ragionare, a imparate dai miei errori... A volte il lavoro è pesante, altre volte è piacevole, altre ancora stressante; ma rimane comunque una palestra. Non lavoro soltanto per il mio portafoglio, anche per la mia mente.
  2. @rafh6727 25 febbraio 2026 1
    Big up!!!
  3. @gab-o5y2h 26 febbraio 2026
    Ho appena finito di vedere il corso introduttivo. Che dire, uno sguardo a 360 gradi fondamentale per chi vuole iniziarsi al mondo della programmazione. Anchge io personalemnte, nonostante avessi gia una preparazione discreta, ho trovato molti spunti di riflessione e ho avuto la possibilità di rivedere alcuni concetti da un'altra prospettiva: molto più sistematica e di insieme. Non posso che farti i complimenti per la dedizione e l'impegno che ci hai messo, ma soprattutto nella chiarezza dell'esposizione: fattore assolutamente non banale considerando che alcuni concetti per un neofita potrebbero essere molto difficili da assorbire o comunque riuscire a dargli un senso. Come hai sempre ripetuto: capire è la chiave e si vede chiaramente come cerchi di trasmettere il tuo sapere nel modo più intuitivo e comprensibile possibile. In sintesi un corso che non ti da niente di spendibile, bensì fa la cosa più importante: riesce a settarti nel modo corretto, ad acquisire un metodo e una logica da informatico senza le quali non puoi approcciarti ai problemi pratici. Ancora complimenti continua così.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 febbraio 2026
      Ti ringrazio per il feedback, in futuro pianifico delle integrazioni nel corso, però si hai colto esattamente ciò che volevo fare
  4. @rexmagotia 12 marzo 2026
    Bellissimo video. Come tutte le analisi è una narrazione, quindi probabilmente inesatta ed incapace di prevedere il futuro, però condivido molto la tua analisi sull'essere umano e soprattutto sul fatto che qualcuno dovrà necessariamente essere il proprietario del lavoro futuro, nello scenario AGI. Sto considerando di iscrivermi ad esadecimale😅 Edit: detto questo però, una provocazione. Quanto era più bello quando si era bambini? Non ti dovevi assolutamente preoccupare per la tua sopravvivenza, qualcuno spendeva il proprio tempo per te. Potevi vivere pienamente le tue emozioni e vivere il tuo immaginario, anche il mondo (piccolo) intorno a te con una intensità maggiore. Alla fine una AGI non sarebbe come avere un papà ricco imprenditore? Sicuramente nel tuo scenario la ricchezza sarebbe ridistribuita e come tutte le redistribuzioni, ognuno deve accontentarsi del poco che gli tocca
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 12 marzo 2026
      La qualità della propria vita da bambini dipende in funzione della qualità e ricchezza dei propri genitori. Ti fideresti ad avere i ricchi di oggi come genitori? A me non ispirano fiducia. Lo stato? Neanche. Ti ringrazio per il pensiero!
  5. @ricricucit 26 febbraio 2026
    BRO! 🫂
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 27 febbraio 2026
      🫂
  6. @2600_HCF 27 febbraio 2026
    Sono d’accordo. Qualcuno, tempo fa, disse che il lavoro nobilita l’uomo. Ma esiste anche il lavoro che sfrutta, che si approfitta della disponibilità e ti porta al burnout. Nella maggior parte dei casi, chi detiene il potere, anche in ambito aziendale, è tra i meno adatti a gestirlo, perché è mosso dal desiderio di potere stesso, che spesso va a braccetto con l’incompetenza.
    8 risposte
    1. @esadecimale Autore 27 febbraio 2026 1
      Assolutamente d'accordo con il fatto che esiste il lavoro che sfrutta. Il problema però lì non penso sia del lavoro, onestamente, ma dei giochi di potere che si fanno. Detto altrimenti: in un mondo senza lavoro, il potere sarebbe sfruttato di meno per far del male alle altre persone? Penso proprio di no. Potrei sbagliare, ma la questione del potere è una questione molto profonda dell'animo umano. Alcune persone non riescono a non abusare del potere che dispongono. In questa società, molto spesso il potere si manifesta nella relazione di lavoro. Ma tolto il lavoro, il potere rimane, solo in altre forme. Da qui nasce l'osservazione: chissà se le forme di potere senza lavoro sono anche peggiori di quelle che vediamo adesso con il lavoro.
    2. @2600_HCF 27 febbraio 2026
      @esadecimale per me, il lavoro nobilita l'uomo e sono molto d'accordo con il tuo pensiero; al contempo penso che potrebbe evere ragione anche De Andrè, quando dice che non ci sono poteri buoni. Penso che le forme di potere senza lavoro possano essere assolutamente peggiori di quelle che vediamo adesso con il lavoro per ragioni che hai esposto chiaramente nel video; il lavoro permette all'uomo di seguire, almeno in teoria, un percorso che porta alla maestria e all'autonomia e quindi a persone meno manipolabili;
    3. @esadecimale Autore 28 febbraio 2026 1
      @niki8247 Il problema della differenza di potere tra classi sociali però va ben oltre il lavoro. Il fatto che ci siano abusi è tanto vero in un mondo con il lavoro quanto in un mondo senza il lavoro. Per questo secondo me è pericoloso pensare che i problemi di oggi derivino dalla necessità di lavorare. Perché non penso sia il caso. I problemi derivano dalla psicologia delle persone e dai modi in cui il potere si manifesta. Quel potere smette di esistere in un mondo senza lavoro? Non saprei.
    4. @esadecimale Autore 28 febbraio 2026
      ​@niki8247il minimo è garantito da chi? Dallo stato? In base a cosa? Sembra bello detto così, ma nella realtà sarebbe proprio in questa erogazione del minimo che il potere si andrà a manifestare. Non per dire che non vorrei che accada, sia chiaro. Ma è per dire: se nessuno lavora, chi da il minimo è esattamente chi ha il potere di scelta in come distribuirlo.
    5. @esadecimale Autore 28 febbraio 2026
      @niki8247 quanti soldi danno? sono abbastanza per vivere senza lavoro?
    6. @esadecimale Autore 28 febbraio 2026 1
      @niki8247 a livello fisico penso proprio di si. a livello mentale sono più dubbioso. Sara solo un altro modo di controllare. Chiaramente meno sofferto, quindi forse è meglio, ma per la libertà individuale e di espressione la vedo comunque male.
    7. @esadecimale Autore 28 febbraio 2026
      @niki8247 perché significa che le risorse le avrai non in base al frutto del tuo lavoro ma in base a qualche entità esterna più potente che ti deve dare la "paghetta". E se ti comporti male? Se vedi un abuso di potere? Cosa fai non denunci perché altrimenti ti tolgono la paghetta? Il sistema che abbiamo adesso ha i suoi problemi, ma nella sua decentralizzazione in realtà ha molte proprietà che un sistema completamente centralizzato perderebbe.
    8. @esadecimale Autore 28 febbraio 2026 1
      ​@niki8247la legge oggi dice "uguale per tutti". È veramente così?
  7. @fabriziocasula 26 febbraio 2026
    Certo! Potresti dirgli qualcosa tipo: "Apprezzo la profondità del tuo ragionamento, ma non sottovaluterei la nostra capacità di adattarci e trovare soluzioni. Il futuro è incerto, ma con fiducia e cooperazione possiamo immaginare un domani meno cupo e più inclusivo. Fabrizio Casula Ingegnere informatico del Politecnico di Milano e ingegnere biomedico Uni Trieste , insegnante AI :-)
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 27 febbraio 2026
      Hey, non ho capito se la parte iniziale è stata generata da un LLM oppure no :D Per il resto, assolutamente, tendo ad immaginare gli scenari peggiori (che si basano su ciò che possiamo osservare anche oggi), ma il bello dell'umanità è che sorprende sempre!
    2. @fabriziocasula 27 febbraio 2026
      @esadecimalecerto che è stata generata ma in base all’input che ho deciso io 😀
  8. @francesco_barbera 26 febbraio 2026
    Bel ragionamento, ma non sono del tutto d’accordo. Condivido l’idea che le poche aziende che controllano l’AI stiano accumulando, e accumuleranno, sempre più potere. Tuttavia, non penso che il lavoro sia così centrale nella vita umana. La nostra visione è quella dell’“uomo moderno”, ma per gran parte della storia della specie il lavoro non ha avuto il ruolo dominante che gli attribuiamo oggi: era principalmente orientato alla produzione di risorse per la sopravvivenza, non alla produzione di capitale. Concordo con chi dice che nel dopoguerra, a seguito di una crisi della spiritualità, si è creato un vuoto valoriale che è stato progressivamente colmato dal lavoro come valore in sé. Ma non è scritto nel nostro DNA che dobbiamo lavorare otto ore al giorno per cinque giorni a settimana. Il lavoro come contribuzione all’impegno sociale è una cosa; il lavoro come mera attività orientata all’accumulazione è un’altra. Se molta produzione, anche nel software, non genera un valore umano tangibile, allora forse dovremmo interrogarci non su quanto lavoriamo, ma su cosa e per chi stiamo lavorando.
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 26 febbraio 2026 1
      Il mio discorso è sulla mobilità sociale. Le risorse le distribuiamo in base alla ricchezza. Attualmente il lavoro è l'unico ponte che permette di migliorare la qualità della propria vita. Non sto dicendo che il lavoro ha un valore a se. Ma come fai a vivere una vita decente, se non nasci ricco, se non grazie al lavoro? Il valore del lavoro è proprio in questa mobilità sociale. Tolto il bisogno di lavorare, gli enti che controlleranno le risorse avranno un pieno controllo sugli esseri umani. La pensi diversamente da chi controlla le risorse? Ti tagliano fuori. Sul discorso delle 8 ore, mi trovi d'accordo, ma è un dettaglio meno importante, perché qui il focus è che le risorse le ottieni tu, con il valore che produci, non perché qualche essere "buono" te le da finché ti comporti bene e non vai contro al sistema, per poi toglietele quando magari qualcosa non va E non sto parlando neanche di accumulazione esagerata qui. Solo la ricchezza che serve ad una persona per vivere una vita decente senza costi eccessivi e senza dover lavorare.
    2. @andreamorosati5768 26 febbraio 2026
      Dice il saggio: il lavoro nobilita l'uomo che non lavora. Il linguaggio, come noi lo intendiamo è vecchio come il mondo. Pragmatismo credo significhi anche che ogni cosa vada contestualizzata, anche se il limite non è facile da porre. Il proprio punto di vista è sempre un buon punto di partenza ma la storia ci insegna che ciò non sempre sia sufficiente.