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Critico l'umanità

Guarda su YouTube → 26:56 28 maggio 2026

Descrizione

Perché parliamo in modo così sicuro di cose così complesse? Il nostro cervello non è fatto per capire il mondo. È fatto per sopravvivere. Facciamo molta attenzione alla differenza tra il "sapere" e il "credere". So di non sapere. So di credere. Il mio obiettivo è costruire il migliore contenitore di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Se vuoi supportare la mia missione: - https://esadecimale.it - https://learn.esadecimale.it - https://cyber.esadecimale.it - https://forum.esadecimale.it

Commenti 24

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @elguerrero2.027 28 maggio 2026 4
    Ultimamente (nell'ultimo anno) YouTube Italia sta facendo un salto di qualità pazzesco. Vorrei solo ricordare a tutti gli altri utenti di questo canale quanto siamo fortunati ad avere contenuti del genere.
    1 risposta
    1. @stefanoscafiti8104 29 maggio 2026 1
      Diamo a Cesare quello che e' di Cesare. @esadecimale (e canali simili, se esistono, perche' io non ne conosco) sono un discorso a parte. Non assimiliamoli a tutta YouTube Italia, perche' da quel punto di vista siamo messi male, con N canali che parlano di cosa ha mangiato il CEO di Anthropic a pranzo.
  2. @AlessandroMissana 28 maggio 2026 6
    Sinceramente... sei una bella ventata di aria fresca... piacevole da ascoltare ma soprattutto finalmente qualcuno non solo razionale, ma anche e soprattutto ragionevole nelle considerazioni
  3. @f4b3r 28 maggio 2026
    Caro Leonardo, hai condiviso alcune intuizioni brillanti. Per prima cosa, ti faccio i complimenti per il tuo desiderio di costruire un fondamento etico e filosofico alla tua bella iniziativa pedagogica. Questo ti fa onore! Vengo ora alle buone intuizioni: 1) L'umiltà procede dal confronto con la complessità. Bravo! 2) La coscienza (la consapevolezza, l'io, l'anima, l'essere, lo spirito, Dio, il soprannaturale, ... insomma ... quella roba lì ... ci siamo capiti ... chiamala come vuoi), se esiste non è un fenomeno computazionale. Bravo! 3) I bambini non apprendono come un LLM. Bravo! 4) In un manicomio a cielo aperto come il Web, stare in minoranza è garanzia di sanità mentale 🙃 (ho interpretato). Bravo! 5) Lo scienziato (che non deve credere ma dimostrare) facilmente può cedere alle tentazioni dello scientismo, cioè ad una forma diversamente religiosa di conoscenza (ho interpretato). Bravo! Alcune integrazioni: A) Kant ha dimostrato che non è possibile con il ragionamento affermare o negare la coscienza, perché la coscienza non è rappresentazione concettuale, definizione astratta, proiezione mentale, ma esperienza esistenziale, anche percettiva, sensoriale, propriocettiva. Non si può fare dialettica sull'essere, sulla coscienza, su Dio, rimanendo seri. Insomma, Kant ha piantato l'ultimo chiodo della bara in cui riposa la metafisica. B) L'essere umano apprende con i sensi, cioè con il corpo, che è ontologicamente la sua "apertura al mondo", la porta attraverso cui fa esperienza del Cosmo. L'intelligenza artificiale mai potrà replicare l'intelligenza "artigianale" dell'umano, perché non possiede il corpo. Alcuni suggerimenti: C) Tutte le tradizioni sapienziali da millenni, la filosofia da circa 300 anni e la scienza almeno da 100 anni convergono sulla descrizione, almeno qualitativa, d'un'esperienza fenomenica che potremmo chiamare "tuttunità" = unità del tutto. Da ciò deriverebbe la possibilità che l'esperienza storica dell'umano possa essere di natura speculativa, interpretativa, (cognitiva ed esperenziale) piuttosto che meramente biologica. Perché nulla è ontologicamente separato dall'umano, e quindi incomprensibile e non sperimentabile. Insomma: niente è altro per l'umano. D) Se la realtà fosse un epifenomeno emergente dalla coscienza (apre a questa possibilità anche la fisica, con l'interpretazione di Copenaghen, e la filosofia moderna e tutte le grandi tradizioni sapienziali), il ruolo di ciò che è intangibile e invisibile (per esempio, le emozioni) sarebbe da "ripesare" con molta prudenza ... la realtà dei fatti potrebbe essere anche emotiva :-) e la dimostrazione di ciò potrebbe, almeno in parte, non "volersi" sottomettere al metodo scientifico :-) ... sarebbe una bella sorpresa, no? :-)
  4. @PaoloLuigiCavalli-d1z 30 maggio 2026
    Tema molto interessante. Per comprendere la differenza tra la mente dell’uomo con il suo pensiero cosciente e una macchina LLM bisogna comprendere appieno l’origine di entrambi. Sappiamo bene “come” lo sviluppo della tecnologia digitale abbia portato oggi a risultati straordinari e gli iscritti al canale sono senz’altro consapevoli di questo. Ora vediamo l’origine dell’uomo. L’istinto di sopravvivenza ha modellato in tutto e per tutto il funzionamento del nostro cervello, il dolore ( ferite) e il piacere( cibo e sesso) sono gli input fondamentali che guidano la mente umana e direi animale. La memoria poi rielabora il tutto e crea la paura altro istinto primordiale che forgia la nostra mente. Anche l’amore e l’altruismo possono essere facilmente spiegati come conseguenze dirette della natura biologica e dell’ambiente in cui ogni individuo deve vivere, non sono quindi un optional determinato da una natura trascendente dell’anima. Per concludere le capacità computazionali di uomini e LLM sono simili ma ogni uomo ha profonde e primordiali motivazioni che la macchina neanche concepisce : la vita e la morte e quindi una corsa spesso disperata alla sopravvivenza che induce sempre a dare un senso a tutte le cose, cioè verso la vita.
  5. @kevincarvelli3595 29 maggio 2026
    Bel punto di vista! Unendo un frammento di un video precedente, la vulnerabilità umana non può essere catturata e calcolata. Posso capire il dolore di qualcun altro solo e perché a mia volta sono vulnerabile al dolore stesso. Inoltre, ancor di più incalcolabili, sono le nostre scelte poiché fatte in base al tempo limitato nella consapevolezza di mortalità. Insomma, la ricerca del senso / scopo nella vita.
  6. @SQLFTB.045 28 giugno 2026
    ciao, non so se leggerai mai questo commento ma innanzitutto ti volevo fare i miei più sinceri complimenti è un discorso che, per me, è estremamente interessante, e poi anche negli altri tuoi video, si vede che ci metti passione, sentimento e ci tieni al progetto "Esadecimale". Comunque non scrivo mai commenti ma mi è interessato particolarmente questo discorso e ti volevo esporre la mia idea sull'argomento, faccio una premessa, ciò che sto per dire è solo frutto di mia personale esperienza ed è pura speculazione, non ho prove né altro per dimostrarlo: Secondo me l'essere umano è una macchina, ma la cosa che la rende diversa da una LLM è come impara, come dicevi anche tu nel video tra l'altro, l'essere umano quando impara, lega ciò che ha imparato a un'emozione, ti faccio due esempi: 1. prendi un bambino a cui viene detto di non giocare col fuoco, lui probabilmente ci giocherà ma si brucerà, quindi legherà l'emozione brutta del dolore al fuoco e non ci giocherà più. 2. Nell'antichità pensavamo che il mondo fosse il centro dell'universo, avevano legato un'emozione, probabilmente di egocentrismo, di superiorità verso tutto il resto. Quando Galilei dimostrò che la terra girava attorno al sole e non il contrario, è come se sfido tutti quelli che erano orgogliosi, che avevano legato un'emozione di superiorità verso la teoria della terra al centro dell'universo, e quindi Galilei era colui che non aveva dimostrato una cosa ma bensì distrutto una cosa di cui essere orgogliosi. Secondo me non ci potrà mai essere una LLM che imiti l'essere umano, se non si capisce prima come sviluppare delle emozioni per la macchina, emozioni che poi potranno essere usate da questa per imparare, ed è questa secondo me la differenza fondamentale che ci divide da una LLM Al momento. Inoltre, volevo parlare di questo: ora la tendenza è quella di comunicare informazioni tramite le emozioni, non comunicare informazioni che noi leghiamo alle emozioni, questa propaganda che ci stanno facendo, sia da destra sia da sinistra, soprattutto gli influencer più estremisti e reazionari serve, per me, ad ottenere consensi, ad esempio la remigrazione, gli influencer che la sostengono stanno facendo leva sull'emozione di sconforto, sfiducia e pericolo che ogni persona sta vivendo ultimamente, solo per ottenere consensi e fare in modo che chi è più colpito dalle emozioni dette in precedenza semplicemente creda che questa sia la soluzione migliore. Questo non per scendere in politica, ma per dire che, come successe a Galilei, quando ti danno dello stronzo su internet, non lo fanno perché hai torto, ma lo fanno perché potresti minare le loro sicurezze, potresti rompere ciò che loro credono e rovinare l'emozione che hanno legato a quell'idea.
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 28 giugno 2026
      C'è anche un problema di fondo di misurazione, perché tecnicamente parlando è molto difficile anche capire le emozioni che altri esseri umani provano. È un mondo talmente complesso che penso sia facilissimo cadere in "tentazione" e cominciare a fare affermazioni forti (es: gli LLM sono consapevoli!) Per il resto, ci sono stati alcuni studi sulle "emozioni funzionali" da parte di Anthropic, che sono appunto una simulazione del concetto di emozione da parte di un LLM attraverso il medium del testo. Onestamente penso che la direzione sarà proprio questa: si andrà a stabilire un layer di simulazione dell'essere umano, in cui le macchine non proveranno genuine emozioni ma invece andranno ad imparare tramite il machine learning come noi esseri umani esprimiamo le nostre emozioni. Questa cosa di per sé non è terrificante, è solo l'ennesimo cambiamento del mondo. Se però mi immagino, con la mia carne e con le mie emozioni, di vivere in un mondo di robot che simulano (male nel caso peggiore), onestamente un po' di spavento lo provo, perché è bello interagire con altri esseri umani, che ogni tanto ti posso contraddire, che hanno una complessità veramente ignota a affascinante. Sarà pure un mio bias, ma penso che la biologia di un essere umano sia molto più interessante dell'ingegneria di un LLM, per quanto le mie competenze mi permettono solo di capire la seconda e non la prima. Detto questo anche gli LLM hanno un loro ruolo. Se usati come strumenti
    2. @SQLFTB.045 28 giugno 2026
      ​@esadecimale secondo me non appena i robot potranno avere delle emozioni, la differenza che dividerà noi e loro si assottiglierà così tanto che sarà quasi del tutto impercettibile, in fondo penso che molto spesso è così difficile capire le emozioni altrui che abbiamo imparato ad avere, a volte in modo arrogante anche, i panni dell'altro, e cerchiamo sempre di voler scoprire cosa prova l'altro, come lo prova ect. e questo senza effettivamente avere la possibilità di essere l'altro, molte persone difendono a spada tratta i loro paladini, ad esempio i multimiliardari, o il loro politico preferito appunto perché pensano di essere loro amici, essere in grado di capire quello che vivono, cercano di provare quello che provano loro. Secondo me non subito magari, ma presto i robot con delle emozioni potranno essere nostri simili, o almeno impareremo a trattarli come tali, anche perché, penso, che la cosa che questa nostra capacità di pensare, imparare, agire con le emozioni l'essere umano l'abbia sviluppata così tanto e così bene che è l'unico motivo che ci differenzi dagli animali in modo attivo, se ciò che ci differenziasse fosse questo, un essere non organico che prova queste cose non sarebbe esattamente come noi in fondo?
  7. @stefanoscafiti8104 29 maggio 2026 1
    Il problema, caro Esadecimale, e' che alla gente non frega nulla di ragionare su temi quali la coscienza, le emozioni, la consapevolezza, perche' di queste cose non se ne fanno niente, non sono qualita' che possono vendere al kg, come l'intelligenza (riporto le parole di alcuni saggi che si aggirano su YouTube). Per cui, ogni tentativo di descrivere aspetti umani che non siano l'intelligenza, viene percepito come un attacco/resistenza alla cruda e nuda verita' che gli LLM sono talmente intelligenti che oramai l'essere umano non serve piu' a niente. Poi pero' ti vendono i corsi su come "stare al passo coi tempi". Da un lato ti dicono che gli LLM rimpiazzano tutto, chiunque puo' fare X, chiunque puo' fare Y, poi pero' abbiamo bisogno dei consigli della Nonna su come bollire l'acqua perche' altrimenti ci bruciamo.
  8. @giuseppemirabella5866 29 maggio 2026
    Condivido totalmente, qualità straordinaria su questo canale...
  9. @federicorazzoli1097 29 maggio 2026
    Penso che dovremmo avere un approccio scientifico. Dovremmo presumere che il ragionamento sia dato dalle interazioni chimiche all'interno del cervello perché, allo stato delle nostre conoscenze, é l'ipotesi piú semplice. Ma l'approccio scientifico é anche sapere che ogni nostra credenza deve essere falsificabile, e ogni falsificazione porterá a una conoscenza piú precisa.
  10. @Anto-uq4nb 28 maggio 2026 1
    Ciao caro, come mai non mi fa registrare nel forum?
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 28 maggio 2026
      Ciao, per il forum puoi usare le stesse credenziali della piattaforma. Non c'è una vera e propria registrazione
  11. @GianfrancescoFlorio 29 maggio 2026
    Io sono in accordo con il discorso che fai, se pur essere più propenso alla "teoria" computazionale. Però scusami, il concetto che secondo me si perde in questi discorsi sia da un lato che dall'altro è il seguente: se la consapevolezza è un processo computazionale e sottolineo SE, per emergere non per forza deve funzionare sotto al cofano nello stesso modo di come funziona l'essere umano. Voglio dire che possono esserci mille modi di fare computazione, probabilmente modi più o meno efficienti. Quindi secondo me fare paragoni con l'essere umano può essere utile fino ad un certo punto. Sicuramente noi non facciamo backpropagation per imparare. Il punto quindi rimane solo uno, la consapevolezza è o no un processo computazionale? Spero di essermi spiegato. Bel video cmq
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 29 maggio 2026 1
      Quello che dici ha senso, infatti nel video dico questo: il fatto che gli LLM imparano e mostrano un vero e proprio livello di intelligenza non banale, NON significa che la consapevolezza è riducibile alla computazione, e non può essere utilizzata come "prova". Questo non significa neanche il contrario ovviamente. Cioè magari è il caso che la consapevolezza sia riducibile alla computazione, ma non basta l'esistenza degli LLM per dimostrarlo. Se la consapevolezza fosse riducibile alla computazione allora sarebbe genuinamente possibile creare delle macchine digitali consapevoli in un senso genuino, e non invece come simulazione linguistica della consapevolezza umana (cosa che sono gli LLM invece)
  12. @seragilulfo137 28 maggio 2026
    Per adesso sembra l'ipotesi più accreditata.i risultati portati non hanno eliminato ogni possibile dubbio?ok ci sta,ci sono ipotesi alternative?si ma non hanno portato risultati.poi domani tutto può essere Possiamo conoscere ciò che non è conputabile? Possiamo sempre formulare ipotesi alternative specie se le vogliamo accettare di default senza test/esperimento ma a quel punto tifiamo conoscenze che non sono esito di un processo e perdiamo anche il concetto di vero/verosimile perché la conoscenza diventa indipendente dall'esperienza dell'esistenza
    5 risposte
    1. @esadecimale Autore 28 maggio 2026
      Nessuno infatti ha detto di accettare di default una specifica ipotesi. Ma non è neanche vero che abbiamo dei modelli computazionali di esseri umani. E quindi trovo non scientifico comportarsi e agire nel mondo come se esistessero di già, perché non esistono. Se ci arriviamo tra 300 o 1000 anni è un conto, ma capisci che cambia molto? Il punto fondamentale è che l'umanità ogni volta cerca di spiegare il mondo con gli strumenti a sua disposizione in quel momento storico. Per poi capire cosa? Che in realtà il mondo è più complesso di quella specifica descrizione. Nel tuo commento percepisco (e ti prego di non prenderla come offesa), che hai estratto dal video qualcosa che io personalmente non avevo intenzione di inserire. Inoltre non ho detto neanche che ci devono essere ipotesi alternative. Il video si basa sulla nostra mancanza collettiva di umiltà. Appunto.
    2. @seragilulfo137 28 maggio 2026
      ​ @esadecimale  Nessuna offesa,dal video mi è sembrato che al di là dell'idea per cui propendi,poni cmq alla pari le varie ipotesi (mi sembra sbagliato) Si un modello esaustivo del funzionamento umano,non c'è e forse mai ci sarà.Ma anche senza ciò l'idea di cervello come computatore è l'idea attorno cui c'è più consenso nella comunità scientifica. Capisco la prudenza del dire che la conoscenza è in costante aggiornamento e che scoprimo costantemente di esserci sbagliati;ma perchè non riconoscere che attualmente un ipotesi è più valida di altre ?se ci sbagliamo ci correggeremo,confermando la fiducia nel metodo scientifico. Non capisco perchè ritenere legittimo rifiutare l'ipotesi con più supporto o considerare equivalente qualsiasi ipotesi;mi sembra svaluti la ricerca fatta e apra allo scetticismo. Meglio troppo entusiasmo per i risultati , che avere opinioni indipendenti dalla ricerca (che è quello che succede più di frequente); mi sembra il male minore
    3. @esadecimale Autore 29 maggio 2026
      ​​​​@seragilulfo137 quali sono le prove per cui una ipotesi è più valida dell'altra? Quali sono le "dimostrazioni" che la consapevolezza sia riducibile alla computazione? O anche dei suggerimenti che ci portano in questa direzione? Il fatto che poi con la statistica sei in grado di prevedere un comportamento non significa che lo sai spiegare dall'interno. E io non metto in dubbio il potere della statistica. Sto dicendo ben altro: non possiamo parlare di cosa siamo intimamente in modo così poco prudente. È poco prudente perché nel corso della storia gli esseri umani hanno sempre strumentalizzato la conoscenza che pensavano di avere sul funzionamento degli esseri umani per rendere oggetto altri esseri umani e stabilire meccanismi gerarchici di potere. Questa non è solo una discussione filosofica. È anche una preoccupazione politica I risultati dimostrano un potere esterno. Non parlano di cosa siamo internamente. Se ci dimentichiamo questo, costruiremo un mondo in cui gli esseri umani saranno ridotti ai numeri, e dunque, perderanno la loro umanità. Nota bene la differenza tra l'utilizzo della statistica per misurare l'uomo e la confusione dell'uomo con il numero risultante dalla sua misurazione
    4. @seragilulfo137 29 maggio 2026
      ​@esadecimale la mente è effetto dell'attività cerebrale e stimolazioni/alterazioni nei suoi tessuti determinano diverse esperienze nella coscienza,a livello percettivo,affettivo..alterano qualsiasi funzione cognitiva. quando si studia una funzione cognitiva attenzione memoria riconoscimento di x ecc il modello di funzionamento è sostanzialmente computazionale.non credo ci siano modelli esplicativi che funzionino diversamente.quindi non trovo argomenti per sostenere che non sia un attività computazionale. non sono sicuro di aver capito cosa intendi dire con spiegare dall'interno...un'inerpretazione/spiegazione di un comportamento non necessita di essere riconosciuta o sentita come vera dall'agente per essere effettivamente corretta. Sulle preoccupazioni per essere ottimisti si può pensare che...piu andiamo indietro,piu i fenomeni erano incompresi e vissuti come magici/sacri, + cera violenza,magari controintuitivamente un mondo dove la vita perde del tutto la dimensione "sacro/magica" è più gentile
    5. @esadecimale Autore 9 giugno 2026
      @seragilulfo137 Il fatto che hai modelli di comportamento non significa che quel comportamento è computazionale. È la differenza tra la mappa e il territorio. Essere completamente riducibili alla computazione significa che puoi avere una mente umana all'interno di un computer. È una ipotesi molto molto forte.
  13. @rdweii 28 maggio 2026 3
    secondo me, la differenza tra noi e una macchina semplicemente non esiste, visti da fuori i nostri pattern sono ovvi e banali (la ricerca costante di dopamina, l'istinto di gregge ecc ecc) siamo un insieme di processi: gioia, tristezza e creatività rispondono alle stesse rigide regole matematiche dell'universo. la stessa coscienza (o l'anima) è solo un'illusione, un sottoprodotto di questi calcoli. accettare di essere pura computazione terrorizza. ti lascia nudo, come un robot che prende improvvisamente coscienza del proprio codice sorgete. la nostra vera condanna è l'ego. gli altri animali vivono in pace perchè non sanno di esistere tanto quanto lo sappiamo noi (per via della nostra corteccia cerebrale iper-sviluppata). per questo siamo costretti a cercare un senso che di fatto non c'è. questa consapevolezza genera solo angoscia. la nostra mente non riesce a processare i concetti assoluti: perfino un ipotetico aldilà terrorizza per la sua natura eterna e senza fine. non a caso tradizioni come il buddhismo trovano la pace (il nirvana) proprio dissolvendo l'io e l'attaccamento alla materia. per non impazzire ci siamo sempre inventati scopi illusori: il successo sociale, i soldi, la carriera, l'idea di lasciare un'eredità. tutte distrazioni per sfuggire al vuoto. quando l'IA ci rimpiazzerà del tutto mandandoci "in pensione", queste illusioni crolleranno. saremo costretti a guardare in faccia il non-senso della vita, senza più nulla a distrarci. questa è una visione estremamente personale, ovviamente. bel video come sempre.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 28 maggio 2026 1
      Capisco il tuo punto di vista, ma ciò che descrivi non è una macchina, è un essere biologico che necessita di sopravvivere, e che per sopravvivere è stato selezionato in un processo molto complesso per avere certe caratteristiche. Essere biologico != macchina Si, abbiamo dei vincoli, abbiamo dei pattern, e il nostro comportamento può essere analizzato con il potere della statistica e in generale della matematica (di cui la computazione è una specifica manifestazione), ma ciò che la vita è nella sua essenza non è riducibile al concetto di macchina per come lo utilizzano normalmente. E sia chiaro, io non credo in nessuna forma di religione creata da esseri umani, perché si sono d'accordo con te quando dici che un "meccanismo" di funzionamento di noi esseri umani è quello del significato. E che la vita, appunto, in realtà non ha un significato pre-stabilito e assoluto. Le macchine noi le costruiamo. Gli esseri umani no. È la vita che genera la vita. Non abbiamo lo stesso controllo (per ora) su un essere umano rispetto al controllo che abbiamo sulle macchine. Si, ci possiamo influenzare, ma non è la stessa cosa, almeno non per adesso