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Critico Antirez

Guarda su YouTube → 43:04 12 gennaio 2026

Descrizione

La critica si basa su una stima del lavoro portato avanti da Antirez nel corso degli anni. Nello specifico, voglio analizzare la questione LLM non dal punto di vista della produttività tecnica, ma dal punto di vista dell'apprendimento e degli effetti socio-economici. Il progresso è inevitabile? No. Solo la fisica è inevitabile. Il post analizzato: - https://antirez.com/news/158 Scopri il mio progetto: https://esadecimale.it

Commenti 65

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @esadecimale Autore 12 gennaio 2026 37
    BTW ho eliminato uno specifico thread perché ci si è messi a parlare di cose completamente off-topic sulla figura di Salvatore. Le opinioni personale sulle persone sono, appunto, personali. Questo luogo è un luogo di discussione critica delle idee. Idee, non persone. Ci sono tantissimi altri luoghi sulla rete in cui dare opinioni personali sulle persone. Non qui. Grazie.
    1 risposta
    1. @didof_dev 14 gennaio 2026
      Hai fatto bene
  2. @antirez 12 gennaio 2026 138
    Grazie mille per aver letto il mio articolo! È giusto che ci sia pluralità delle visioni, serve che ci sia un processo culturale collettivo, sfaccettato, e non fatto di bianchi e neri, in modo che possiamo tutti assieme effettuare questa transizione, e capire meglio il futuro. Le tue critiche mi sembrano tutte argomenti fondamentali, e su tante cose non ho una risposta. Dipende molto dal modo in cui ci adatteremo al nuovo mezzo, alla modalità con al quale l'elite culturale - quantomeno essa, ed è brutto parlare di elite, ma così, temo, andrà il mondo - cercherà di rimanere rilevante dal punto di vista conoscitivo. EDIT: Dimenticavo! Ricordo, però, che nel mio canale i video a cui ho dedicato più tempo sono quelli di programmazione in linguaggio C. Per cui, al di là di quello che vedo nella pratica, e che non può essere ignorato, dal punto di vista didattico cerco di spendere le mie energie migliori.
    3 risposte
    1. @ValentinoFilipetto 12 gennaio 2026 1
      @techvigator Idem, anche io la uso sopratutto per imparare. Sono riuscito a capire algoritmi complessi di backtracking e teoria dei grafi grazie a Gemini e ChatGPT; senza di essi ci avrei impiegato il doppio del tempo e forse avrei lasciato stare come dici tu. Al lavoro trovo piu' difficile usare gli LLM sia a causa delle tecnologie che usiamo sia a causa del fatto che ci sono forti limitazioni sul loro impiego.
    2. @leonardodeluca3052 12 gennaio 2026 8
      @techvigator un (AI)utino
    3. @NunzioRaciti 13 gennaio 2026 1
      ​@techvigatoresattamente, quest' aspetto viene forse sottovalutato, a mio avviso dipende dalla buona volontà del singolo, se c'è voglia di imparare l AI è uno strumento impagabile. Se c è pigrizia e mediocrità non sarà l AI a farci del male ma la solita corda appesa per chiunque ne voglia approfittare. Ho 57 anni e sto sviluppando sw in ambiti dove non mi ero mai avvicinato (l informatica è una materia molto vasta).
  3. @neilafierce333 12 gennaio 2026 37
    Tu e lui top canali informatici. Siete stati davvero una svolta e una bellissima scoperta
    1 risposta
    1. @giacomobonomelli 12 gennaio 2026
      Condivido
  4. @flacos5091 12 gennaio 2026 20
    Seguo con interesse entrambi e, anche se sulla questione AI mi trovo più d'accordo con te che con lui, vi ritengo due persone estremamente intelligenti e aperte al dialogo. Perchè non provate a confrontarvi, magari in una live o in un podcast ? Sono sicuro che uscirebbero spunti di sicuro interesse per tutti. Ne approfitto per farti i complimenti per il progetto che stai portando avanti. Ciao !
    1 risposta
    1. @0xflavio 12 gennaio 2026 3
      Mi aggrego. Sarebbe davvero interessante una live con Salvatore
  5. @zerouno-dev 12 gennaio 2026 2
    Non sai quanto mi ha fatto piacere ascoltare le tue parole. Sentire di nuovo parlare dell'essere umano, delle sue necessità e delle sue inclinazioni è stato ossigeno puro! Grazie! Credo che le idee di Salvatore (che stimo moltissimo) vadano contestualizzate (come tu giustamente hai fatto) perché lui è in una posizione fortemente privilegiata, da tanti punti di vista. Per il resto non credo che chi ami programmare sia altrettanto felice di farsi scrivere i programmi dalle IA. È molto meno stimolante e non c'è vera sfida. Non credo che "resisteremo" a questa ondata. Ne saremo travolti. Ma alla fine cosa ne possiamo sapere? IA o non IA, del futuro non sappiamo nulla. Grazie!
  6. @MemnocTheDevil 12 gennaio 2026 1
    Oggi Antirez ha postato un video dove spiega meglio il suo punto di vista prendendo spunto dal suo stesso posto. Mi ha fatto piacere vedere che ha portato l'esempio della pittura e della "perdita" che abbiamo discusso qui in questo canale, e che ho anche postato in uno dei suoi video recenti.
  7. @lynx97 12 gennaio 2026 1
    Sempre amato la critica alla critica, migliora le community
  8. @treeduck999 13 gennaio 2026 1
    L'ai cosi come viene utilizzata e venduta e' solo l'ultimo strumento del feudalesimo tecnologico. Avevamo qualcosa che l'1% non ci poteva togliere: la mente, l'umanita intesa come creativita' estro, pura forza di volonta. Sul breve periodo funzionera'. Produrremo di piu', consumeremo di piu'. E' un algoritmo greedy, sub-optimal. Se la vogliamo mettere piu terra terra, guardatevi lo sketch "Don't Date Robots!" di Futurama.
  9. @giuseppecoco717 12 gennaio 2026
    Analisi stratosferica. Hands up! Hai toccato tutte le questioni filosofiche che l'AI ha prodotto.
  10. @brunlorenz99 12 gennaio 2026 1
    Ciao Leonardo, ottimo intervento pieno di spunti. La critica vera, come questa, deve far pensare e ragionare, offrendo un punto di vista opposto per poter crescere ambo i lati. Mi ha molto affascinato e ha fatto divertire il ragionamento che mi ha portato ad immaginare l'assistente AI che diventa una macchina in grado di tramutare i pensieri di Salvatore in codice, eludendo e bypassando le limitazioni temporali e fisiche di scrittura su tastiera. Con questa immagine e con l'idea, che condivido a pieno, per cui per imparare a programmare bisogna programmare, mi è venuto in mente uno scenario fantasioso che a mio parere rappresenta un pochino lo stato. L'idea è di proiettarsi in un lontano (o forse neanche tanto) futuro in cui dispositivi come neuralink saranno in grado di tramutare pensieri in voce, dando voce anche a chi non la ha. Se dessimo questo dispositivo ad un bambino che sta imparando a parlare e iniziasse a dire le sue prime parole non tramite la sua voce ma tramite un dispositivo che lo fa per lui, allora si potrebbe dire che lui è in grado realmente di parlare? Beh, no di certo. Parlare è un esercizio fisico che presuppone un periodo di allenamento e sbagli, in cui si impara pian piano a parlare e ci si esercita sulla fonetica articolatoria. Verosimilmente, per me, la capacità di trasformare un'idea di software in codice da la possibilità di "esprimerti" ma non ti donerà mai la capacità di parlare senza.
  11. @michemon 14 gennaio 2026
    Riflessioni molto interessanti e decisamente condivisibili.
  12. @gianmarcocaramitti6073 12 gennaio 2026
    Ci sono tanti spunti in questo video, nel blog post di antirez e in tutta la discussione. In generale ho paura che tutta la discussione sia fondalmente difficile per noi tecnici, perché tratta argomenti non tecnici, ma che riguardano la società, come hai giustamente detto nel video, e sono argomenti che, purtroppo, non siamo abituati ad affrontare, o meglio, lo facciamo, ma la nostra visione è riduzionista per motivi storici (tornando alla “Californian Ideology” che citavo nel mio commento all’ultimo video). Io seguo antirez e continuerò a seguirlo ed apprezzarlo, però lo inviterei a pensare più a fondo questioni come quella del reddito universale, perché, banalmente, se nessuno lavorasse (e pagasse le tasse), gli unici a poterlo elargire sarebbero le aziende, o meglio, le aziende-stato che già esistono negli Stati Uniti. Ora, se pure fossero “anime buone”, vogliamo davvero un mondo dove qualsiasi servizio di base (reddito compreso), sia offerto per gentile concessione da Sam Altman, Elon Musk o Mark Zuckerberg? Solo per dire, attenzione all'errore che facciamo spesso noi tecnici di guardare le questioni non tecniche in modo troppo semplicistico. Ci tengo solo a lasciarti uno spunto visto che hai parlato di visione della tecnologia. In Europa la visione della tecnologia digitale non è sempre stata quella attuale, c’era un modello precedente e si è solo deciso negli anni 90 di aderire al modello americano, con questa decisione portata avanti da un politico di nome Martin Bangemann. Molte delle basi della tecnologia moderna, compreso il tcp/ip di cui parla anche Salvatore, nasce da progetti molto più vicini al modello europeo dei progetti finanziati pubblicamente che al modello della Silicon Valley. A me, da ingegnere informatico, piacerebbe vedere un risorgere della filosofia del software per il bene comune, a misura di persona e specialmente, fatto per durare 50 anni.
  13. @ChristianCabizza 13 gennaio 2026
    Contributo puntualissimo per riequilibrare il discorso. Non si tratta solo di capire se l'Agentic AI sottrarrà allo sviluppo software la sua dimensione di sfida e stimolo intellettuale, ma se il mondo sarà capace di integrare tutto questo in una certa qual ecologia umana. Il passaggio sull'ignoranza tecnica e sulla scarsissima offerta politica poi è fondamentale.
  14. @TucoBen 12 gennaio 2026 7
    POV: Aristotele critica la teoria delle idee di Platone
  15. @antonioepifani9653 13 gennaio 2026
    Condivido molto la tua visione. Per quanto riguarda le capacità di realizzazione che possono raggiungere gli LLM, io andrei avanti con l’assunzione che non hanno ancora incontrato un limite superiore. Bisogna secondo me ragionare con l’idea che potranno effettivamente sostituire le competenze tecniche dei migliori programmatori, e bisogna essere pronti a questo. Credo però anche che gli LLM si mostreranno sempre più necessari per gestire la crescente complessità. Se un progetto ha varie dipendenze e feature, il problema é il prodotto, non lo sviluppo. Purtroppo questo fenomeno aumenterà con la crescente efficacia di questi mezzi, e con questo i bug e le barriere cognitive che gli utenti di quel prodotto incontreranno. Insomma, non avremo limiti, e proprio per questo faremo più danni, a mio parere
  16. @gabrydanto778 12 gennaio 2026
    Ciao Leo Sn Nick...contenuto molto interessante come sempre
  17. @YoungReject 12 gennaio 2026 4
    antirez è ossessionato dagli LLM, basta dare una veloce lettura ai titoli del suo canale. Onestamente fatico a capire perchè si sia posto l'obbiettivo di convincere quotidianamente le persone che gli LLM siano il futuro (sono già nel presente, ma non totalizzanti come descrive lui). Come se non ci fosse già abbastanza pubblicità da parte delle big tech.
    1 risposta
    1. @benedettoabbenanti8663 12 gennaio 2026 1
      Possiamo osservare ciò che ci viene mostrato. Sul resto ed i retroscena potenziali sul "perché" possiamo solo specularci sopra.
  18. @DiTBho 12 gennaio 2026 2
    Io lavoro in Avionica dal 2009, ho sviluppato tanto in asm, C, Ada, tuttavia gli llvm SONO un privilegio per me. Dare i giusti hints non e' ne banale ne scontato.
  19. @panagiac 12 gennaio 2026
    Riscrivo perché a quanto pare i link sono bloccati: Gran bel video e interessante contraddittorio all'articolo di Salvatore. Mi ha fatto tornare in mente, un articolo bellissimo che reputo lettura fondamentale (e che tanto mi è stato di conforto nei momenti in cui dubitavo di me): Teach Yourself Programming in Ten Years di Peter Norvig.
  20. @dangg44 12 gennaio 2026
    Discorso che fila liscio dall'inizio alla fine. Ottimo
  21. @valerio-314 12 gennaio 2026 3
    Sono in perfetta sintonia con te e sul focus dato al video, è l'aspetto che si sta tralasciando troppo spesso, in qualunque situazione, in qualsiasi contesto, l'UOMO. Perchè c'è bisogno di "correre"? Da chi stiamo "scappando"? Verso quale target? Cosa si vuole ottenere da questa corsa ansiosa e di questa pressione ad una maggiore produzione? Il punto è che abbiamo dimenticato chi siamo, quali sono i valori fondamentali, perchè viviamo, cosa ci spinge a fare determinate azioni. Ciò su cui dobbiamo puntare l'attenzione, le nostre risorse, la nostra essenza in toto sono aspetti "RADICE" della vita, un pò come imparare l'architettura del computer e l'assembly, invece di utilizzare l'AI inconsapevolmente. Gli aspetti radice, pilastri fondamentali della nostra esistenza, sono: - Chi siamo - Cos'è la vita - Dove siamo - Cos'è l'universo - Cosa sono le emozioni realmente, cosa vuol dire avere paura ed essere felici - Esiste realmente il concetto di "morte" come lo si fa intendere oggi? - Cosa ci spinge a fare determinate azioni - Cosa vogliamo fare in questa vita e perchè lo vogliamo fare In poche parole, tutto questo sistema sembra fatto a DOC per non darti il "tempo" e gli strumenti per riuscire a porti determinate domande, le GIUSTE domande, per tenerti sempre occupato, sempre attenzionato, distratto, incapace di pensare e di ragionare, FAR PENSARE E RAGIONARE QUALCUN ALTRO AL TUO POSTO, non capire come sono fatte realmente le cose, farti crede che bisogna correre per guadagnare, per avere la "vita felice". Non si tratta di fare i complottisti, si tratta solo di: - Chiudere gli occhi per un attimo - Respirare profondamente - Smettere di pensare - Rilassarsi - E poi pensare ed agire lucidamente in questo stato Allora li si inizia a vedere realmente da cosa siamo circondati e dall'immensa inutilità di tante cose. Purtroppo ci sono cose che non si possono affrontare in due righe, ma il perchè la cosiddetta elite (tale solo perchè siamo noi a decidere che così sia) voglia proseguire determinate strade, c'è, la spiegazione a tante cose c'è, e queste motivazioni che spingono determinati gruppi, organizzazioni, a seguire certi percorsi, tecnologici, sociali, di informazione/propaganda, le si possono comprendere solo analizzando e comprendendo se stessi, con un po' di fatica, analizzandosi dall'interno. Ma alla fine dei giochi, siamo noi che decidiamo, siamo noi i creatori della nostra realtà, e tutto questo teatrino è solo un parco giochi che abbiamo creato noi stessi, di cui però non ricordiamo nulla, neanche di averlo creato, e per determinati motivi lo viviamo male, invece dobbiamo prendere consapevolezza ed essere COSCIENTI di ciò, per riuscire a goderci questo fantastico posto che abbiamo creato, per fare l'esperienza della vita.
    2 risposte
    1. @damy2000 14 gennaio 2026
      Ironicamente l’AI ci aiuterà a capire quelle domande fondamentali.
    2. @valerio-314 14 gennaio 2026
      @d@damy2000 L'AI potrebbe essere sicuramente uno STRUMENTO utile per comprendere determinate cose, ma come specifica molto bene anche Damiano in questo video, ciò che fa la differenza non è lo STRUMENTO, ma l'aspetto coscienziale dell'UOMO che UTILIZZA lo strumento. Questo per dire che l'AI non è la soluzione a tutti i mali, ma un altro dei miliardi di strumenti che l'uomo crea e con cui si aiuta a trovare la risposta a determinate domande. E comunque ci sono state persone geniali molto prima dei nostri periodo, senza tecnologia, periodi in cui c'era tempo per PENSARE e RAGIONARE, mi riferisco a Tesla, Majorana, Bohm, Fermi, tutti fisici e persone strabilianti che sono riuscite a fare in una vita ciò che 20 persone del periodo attuale non riuscirebbero a fare in 300 anni, e le scoperte delle persone si questo calibro dell'epoca costituiscono il fondamento della società odierna --> senza AI
  22. @benedettoabbenanti8663 12 gennaio 2026
    Hai centrato il punto. Se non sai già quello che devi fare e come farlo (quindi devi avere esperienza) scriverai un prompt "scarso" con poche o nessuna parola di dominio specifico. Il discorso è sempre lo stesso, puoi avere tutte le risposte del mondo ma se non fai le giuste domande non otterrai mai il risultato desiderato.
  23. @emanueleb88 12 gennaio 2026
    Sono d'accordo con quello che dici. Per ottenere ottimi risultati con gli LLM bisogna essere ottimi programmatori. Ma proprio per il meccanismo di base con cui funzionano, cioè i transformer e la self-attention. Gli LLM hanno bisogno di avere le parole (token) giuste nel prompt per generare ottimi risultati, e su questo non ci si può far nulla. Funzionano così. Se il prompt è scarso, il risultato sarà scarso. Se il prompt è preciso, il risultato sarà preciso. Un programmatore eccellente come antirez scriverà sicuramente prompt eccellenti, quindi otterrà ottimi risultati. Un programmatore mediocre scriverà prompt mediocri e otterrà risultati mediocri o scarsi. Il problema è che per diventare bravi programmatori bisogna imparare. E se nessuno impara più perché fanno tutto gli LLM, cosa succederà alla qualità del software in futuro? Poi, io che ho sempre lavorato nell'ambito embedded penso al problema della safety. I generatori di codice li abbiamo sempre usati (ben da prima degli LLM), ma sono generatori "deterministici", nel senso che a parità di configurazione (input) il codice generato in output è sempre lo stesso. Quindi li puoi certificare e dire che possono essere usati per generare codice safety-compliant. Ma con un generatore di codice su base statistica come un LLM non lo puoi fare, perché ogni volta genera codice diverso. Magari va bene 99 volte su 100 ma la centesima sbaglia qualcosa, quindi devi per forza revisionarlo e perdi molto più tempo che usare il generatore "deterministico".
  24. @aBodySantcher 13 gennaio 2026
    Secondo me hai colto un punto fondamentale a livello tecnologico. Per quanto riguarda la scrittura del codice, gli LLM sono utili davvero solo a chi è già programmatore esperto e che possiede competenze tecniche e di design di un certo livello, come può essere appunto Salvatore. Per tutti gli altri non esiste un reale beneficio da questo punto di vista anzi, potrebbe essere addirittura dannoso. Per chi è alle prime armi o è inesperto un LLM può invece essere uno strumento molto utile per imparare cose nuove. Per quanto riguarda invece la questione socio-economica io sono molto scettico. Per come vedo la situazione oggi, temo che tutte queste tecnologie possano in qualche modo finire nelle mani di pochi privilegiati a discapito degli altri. Ci sono già delle guerre di potere in atto e come per molte altre questioni simili il reale problema è molto più politico che tecnologico. Bisogna davvero porre l'accento sulle questioni sociali ed economiche, perché la tecnologia ormai è lanciata ed è impensabile far finta che non esista.
  25. @giovannisardisco4541 12 gennaio 2026
    🍿
  26. @OpticalHer0 13 gennaio 2026
    ottimi da seguire entrambi
  27. @lamerone-net 12 gennaio 2026
    assolutamente d'accordo con quello che dici a proposito dell'utilizzo di LLM per imparare a codare. io programmo da 20 anni e quest'anno ho deciso di buttarmi nella programmazione py. l'ho fatto utilizzando LLM: impostavo le logiche del progetto, definivo le funzioni che avrei creato e a quel punto usavo l'LLM per farmi generare porzioni di codice che però scrivevo poi a mano, senza fare copia incolla. in pratica ho fatto quello che 25 anni fa facevo con il manuale di php, 30 anni fa facevo con tcl/tk ecc ecc. il metodo mi ha permesso di imparare a codare in py nella metà del tempo e oggi codo abbastanza velocemente e spesso senza aver bisogno di consultare LLM o documentazione.
    1 risposta
    1. @DiTBho 12 gennaio 2026
      questo potrebbe tornarmi utile per imparare python, un linguaggio che ho sempre ... lasciato indietro, ma che ora mi serve per il forte supporto tensorflow.
  28. @stani-l5s 5 febbraio 2026
    Secondo me dipende tutto dall'approccio personale rispetto all'apprendimento. I Large Language Model rendono possibile accedere all'informazione sotto tantissimi punti di vista, democratizzano la conoscenza perché ciascuno di noi ha diversi modi di apprendere e la flessibilità degli LLM colma esattamente questa esigenza. Questo è chiaramente necessario poiché altrimenti non avremmo diversi libri che trattano lo stesso argomento in modo diverso ma avremmo un'unica enciclopedia. Oggi abbiamo gli strumenti per scavare più a fondo in un certo argomento senza la paura di non avere le risorse giuste per raggiungere un certo grado di comprensione. Per cui io credo che, chi ha il piacere di studiare troverà un vantaggio in questi strumenti in termini di apprendimento e diventerà più bravo, viceversa lo studente svogliato, che vuole solo raggiungere il risultato, troverà una scorciatoia più facile per non apprendere i concetti. In sintesi lo studente svogliato diventerà semplicemente più svogliato perché meno incentivato ad apprendere, mentre lo studente appassionato avrà più strumenti. Qui le istituzioni e gli insegnanti avranno la responsabilità di non lasciare indietro coloro i quali, per svogliatezza, si trascurano nel processo di apprendimento.
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 5 febbraio 2026 1
      La combinazione nociva secondo me è: LLM + fretta. Chi te la mette la fretta? La società. Mille cose da fare, mille responsabilità, praticamente zero tempo.
    2. @stani-l5s 5 febbraio 2026
      @esadecimale Secondo me per banalizzare chi oggi scrive codice senza cercare di comprendere è semplicemente la stessa persona che ieri non si sarebbe nemmeno immaginato di aprire un text editor per la frizione troppo elevata. Però si la tematica è complessa, ma fa bene parlarne :)
  29. @francescosalice2621 12 gennaio 2026 2
    Al minuto 16:00 hai perfettamente ragione: la pratica continuativa nel tempo contribuisce molto alla competenza, soprattutto in quegli ambiti che sono, per struttura e per contesto, distanti dalla natura umana. E sono d'accordo con te sul fatto che gli LLM, visti come amplificatori delle capacità nello sviluppo del software, funzionino molto meglio nelle mani di programmatori esperti rispetto a quelli meno esperti (e ancor peggio rispetto a quelli alle prime armi). Prendendo ad esempio i giovani programmatori: come si può pensare che diventino professionisti bravi (o espertissimi) se si lascia fare molto o tutto agli LLM? A quali conoscenze dovrebbero poi attingere per guidare gli LLM o per capire se quello che producono è affidabile e/o corretto per i requisiti richiesti? E concludo con un'ulteriore domanda: secondo voi i migliori programmatori che ci sono attualmente al mondo sarebbero tali se gli LLM ora disponibili fossero arrivati sul mercato 30 anni fa? Secondo me no, poi magari mi sbaglio.
    1 risposta
    1. @zzzzzz-q6n 12 gennaio 2026 1
      Se i geni dell'informatica di 30 anni fa avessero usato l'IA come uno strumento (usarla per farsi fare domande, per testare la propria logica o per esplorare alternative), oggi sarebbero probabilmente dei "super-umani" della programmazione.
  30. @piper7 12 gennaio 2026 1
    Premesso che ho ascoltato soltanto la metà e non sono un programmatore (ma una idea di cosa vuole dire credo di averla), credo i tuoi dubbi di adessso siano simili a quelli che si sarebbero posti quelli che dal codice macchina si sono trovati a programmare a un livello superiore. Mi pare che sostanzialmente non cambi molto: non è che tu adesso programmi in C e sai tutto quello che c'è sotto (nel senso che ne hai piena padronanza e c'è qualcuno che effettivamente la ha) ..non so se ho reso l'idea, ma non è che se resisti ti salvi nel caso qualcosa vada storto: cadi da una altezza minore, ma muori lo stesso anche al livello prima della IA :D
  31. @francescoavellis8030 12 gennaio 2026 2
    troppo lungo il video , il microfono troppo ingrombrante. Esprimere i video secondo i canoni retorici di "concinnitas, veritas, gravitas" . Sanfilippo utilizza tutti questi tre canoni retorici nei suoi video perchè interiormente figlio della magna grecia ... utilizzare questi canoni anche nella programmazione...con o senza LLM... renderà i programmi naturalmente migliori ... Sanfilippo fa questo naturalmente .
    1 risposta
    1. @giorgioripani8469 12 gennaio 2026
      Ma che vuoi
  32. @DarkH4X0 12 gennaio 2026 2
    Premetto che sto a 10 minuti di video, quindi potrei anticipare cose che magari dici anche tu in maniera analoga o identica, però volevo incollare qua un commento che ho scritto pochi minuti fa sotto l'ultimo video di Antirez, perché penso tu possa avere per alcuni aspetti una visione abbastanza allineata alla mia, dato che cito anche problematiche di accountability e security, così come faccio notare anche io a Salvatore che il caso Redis è una peculiarità rispetto al mondo della consulenza ed enterprise. Ecco il commento: ------------------------------ Ho vari spunti di riflessione in merito alla questione. Per prima cosa è importante sottolineare per l'appunto il fatto che nessuno sottrarrà mai alle persone la parte ludica e mentalmente stimolante dalla programmazione, quella parte da rompicapo da risolvere in maniere via via sempre più efficiente. D'altronde ci sono le AI che giocano a scacchi a livelli molto superiori di quelli degli esseri umani, ciò non ha fatto perdere la voglia di giocare, le competizioni non sono sparite. Oggi ci sono gli audiolibri, una persona potrebbe decidere di ascoltare solo quelli, o leggere solo e-book, eppure le persone apprezzano ancora acquistare libri cartacei, quell'esperienza più tattile e sensoriale. Analogamente continuerà ad essere così con la programmazione al di fuori del lavoro, anche qualora in ambiti aziendali le AI la facessero da padrona. Devo dire che, per quanto mi trovi allineato all'idea che vi saranno sempre più AI agent a fare ciò che ad oggi fanno gli umani, ci sono degli aspetti da considerare che secondo me freneranno la cosa in alcuni ambiti o la rallenteranno, ad es: - Mancanza di accountability: ci sono svariati ambiti in cui è necessario (magari perché richiesto per legge) che ci sia qualcuno che si prenda la responsabilità, basti pensare al codice di software ospedaliero, dove si gestiscono dati sensibili, dove magari vengono gestite le code delle prenotazioni, oppure software low-level dei macchinari veri e propri. In caso di fuga di dati, bug gravi, vulnerabilità, ecc. chi si prenderebbe le responsabilità dato che c'è il rischio che ci rimettano la vita delle persone? Dubito che la transizione ad un modello AI based sia così liscia, ci dovrebbero essere anche cambi legislativi. Oppure pensiamo ad un caso ancora più remoto, la robotica sta facendo passi da giganti, con l'obiettivo in unione con l'AI di sottrarre probabilmente anche quel lavoro che ad oggi ci sembra più sicuro, come il barbiere. Mettiamo però caso che un giorno ci fosse un barbiere robot AI, chi si prenderebbe la responsabilità nel caso in cui sgozzasse a uno a cui stava facendo la barba? Inoltre chi avrebbe il coraggio di farsi fare la barba da un barbiere AI? Ci sarebbe effettivamente un rientro economico? Considerando anche che l'unico incentivo che potresti dare alla gente è il fatto che il robot potrebbe farti la barba a tutte le ore e ad un costo inferiore dell'umano, ma penso che molti continuerebbero a preferire l'umano per tutte le ragioni di cui sopra, rendendo l'intera cosa non sostenibile (senza contare l'investimento iniziale del robot, la manutenzione, ecc.) - Processi enterprise lenti e debito tecnico: come hai detto nel video il tuo caso è un po' più peculiare della media, perché il codice di Redis è molto ben documentato, rispetta delle linee guida che segui per bene, quindi l'agente AI ha molti più riferimenti dai quali comprendere meglio il contesto senza che gli vengano specificati i dettagli implementativi di cose fatte cinque anni prima nella codebase. Purtroppo però la realtà in ambito enterprise e di consulenza è ben diversa. Codebase enorme, poco documentata e male, codice che non è consistent nello stile (magari un blocco è stato scritto da un intern con poca esperienza, un'altra da un senior), variabili con nomi non descrittivi, tabelle e campi di un DB altrettanto incomprensibili, una matrioska di wrapper su wrapper su wrapper di codice che risale agli anni '80. In questi casi non ci si può aspettare che i coding agent performino bene, è un po' la faccenda dello "shit in, shit out". Purtroppo questa realtà, insieme a tutta la parte burocratica e legislativa in merito all'accountability rallenterà di decenni il processo di totale sostituzione degli sviluppatori. Quindi per concludere io ritengo che comunque in Italia e negli enormi contesti enterprise e di consulenza sarà molto complesso sostituire gli umani e in alcuni casi quasi impossibili e comunque dovranno passare minimo dei decenni, quindi non penso nemmeno che bisogna iniziare ad andare tutti nel panico pensando che da qui a due anni perderemo tutti il lavoro. Inoltre non dimentichiamoci che anche se fosse, non succederà in tutti gli ambiti ICT in contemporanea, forse la soft-skill migliore da imparare è la flessibilità, bisogna uscire dalla mentalità dell'esperto verticale su una singola cosa ed essere pronti a muoversi orizzontalmente sullo stack. Una persona che sapeva solo fare cose specifiche in Ruby e nient altro, verrà sostituita, ma un suo collega che invece non ha mai smesso di studiare e ne sapeva un po' di security, Cloud, DevOps o altro, potrà invece farsi spostare in un altra divisione dell'azienda o troverà comunque più facilmente lavoro. Il mondo dell'informatica è un vaso di Pandora enorme, bisognerebbe non avere una visione ristretta solo alla singola cosa ma essere più generalisti. Consiglio la seguente lettura che si ricollega a quanto appena detto: "Range: Why Generalists Triumph in a Specialized World"
  33. @jackinderly 12 gennaio 2026 2
    Guerra tra titani
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 12 gennaio 2026 2
      Ahah zero guerra, ma sicuramente tanti spunti di riflessione
  34. @renatoborgogni2534 12 gennaio 2026
    Sono allibito, non sono luddista ma tutta sta logica commerciale non mi piace, è evidente che tutto questo è stato progettato per licenziare e incatenare.
  35. @italia_empire1240 17 gennaio 2026
    Potresti fare dei video sul tuo modo di lavorare? Nel senso, usi EMacs, corri, fai mille cose ma sarebbe interessante capire come usi EMacs, per cosa, come gestire gli appunti ecc
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 18 gennaio 2026 1
      Ciao, con l'avvento della nuova piattaforma voglio fare un corso strutturato su Emacs per spiegarlo step by step.
    2. @italia_empire1240 18 gennaio 2026
      @esadecimalema eventualmente fai anche lezioni private? Vorrei capire un po’ di cose che scritte qua sarebbe veramente difficile
  36. @valimalidudu7991 12 gennaio 2026 3
    Sono parzialmente d'accordo ma c'è un dettaglio che ti sfugge secondo me, è utile imparare a programmare, a livello lavorativo e professionale cioè non di hobby, solo nella misura in cui in futuro sarà effettivamente utile saper programmare, per esempio, c-è qualcuno che sa compilare il codice manualmente oggi giorno? No, ma serve che ci sia qualcuno che sappia compilare il codice manualmente? Sempre no! E' una skill che è persa nel tempo ma non serve più perché abbiamo i compilatori che fanno quel lavoro per noi! Potrebbe succedere la stessa cosa con la programmazione stessa secondo me, no so quando o come.
    5 risposte
    1. @esadecimale Autore 12 gennaio 2026 4
      Una società privata di ogni comprensione della tecnologia, un po' mi spaventa. Non si compila a mano ma c'è gente che lavora con i compilatori, e potrebbe compilare a mano se dovesse diventare necessario. Quindi in realtà non è vero che non serve qualcuno che lo sappia fare manualmente. Tecnicamente non lo si fa, ma potenzialmente lo si potrebbe fare.
    2. @prototype6165 12 gennaio 2026 2
      @esadecimale ogni tanto penso alla Fondazione di I. Asimov .. "Una società privata di ogni comprensione della tecnologia" --> I membri della fondazione divennero sacerdoti di questa conoscenza cosicchè i pianeti (inizialmente solo i limitrofi) diventassero, nei secoli, dipendenti e incapaci di comprendere cosa ci sia dietro un motore di energia che è alla base di ogni loro azione/decisione
    3. @2ale 12 gennaio 2026 1
      non penso che i compilatori possano essere scritti quantomeno completamente da un LLM, ergo dovrà pur esserci qualcuno che lo sappia fare. poi occhio perché stai nullificando la differenza tra percentuale d’errore di un LLM con quella di un compilatore: sono due cose che secondo me sono radicalmente diverse
    4. @valimalidudu7991 12 gennaio 2026
      ​@2alenon credo che tu abbia capito il discorso😅 Innanzitutto qui stiamo parlando del futuro, oggi gli LLM possono già fare un semplice compilatore in ogni caso. Ma poi non sto nemmeno parlando di "fare compilatori" ma di come il compilatore abbia portato via la skill di compilare codice manualmente, inoltre i compilatori vengono creati usando altri compilatori già fatti, nessuno compila a mano, questo è il discorso😅
    5. @valimalidudu7991 12 gennaio 2026
      @esadecimale Chi crea compilatori usa altri compilatori per compilare il codice, e tutto quello che puoi fare a mano lo puoi fare con le opzioni di un compilatore quindi non ci sarà mai bisogno di farlo. IN ogni caso questo era SOLO UN ESEMPIO, codifca binaria è sparita lo stesso, non c'è nessuno che lo fa e nessuno che abbia bisogno di farlo, questo è il discorso, poi che "potenzialmente si può fare" non l'ho mai negato... ma è un hobby non una necessità
  37. @marcodepe 12 gennaio 2026 2
    Il tuo discorso è chiaro. Se AI fa da solo non impari ma sei sicuro che la gente voglia imparare? Io ho colleghi che si accontentano del risultato ed il fatto che a me infastidisca conta zero ... Comunque, a parte questi pensieri, io ho percepito che antirez voglia solo far vedere che chi era scettico sull'uso degli llm in progetti complessi dovrebbe ricredersi e che la situazione per i programmatori si farà dura. Non ci vedo nessun tifo o entusiasmo particolare. Sembrano più considerazioni per disegnare un quadro abbastanza realistico e mettere in luce che la società non è pronta per quello che ci attende.
  38. @NetCwork 13 gennaio 2026
    A a a a 😂 hai tenuto anche il tempo di leggere il libro beato te
  39. @explorer_exe 12 gennaio 2026
    Concordo molto con ciò che dice Antirez. Anch’io ero partito dall’idea che ci sarebbe voluto moltissimo tempo prima che gli agenti guidati da modelli linguistici fossero in grado di operare con un certo grado di autonomia. Invece, già da tempo, io stesso mi limito a orchestrare, più che a scrivere il codice direttamente. È vero che il programmatore fa e farà ancora, per un po’, la differenza; ma è solo questione di tempo e di strumenti prima che anche questo cambi drasticamente. Ad esempio, oggi basta descrivere il proprio workflow e darlo in pasto a un agente perché segua quasi alla lettera i nostri obiettivi, sia in termini di best practice di programmazione e sicurezza, sia su altri aspetti. Ovviamente non sono ancora perfetti, e serve una buona metodologia per far sì che gli agenti rispettino davvero le nostre richieste. Quindi, secondo me, è solo questione di tempo prima che tutto questo venga perfezionato. In ogni caso, mi piacerebbe capire, per esempio: qual è il tuo modo di programmare in questo momento? Usi la chat via web, un tool in CLI tipo Claude Code, ecc.? Perché questo fa tanta differenza. E, oltretutto, quale modello stai usando?
    3 risposte
    1. @esadecimale Autore 12 gennaio 2026 3
      Gemini pro e Claude opus. Ma personalmente mi trovo bene, infatti la discussione non era relativa al lato tecnico. Per imparare a programmare imo è ancora necessario programmare a mano, e questo fatto non è banale
    2. @marcop3263 12 gennaio 2026
      Quindi stai cercando un altro lavoro? hai un piano B?
    3. @explorer_exe 12 gennaio 2026
      @marcop3263 Attualmente no, non sto cercando un altro lavoro, non ancora almeno. Sicuramente ho altri piani, tra cui nel breve periodo finire la magistrale proprio in questo ambito, quindi di opzioni ne ho (al momento). Sarò probabilmente molto biased, soprattutto per questo motivo... se posso chiedere, tu cosa ne pensi invece? hai un piano alternativo?
  40. @microservo 14 gennaio 2026
    Ho un sogno.. Un VIdeo @antirez + @esadecimale (Vim Vs. Emacs ?)