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Cosa significa attaccare una rete? Esempio con MSSQL in Active Directory

Guarda su YouTube → 23:21 18 febbraio 2026

Descrizione

In questo video mostro cosa significa attaccare una rete. Si parte simulando un attaccante esterno che può pingare le varie macchine esposte, e sfruttando degli errori da parte degli utenti e delle miss-configurazioni diventiamo amministratori di un particolare server. Il video vuole anche comunicare un'altra cosa: per imparare queste cose è necessario utilizzare dei laboratori pratici che implementano delle configurazioni reali. Questo perché la sicurezza informatica non può essere studiata solo teoricamente con dei libri. Bisogna sporcarsi le mani. I sistemi sono troppo complessi. Bisogna provare con sistemi reali, per poi provare a sistemare le problematiche e per valutare l'impatto in modo sensato. Nello specifico in questo video mostro un deployment di Active Directory sviluppato per essere vulnerabile e per offrire un training ground a chi vuole imparare l'offensive security. Il laboratorio si chiama GOAD ed è inspirato alla famosa serie "Game of Thrones". Scopri il mio progetto di formazione informatica: - https://esadecimale.it

Commenti 22

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @arancedisicilia75 18 febbraio 2026
    Magnifico!
  2. @giorgioripani8469 18 febbraio 2026
    Spettacolare
  3. @xr3venger 18 febbraio 2026 1
    Video molto interessante per far capire ad un utente che non ha alcuna conoscenza o vuole approcciarsi a questo mondo, come funziona un attacco informatico. Naturalmente qui partiamo da un caso semplice, ma secondo me risulta utile per capire gli step che portano ad un total domain control. Utile il --generate-hosts di nxc di cui non ero a conoscenza, i manuali sono una miniera d'oro, basterebbe leggerli come si deve 😄
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 18 febbraio 2026 3
      Si poi continuo facendo vedere gli step da amministratore di una macchina a domain admin. Questi video in realtà nascono anche per una ragione più divulgativa: per far visualizzare un attacco. Per far vedere "cosa vede" un attaccante. Si netexec è un tool ottimo, ha un sacco di cose che anche io non conosco ancora :)
  4. @ATENAITALIANA 21 marzo 2026
    games of stronz😂😂😂👍. grazie , configurations de stronz ;, 😂🤗elena
  5. @alessandrodibella9578 19 febbraio 2026
    Bello l'esempio di Game of Thrones 😂
  6. @RiccardoCosenza 22 febbraio 2026
    molti attacchi vedo che partono da robe assurde, questo impotetico utente ha la password nella descrizione.. follia, giorni fa hacking e escalation permessi in aws in cui hanno lasciato delle credenziali in un S3 aperto..
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 22 febbraio 2026
      Si, diciamo potrebbe sembrare banale, ma queste piccole cose in una media/grande società che non sta attenta alla propria superficie esposta può essere quel punto iniziale molto pericoloso. Molto spesso il punto iniziale è il phishing con del malware che esegue nel contesto di un utente normale (quindi si bypassa la necessità di avere delle credenziali iniziali)
  7. @ssamuu02 19 febbraio 2026
    Sono veramente sbalordito. Ma più precisamente, quali sarebbero i servizi esposti che potrebbero permettere l'accesso così facilmente in una rete aziendale?
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 19 febbraio 2026 2
      Allora considera che questo è un Lab senza nessun tipo di SOC. Nella realtà quello che ho fatto avrebbe triggerato N allarmi diversi. Quindi non pensare nella realtà è così facile. Tecnicamente lo potrebbe essere, ma in mezzo hai mille e più pezzi del puzzle. E direi anche per fortuna 😅 Rispetto a cosa viene esposto, considera ad esempio le applicazioni che utilizzi, tipo l'app della banca da mobile. Interagisce con delle funzionalità del server. Se queste sono vulnerabili... Beh, possono succedere cose. Però ripeto, nella realtà bisogna stare molto attenti al rumore che si genera, altrimenti tra SOC e antivirus generi un sacco di alert
  8. @DoAdiGigarent 17 marzo 2026
    Si ma diamo per scontato che qualcuno scriva la password nella descrizione XD se quel campo fosse disabilitato o chi registra gli utenti è direttamente admin sarebbe un attacco inutile
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 17 marzo 2026
      È un esempio. Non è l'unico modo per ottenere la password utente, quello della descrizione. La tecnica mostrata è una tecnica che funziona anche in altri contesti. Questo video mostra una cosa: una compromissione iniziale, qualsiasi essa sia, può portare ad una privilege escalation nel momento in cui il DB non è configurato bene. Questo attacco poteva essere evitato, a prescindere se la password era disponibile oppure no, andando a lavorare a livello di configurazione del DB e implementando un princpio di least privilege. Il fatto che la password fosse disponibile in realtà è il problema "meno" importante qui :D
  9. @DiTBho 18 febbraio 2026 2
    Ho scritto un tool che si spazzola una subnet alla ricerca di server telnet. Se ne trova uno: fa fork() e si mette a sniffare. Riesce a grabbare user e password. L ho scritto per dimostrare - coi fatti - che telnet e' fortemente insicuro.
    5 risposte
    1. @grazianofalcone3093 10 marzo 2026
      Ciao, ti ricordo che ormai solo i sistemi vecchi e obsoleti usano ancora Telnet, nelle distro recenti viene mantenuto per sistemi legacy ma è macchinoso da far funzionare dalla versione 11 in poi di debian non installa neanche i demoni necessari e su un sistema con la sicurezza di base attivata viene bloccato a prescindere. Ormai usano tutti SSH quindi parlare di telnet è inutile perfino microsoft ha rimosso il server telnet da windows server 2016 in poi.
    2. @DiTBho 11 marzo 2026
      ​@grazianofalcone3093e' usato in embedded, dove non hai una SBC Linux come RPI, ma una mpu, e magari pure scarsa, perche' costa 1/100 delle risorse che servono per far funzionare ssh. Sui terminali grafici x11 del 2003 (basati su VxWorks v4 + X11 embedded), ancora usati negli openspace non c'e' altro che telnet.
    3. @DiTBho 11 marzo 2026
      ​@grazianofalcone3093cmq il senso del mio tool e' dimostrare - con i fatti - l'acqua fredda, che telnet e' insicuro, come e perche'. E' una chicca per una collaborazione con uno YTuber. Un video di "archeologia informatica". Si parla di cose anni 1995-2005, due "vite" informatiche fa :)
    4. @grazianofalcone3093 11 marzo 2026
      @DiTBho capisco , mi fai pensare alla mia gioventù dietro alle BBS a scambiarmi consigli su come velocizzare routine in ASM
    5. @DiTBho 11 marzo 2026
      ​@grazianofalcone3093si, tipo stack tcp/IP su 68hc11, con 32Kbyte di rom e 16kbyte di ram, 2Mhz di clock effettivo, 8bit CPU, chiaro che supportare algoritmi crittografici per ssh e' chiedere troppo. Ma anche chesso', terminali Tektronix xp200 o xp400, che indirizzano 64-128Mbyte di ram, hanno CPU risc a 25-50Mhz, e caricano il fw da tftp in ram. Anche in questo caso: hanno solo telnet, perche' ssh costerebbe troppa latenza.
  10. @gianmarcomarrandino1032 21 marzo 2026
    ma è veramente plausibile che un utente metta la propria password nella propria descrizione?
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 21 marzo 2026 1
      Il punto non è quello, una sicurezza robusta avrebbe protetto anche in quel caso
    2. @gianmarcomarrandino1032 21 marzo 2026 1
      @esadecimalegrazie per la risposta 🙏
  11. @giacomogiuseppone7891 21 marzo 2026
    Video inutili . Se hai installato un antivirus, e tutti c'è l'hanno, hai già un software che ti spia. Scansiona i tuoi file, legge le email, e vede tutto quello che fai. E trasmette tutto negli Usa.