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Cosa si insegna nella scuola pubblica? Riflessioni sul caso "La fisica che ci piace".

Guarda su YouTube → 17:22 27 febbraio 2026

Descrizione

Di recente è scoppiato il caso su "La Fisica che ci piace", un progetto di divulgazione della Fisica portato avanti da Vincenzo Schettini. Di recente Schettini ha rilasciato delle dichiarazioni alquanto interessanti sugli inizi del suo canale e sul modo in cui utilizzava la sua figura da professore delle superiori di fisica per dare un seguito al suo nascente progetto di divulgazione sui social. Questa situazione è una palese situazione di conflitto di interesse. Da un lato abbiamo il ruolo del professore, dall'altro quello del content creator. Sono ruoli diversi. Possono coesistere? In parte si, ma bisogna stare attenti. In generale però, dal mio punto di vista, questa situazione è interessante per approfondire un altro tema, un tema ben più profondo dell'utilizzo dei social, che è il tema dell'allineamento. Cosa insegna la scuola? Dovrebbe insegnare competenze tecniche e relazionali. Molto spesso però l'unica cosa che insegna è ad allinearsi alle aspettative dei professori. È questo il fulcro della questione. Se il professore vuole far vedere le sue live, utilizza il suo potere per farlo. Se vuole vendere il suo libro, usa il suo potere per farlo. Questo è il problema. Dobbiamo pensare molto di più alla figura dell'insegnante. Dobbiamo trattare meglio questa figura, ma dobbiamo anche iniziare a misurare le performance degli insegnanti, iniziare a valutare non solo gli studenti ma anche e specialmente gli insegnanti, in modo critico e funzionale. Abbiamo bisogno di più competenze. Ne ha parlato anche Umberto di EconomiaItalia: - https://www.youtube.com/watch?v=fLz-w16b1Mg&pp=0gcJCb4KAYcqIYzv Sto costruendo un luogo per imparare seriamente l'informatica: - https://esadecimale.it - https://learn.esadecimale.it

Commenti 36

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @iacopocascia 27 febbraio 2026 3
    Contenuto preziosissimo. Cerchiamo di far circolare queste idee e, nel nostro piccolo, provare a cambiare qualcosa, grazie!
  2. @matteo679 27 febbraio 2026 2
    Ultimamente si viaggia su una media di un video al giorno, ci stai abituando troppo bene!
  3. @elguerrero2.027 27 febbraio 2026 7
    Bellissimo quando esadecimale esadecima
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 27 febbraio 2026 2
      Ahahah
  4. @crisy3p 27 febbraio 2026 2
    Sul primo argomento due riflessioni: La cosa che a me ha fatto storcere il naso é il contesto e il modo in come l'ha detto, non ha detto semplicemente "la cultura si paga come tutte le altre cose", ha chiesto: "perché la cultura deve essere gratis?". Il problema sta qua, cioè se si chiede questo bisogna discutere sul perché serve la scuola pubblica, le borse di studio ecc.. la cultura é gratis con le tasse ma in un mondo ideale, se non hai un soldo bucato non paghi le tasse di principio, e dovresti riuscire a finire gli studi università annessa senza tirare fuori un €. Sennò il principio di uguaglianza nella Costituzione é carta straccia. Sennò si sta penalizzando qualcuno perché é nato economicamente disavvantaggiato, e nessuno da studente ha scelta in merito. La cosa grave di questo é che un professore pubblico si pone quesiti sul garantire un'istruzione gratuita a questa fascia di persone (gli altri, come hai detto tu, vengono tassati e in parte pagano la scuola pubblica). Il privato é totalmente un'altro discorso, le sue live fuori orario le può mettere anche a 10.000€, tu giustamente fai pagare i corsi perché non ricevi nulla dai soldi pubblici, e in qualche modo devi rendere profittevole il tuo insegnamento per farne un lavoro. E dalla reazione delle altre persone, penso che abbiano inteso la questione come l'ho intesa io. Un abbraccio
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 27 febbraio 2026
      Si allora ci sta se l'interpretazione era quella. Giustamente bisogna prendere in considerazione il ruolo svolto. Se uno lo dice da professore, pagato dallo Stato, effettivamente non va bene. Il concetto stesso di gratis è abbastanza ridicolo. La scuola deve essere accessibile, sì, soprattutto quella di base, questo è vero ed effettivamente mancava nel suo discorso. (Lo avrei dovuto menzionare meglio anche io!)
  5. @samas69420 27 febbraio 2026 1
    condivido in toto, cosí praticamente ha insegnato ai ragazzi che é piú conveniente far contento il potente di turno piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla propria preparazione con fatica e sudore, che delusione
  6. @nicolasergio21 28 febbraio 2026
    Esatto, concordo pienamente con la tua analisi, e aggiungerei: questo si verifica proprio nel pubblico, perché in Italia (e Checco Zalone conferma ) il pubblico è visto come una mangiatoia , dove tutto è possibile siccome “non pago”( solo perché non ti arriva l’avviso di pagamento a fine mese, ma la tassazione è indiretta). Una cosa del genere , nel privato, sarebbe stata stroncata sul nascere. In Italia abbiamo bisogno di vedere il pubblico come un’azienda, se non produci e violii le regole, non fai vita lunga. Invece, a parte i mene che approvo, sembra che la questione non sia stata analizzata da chi di competenza seriamente, e fa strano data la sua notorietà…
  7. @asdrubale808 2 marzo 2026 1
    bellissimo video!
  8. @Gica78R 28 febbraio 2026
    Concordo su tutta la linea Aggiungo che sono favorevole alle iniziative, private o individuali o collettive, gratuite o a pagamento, per rendere la didattica e la divulgazione più efficaci, purché non si scada nella spettacolarizzazione e nell’intrattenimento. Trattenere per un’ora l’attenzione di una persona parlando di fisica/matematica/letteratura ecc. senza insegnare niente non ha più valore rispetto a intrattenere la stessa persona con uno spettacolo comico. Ci vuole veramente tanto lavoro e impegno per riuscire a trasmettere qualcosa che rimanga e che insegni qualcosa.
  9. @plambda5589 27 febbraio 2026
    lucido come sempre nel trovare le questioni oggettive dei problemi
  10. @_simone.vinci_ 30 maggio 2026
    Ciao! Mi chiamo Simone, ho 21 anni e studio ingegneria informatica (triennale) e, anche io sono appassionato di psicologia/matematica. Quest’anno ho avuto la fortuna di insegnare ad serale in una scuola superiore (grazie alla MAD) e mi rivedo in diverse cose che dici… ho scoperto solo ora questo canale e spero di riuscire ad approfondirne presto i contenuti! ☺️🫶
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 31 maggio 2026
      Ciao Simone, Spero che qui troverai spunti interessanti ;) Buona fortuna con lo studio e il resto!
  11. @gabry7672 6 marzo 2026
    Hai un canale discord??? Comunque sei molto bravo e sono d'accordo con molte delle tue idee👏
  12. @Dr.Elegantia 27 febbraio 2026 3
    Grazie mille per la menzione ❤
  13. @BurninVinyl 2 marzo 2026
    1:23 Magari avessi avuto ai miei tempi le "live" per le cosidette lezioni di recupero o come si chiamavano al pomeriggio, magari!
  14. @NFVblog 4 marzo 2026
    Il ruolo del docente è intrinsecamente complesso: richiede un approccio mediato e, al contempo, la garanzia che il 'prodotto' formativo sia realmente utile allo studente. È questo il motivo per cui guardo con diffidenza all'adozione dei manuali scritti dai docenti stessi nei percorsi universitari: spesso venduti a prezzi elevati, presentano talvolta contenuti di dubbia qualità. Il 'caso Schettini' è solo l'esplosione mediatica di un fenomeno ben più radicato. È fondamentale scindere la persona dal personaggio per evitare sterili attacchi ad personam; analizzare le dinamiche serve invece a porre dei limiti a un settore spesso incompreso o eccessivamente idealizzato. In sintesi: sì, l'istruzione può avere una dimensione commerciale, ma no, non è ammissibile sfruttare la propria posizione in un ente pubblico per convertire gli studenti in follower o per imporre l'acquisto di materiale superfluo.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 4 marzo 2026
      Si, Schettini è solo un sintomo di un sistema più grande. La cosa triste è vedere come si difende e come questo caso mediatico non cambierà un bel nulla. Fa capire che la maggior parte delle persone non è interessata al problema. In futuro voglio parlare di più di questa cosa, che è un problema che ovviamente non si può risolvere parlandone online, ma che deve essere trattato dalla politica. Non ho speranze in merito, ma è necessario farlo.
  15. @plambda5589 1 marzo 2026 1
    cercando sweden learning news, spunta un articolo bbc che inizia cosi: "Schools in Sweden are returning to more traditional learning methods - such as reading from physical books - after seeing their reading standards drop while ipads and laptops were used." a proposisto dell'insegnamento...
    1 risposta
    1. @nanakomatsu7425 2 marzo 2026 1
      Anche la Danimarca...
  16. @RosarioCeraudo 27 febbraio 2026 3
    Chi insegna agli insegnanti a insegnare?
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 27 febbraio 2026
      Eh, in ultima analisi siamo tutti ignoranti. Oserei dire: partiamo con più trasparenza, e con dei principi che condividiamo, per esempi quelli scritti sulla Costituzione Italiana. E utilizzando i dati ottenuti dalla trasperenza cerchiamo di portare il sistema in un luogo migliore, tentativo dopo tentativo. Quel che si fa adesso è: cose alla cazzo, leggi senza nessun tipo di motivazione empirica, e tutto al "secondo me è meglio X, Y e Z", senza metriche, o comunque con metriche altamente fallaci e manipolabili.
  17. @paoloz1108 1 marzo 2026 2
    Tutto corretto, ma stai parlando di conflitto di interessi nel paese che si è tenuto Berlusconi in politica per trent'anni.
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 2 marzo 2026
      e anche tu hai ragione :) però dobbiamo parlare di queste cose proprio per questo motivo. Servirà a qualcosa? probabilmente no, ma rimane comunque necessario dal mio punto di vista
    2. @paoloz1108 2 marzo 2026
      ​@esadecimale anche tu hai ragione. Ma ormai tutto sembra una corsa al ribasso. Vince chi fa peggio.
  18. @racer9916 1 marzo 2026 1
    sai come si risolverebbe? mettendo dei test standard uguali per tutti gli studenti di tutte le scuole, in cui il professore non puo' decidere o influenzare il voto in alcun modo, ma in cui il professore ha come unico compito quello di preparare e far passare agli studenti quel test, ovviamente facendo in modo che non si possa copiare in quei test
    4 risposte
    1. @esadecimale Autore 1 marzo 2026
      Le prove invalsi dovrebbero fare questo ma sono i professori i primi a "influenzare" da quel che ricordo. Una metrica interessante può essere quella di seguire gli studenti dopo
    2. @racer9916 1 marzo 2026
      @esadecimale le prove invalsi sono una farsa e non influenzano i voti ne tantomeno la bocciatura o la promozione, io parlo di prove comuni in tutte le scuole per ogni singola materia, un po come dei corsi unviersitari
    3. @esadecimale Autore 1 marzo 2026
      ​@racer9916 si idealmente sono d'accordo, mi aspetto un forte boicottaggio interno. In questo paese non si vuole andare avanti e ci si continua a lamentarsi che si è indietro
    4. @nanakomatsu7425 2 marzo 2026 1
      Sono d'accordo, ma i test vanno fatti con una commissione esterna, altrimenti i professori imbroglierebbero per far risultare d'aver svolto il loro lavoro con le classi...
  19. @simonespinedi9586 27 febbraio 2026
    Secondo me il vero punto della questione non è stato colto. Il problema reale non è ne Schettini che vuole fare il content creator sfruttando la leva dell'insegnamento, ne il livello dell'Istruzione pubblica Italiana. Entrambe le cose sono problematiche, assolutamente si, ma non sono secondo me il problema reale che ho percepito dalle parole di Schettini. Il problema reale per me è il voler portare l'istruzione su un piano in cui non dovrebbe essere, un piano elitario. La Dichiarazione Universale dei diritti Umani sancisce che l'istruzione, fino ad un certo livello, deve essere pubblica e gratuita. Aldilà del fatto che si paghi con le tasse. In Italia le scuole secondarie di secondo grado, dette superiori, quindi quelle dove insegna Schettini, sono un diritto umano e per tale deve essere gratuito. A mio modo di vedere il fatto che un professore ha ignorato questa cosa, perché non posso credere veramente che non lo sappia, è peggio di tutto il resto. Quindi bisognerebbe capire secondo Schettini cosa dovrebbe a pagamento. L'istruzione pubblica? Poi possiamo criticare la qualità dell'Istruzione Italiana quanto vogliamo, dobbiamo criticare in quanto paganti in realtà. Ma non si può spostare il soggetto attivo del pagamento di una cosa pubblica a qualcuno che non sia lo Stato, che si incarica di fornire strutture, materiale e quant'altro a livello pubblico. Cosa succederebbe se ogni singolo professore diventasse un insegnante a cottimo? Gli stessi professori poi si farebbero carico di fornire aule, libri (o sussidi per i libri quando la situazione lo richiede) etc? Io spero vivamente che qualcuno abbia pensato a questa cosa. Non si deve permettere a singoli privati di immischiarsi in situazioni che riguardano il benessere pubblico. Chiedere di meglio allo Stato, quello assolutamente si.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 27 febbraio 2026
      Ciao, ciò che descrivi è proprio il conflitto di interessi. Chi ha interessi privati deve stare ben lontano dal pubblico e non può sfruttare le risorse pubbliche per fare i propri interessi. Purtroppo in italia questa cosa succede, troppo spesso.
  20. @Giovanni-g2g5c 16 marzo 2026
    Non conosco gli eventi, ma siamo sicuri che il voto in più lo dava perchè lo studente seguiva la live e non perché chi seguiva la live era più preparato? Poi parliamo di conflitti di interessi quando abbiamo al governo ministri che sono accusati di aver rubato soldi allo stato e a danno dei loro dipendenti... mah, mi sembra una montatura bella e buona sta cosa.
    3 risposte
    1. @esadecimale Autore 16 marzo 2026
      Faceva esami il cui contenuto era spiegato durante le live. Sicuramente Schettini non è il male incarnato ma il pattern rimane problematico se inteso nella sua generalità. Per non parlare che durante le lezioni registrava i video per YouTube, togliendo tempo alla lezione e facendosi aiutare dai ragazzi/ragazze a gratis, abusando di fatto della sua posizione (perché il video lo faceva per il suo canale privato) Ripeto: male incarnato? Chiaramente no. Pattern problematici? Si. Il problema italiano? Non saper riconoscere cosa è problematico. Poi questo ce lo ritroviamo a diverse scale di impatto.
    2. @Giovanni-g2g5c 16 marzo 2026
      @esadecimale Capisco, lungi da me difendere questi tipi di comportamenti, mi sembrava solo strano che facesse tanto scalpore questa cosa. Saluti.
    3. @esadecimale Autore 16 marzo 2026 1
      ​@Giovanni-g2g5c no ma su questo hai ragione. L'italia è anche questo, assolutamente! Come al solito dipende molto anche dai modi. Sicuramente ad alcuni non piaceva a priori. Ammetto però che non mi è piaciuto il modo in cui ha gestito le critiche. Però si ovviamente lui è solo un piccolo esempio di un problema ben più grande!