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Cosa è rimasto della cultura Hacker? (Phrack #72)

Guarda su YouTube → 42:11 25 agosto 2025

Descrizione

È uscita la nuova release di Phrack! Se avete punti di vista, condividete pure! Se sei interessato al testing di sicurezza si applicazioni web, ho creato un corso in cui mostro come trovare, exploitare e spiegare 40 problematiche di sicurezza. Attualmente è disponibile su Udemy. Practical WAPT course: - https://www.udemy.com/course/practical-wapt/?referralCode=15450B3828BA5A3B23CB Se vuoi supportare il mio lavoro: - https://patreon.com/hexdump - https://buymeacoffee.com/hexdump - https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=T49GUPRXALYTQ I miei progetti: - https://esadecimale.it - https://hexdump.sh

Commenti 23

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @massimodeliberi7045 29 agosto 2025 2
    Ciao, video estremamente interessante come sempre, complimenti! Vorrei dare anche io il mio piccolo contributo sull'argomento, io nasco come musicista ed ho imparato da piccolo a suonare la chitarra, questo dettaglio che può sembrare irrilevante in realtà non lo è perchè mi ha aiutato a capire che in realtà se ci metti impegno e dedizione puoi riuscire ad imparare tutto quello che ti pare, questo ha alimentato la mia curiosità per tutta la vita proprio (Per dire oggi ho smontato un'accendino piezoelettrico di 50 anni fa solo per capirne il funzionamento) perchè non vedevo i miei limiti come barriere, ma semplicemente come porte alle volte un po' più difficili da aprire. A 20 anni ho scoperto proprio grazie al "Manifesto dell' Hacker" che gli hacker facevano proprio questo ed io in quel momento anche se a malapena fossi in grado di creare una cartella su Windows mi sono sentito un hacker proprio perchè avevo la stessa mentalità, ma non l'avevo mai applicata all'informatica, da lì ho iniziato ad appasionarmi alla sicurezza informatica e all'hacking proprio perchè mi sembrava un percorso lavorativo adatto a me, dico questo perchè secondo me è molto più un hacker una persona che studia la sua materia magari anche al di fuori dell'informatica, ma con una passione travolgente rispetto a un informatico magari bravissimo a fare web penetration testing, ma che lo fa per puro lavoro e soldi. Sulla questione ethical hacker invece penso che in realtà non ci sia nulla di troppo sbagliato nell'adottarla per il semplice fatto che è un titolo di lavoro più che un modo di essere nel senso che è molto più semplice per una persona capire "ethical hacker" o "hacker buono" rispetto a penetration tester o direttamente hacker che nella società soprattutto quella italiana è ancora visto molto male. Anche sulla sua contraddizione non vedo un grosso problema perchè alla fine un hacker non spacca sempre il sistema o lo capisce sempre tramite percorsi illegali, alle volte è tutto perfettamente legale e corretto altre volte no, l'ethical hacker semplicemente usa la parte legale e corretta per sfamarsi e per farsi comprendere dalla società si definisce ethical hacker.
  2. @OnlyVoltsRT 26 agosto 2025 3
    Ottimo video davvero! aggiungo i miei 2 cent al tema . Diciamo che io mi definisco un Loacker perche' non sono un mostro in queste cose ma mi cimento ahahah. Ho sostanzialmente 2 osservazioni da fare. La prima e' sulla crescita esponenziale della pervasione tecnologica. Come ogni cultura che inizia con pochi adepti e che poi esplode nel comune/quotidiano (non solo l'informatica ma anche musica, videogames ecc), si ha sempre questa sensazione di depersonalizzazione, sbiadimento e nostalgia di quello che una cultura era in passato e questo articolo in un certo senso lo rammenta. Io penso che sia una questione di punti di vista. Se lo chiedi a uno della vecchia scuola , nato a suon di C e assembly , ti dira' che e' diventato tutta un'orchestrazione di un business che maschera i suoi affari spacciandoli per skill, ctf che ti danno l'illusione che stai facendo qualcosa ecc . Pero' se lo chiedi a uno della new-gen, come me che ho 30 anni ma ho iniziato a interessarmi di programmazione a 24 e non sapendo assolutamente nulla, posso dirti che il panorama e' enorme e tra quell'enormita' di cose inutili, ci sono persone autenticamente curiose che fanno quello che fanno solo per il gusto di farlo e non spinti da motivazioni economiche . Mi e' capitato che ho perso ore e ore appresso a un vecchio router per poter dumpare il firmware e vedere cosa c'era all'interno solo per il gusto di farlo. Ma crescono i numeri e cresce anche la proporzione, tra chi sceglie sempre una via "facile" e "funzionale" e chi sceglie una via fatta di curiosita' viscerale, sacrifici e voglia di mettersi alla prova imparando sul serio . La seconda questione che volevo proporre c'entra con l'astrazione tecnologica. Oggigiorno se vuoi azzardare una rce su un server : devi sapere la tecnologia con cui e' stato costruito il server, devi sapere la particolare libreria dove si verifica la vulnerabilita', devi sapere il protocollo http e quindi come fluiscono i dati tra client e server e se vuoi capire sul serio devi spolpare il codice che sta sotto . Molto piu' facilmente basta cercare l'exploit giusto su internet e usare quello, avendo la finzione di aver hackerato il mondo quando in realta' stai usando software di qualcun'altro (motivo per cui io sto iniziando a sviluppare ogni software ed exploit in versioni casalinghe da poveraccio) . Ai tempi del C forse poteva essere piu' facile il "ponte" che collegava la funzionalita' al codice vero e proprio, benche' si poteva entrare in tecnicismi forse anche peggiori come buffer overflow ecc ecc. Era anche piu' difficile la fruizione di informazioni online e quindi l'accessibilita' si riduceva drasticamente (io stesso non so se mi sarei interessato a un hobby del genere per quanto poteva essere proibitivo e di nicchia). Pero' tutto sommato adesso devi studiare layer su layer su layer per comprendere davvero cosa sta accadendo e molte persone non sono disposte a farlo. Infine di questo messaggio gigantesco, la cultura e' senz'altro cambiata ma tra il miasma di commercialate e businness ci sono (e ci saranno sempre) le persone che vorranno sempre andare aldila' di quello che vedono semplicemente. Lo stato delle cose non e' migliore o peggiore ma semplicemente cambia in base al mondo in cui siamo e in un mondo dettato dal capitalismo era abbastanza prevedibile che cio' potesse accadere.
  3. @carloferreri7337 26 agosto 2025
    Tempo addietro si respirava un’altra aria…si sente nostalgia ragazzi!! La complessità e l’espansione tech scoraggiano all’entrata… sembra ci sia meno da scoprire e sperimentare, paradossalmente anche meno persone con l’entusiasmo di provare semplicemente. E prima si era molto meno, Le community ridotte solo a fare talk, molto individualismo… Etica ormai sinonimo di legale niente più, non è quello il concetto di etica. Spero di ri-iniziare a leggere le ezine per respirare aria pulita 😅
  4. @GiuseppeRicupero 25 agosto 2025 2
    Che momento amarcord ❤️ Grazie per aver sbloccato questo ricordo delle e-zine, è un piacere sapere che ce ne siano ancora in salute e scalpitanti dopo 40 anni! Nell'86, mentre su Phrack si pubblicava l'hacker manifesto ricevevo in dono il mio primo home computer che poi avrebbe segnato il mio percorso da adulto, un Commodore 64
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 agosto 2025 1
      Io ancora dovevo nascere, ma avrei voluto vivere quell’epoca :)
  5. @simoneosc 25 agosto 2025 1
    gran bel video🔝
  6. @gaetano853 30 agosto 2025
    "Free as in Freedom not as free beer"
  7. @entalpia69 25 agosto 2025
    Metto in coda, poi guarderò, ma con un titolo così, l'upvote è preventivo, sulla fiducia.
  8. @EdoardoDerrico 25 agosto 2025
    tema super interessante :)
  9. @Fred-e5y2o 25 agosto 2025
    13:45 una sorta di dittatura distopica , sta venendo usata per questo scopo l'informatica. Un sistema monoculturale, omologato, massificato e semplificato. Conta solo il danaro, l'utile, il business. In un sistema del genere ipertecnologico saranno le grandi holding a detenere il potere, anche raccogliendo e monitorando le masse tramite i gadget informatici, IoT etc.
  10. @Fred-e5y2o 25 agosto 2025
    All'epoca non c'erano gli interessi di oggi, ormai l'informatica controlla tutto dall'economia al condizionamento/controllo di massa, alla diffusione del pensiero neoliberista/globalista a livello mondiale. Questo é avvenuto soprattutto con la diffusione di massa dei gadget individuali quali smartphone , tablet etc. Chi controlla questa roba, i social , i principali search engine ha un potere enorme.
  11. @roccosicilia 26 agosto 2025
    Tema molto interessante e mi sono permesso di condividerlo su reddit. L'argomento è abbastanza spinoso e ci sta che il tono di TMZ sia anche molto critico. È sicuramente vero che alcuni ambiti di business hanno spinto molto sulla mercificazione di un certo tipo di competenza figlia della cultura hacker ed è anche vero che se fosse tutti business non ci sarebbe più condivisione pura. Questo avrebbe impatti a livello di communities, di ricerca, di diffusione del sapere e, paradossalmente, anche sul business. Trovare un equilibrio è fondamentale.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 26 agosto 2025 1
      Mi sono registrato sul reddit :D Per il resto si, la questione è difficile perché ovviamente per essere sostenibile deve avere una parte di business, ed è più che giusto che ci sia… il problema come al solito sta nei “come”
  12. @allexj8203 28 agosto 2025
    Che tipi di lavori può fare uno che vuole andare al di là e scavare più a fondo?
  13. @davidepasini2011 28 agosto 2025
    Grazie di questo contributo. Da non-hacker, mi interessa comunque il discorso dell'etica. Credo che in tutte le nostre azioni sia coinvolta l'etica. I buddhisti parlano addirittura di retto pensiero, retta parola, retta azione dal punto di vista della conformità ai loro principi etici. Ogni nostro comportamento è guidato da valori etico, che costituiscono la base della motivazione per la quale agiamo. Quindi anche l'hacker può essere etico o non etico a seconda delle motivazioni da cui è spinto. La neutralità, a mio avviso, è illusoria in quanto le conseguenze sul benessere e sulla libertà degli altri, in pratica sul mondo, è sempre influenzata dalle nostre azioni. Spero di aver dato un suggerimento utile sal punto di vista filosofico.
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 28 agosto 2025 2
      Sono d’accordo col dire che non si può essere neutrali in generale, pero il discorso era un altro: separare il concetto di hacker con il concetto di etica e trattarli in modo parallelo, senza confonderli. Hacking è curiosità, e la curiosità è complessa, può essere etica, non etica, o neutrale, a seconda del caso. Quindi il discorso non era: siamo neutrali, ma parlare di “hacking etico” secondo me ha poco significato nel modo in cui lo si fa attualmente, perché per “hacking etico” si intende semplicemente “hacking legalizzato”, e l’etica non si può ridurre al concetto di legalizzato. Ora che ci penso, se ricordo bene nel video non entro in dettaglio su questa parentesi, quindi magari poteva confondere, grazie per lo spunto, mi ha permesso di approfondire cosa intendevo meglio! Perché si sono allineato col tuo pensiero: la curiosità può essere vissuta in modo etico, le due cose possono essere allineate
    2. @davidepasini2011 29 agosto 2025
      ​@esadecimalegrazie della specifica. In effetti molte attività di hackeraggio sono condotte per scopi tutt' altro che benefici, e non sapevo che l'hacking legalizzato fosse etico. In effetti la legalizzazione di molte prassi non è etica, penso ad esempio alla leggi che limitano la libertà personale senza una base scientifica solida. 😊
  14. @Fred-e5y2o 25 agosto 2025
    É rimasto poco, il contesto é totalmente cambiato. L'hacking é smontare e rimontare le cose per comprenderne il funzionamento, ovviamente tutto ció non é mainstream. Soprattutto il danaro prima e anche gli interessi sociali e politici dopo hanno cambiato totalmente il contesto.
  15. @lama.donna777 17 ottobre 2025
    Ciao, ho visto che sul canale inglese e su Udemy hai fatto un corso per escalation dei privilegi per linux, hai per caso intenzione di farlo anche in italiano oppure sottotitolato? Grazie per quello che fai!
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 17 ottobre 2025 1
      Si, in queste settimane sto registrando un corso in italiano di introduzione alla sicurezza informatica, e conterrà sia parti web che linux che windows
    2. @lama.donna777 17 ottobre 2025
      @esadecimale Grazie!
  16. @D92Torre 27 agosto 2025 1
    Fantastico video. Il mondo dell'hacking ha questo core importantissimo che ho sempre intuito, ma che tu hai espresso in poche parole e chiaramente: è sbagliato distaccarsi dalla comprensione di un sistema con il fine di pensare al guadagno (o come hai detto tu, monetizzare un sistema trattandolo come una black box). Vorrei aggiungere solo una cosa: io ho studiato all'università C per i miei esami di fisica. Ad oggi sono un ricercatore e ogni tanto utilizzo C quando c'è bisogno di avere un certo controllo sul programma che sta facendo la simulazione X, l'embedding di un grafo Y o il preprocessing di dati che provengono da questa o quell'altra fonte. C'è una cosa che per me deve rimanere centrale (e vale soprattutto quando si fanno le simulazioni): non bisogna MAI pensare che la nostra comprensione di un sistema (fisico o informatico che sia) corrisponda a una comprensione effettiva dell'oggetto che stiamo studiando. Piuttosto, stiamo sempre comprendendo un modello, una caricatura di quello che l'oggetto è. Per questo motivo arriva un certo punto in cui una cosa non la comprendiamo fino in fondo e quella diventa, di fatto, la nostra black box. Non capiamo fino in fondo la turbolenza o altri sistemi caotici, che fra l'altro possiedono una dinamica che non può essere compressa (vedi "Compressibility, laws of nature, initial conditions and complexity" di Chibbaro e Vulpiani). A un certo punto siamo in grado di fare previsioni (ad esempio sulle medie, le varianze o altri momenti), ma fare una previsione sul singolo bit di informazione non è gestibile, almeno con i nostri modelli matematici. Questo implica un limite profondo della conoscenza di cui il buon Popper ha già parlato: le nostre conoscenze degli oggetti saranno per sempre limitate, ma possiamo spostare un poco quella black box e in questo vedo una grande speranza che il mondo dell'hacking è in grado di mantenere alla grande (almeno storicamente). In altre parole: "Confondere un modello con la realtà è come andare al ristorante e voler mangiare il menu". Ancora, bellissimo video, sono felicissimo di aver scoperto il tuo canale! edit: avevo scritto male il nome di uno dei due autori dell'articolo che ho citato
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 27 agosto 2025 1
      Ottima osservazione in cui mi trovi molto d’accordo. L’hacking infatti lo considero come una delle ultime manifestazioni di un qualcosa di più generale che anche molti matematici, fisici, e tante altre persone hanno avuto anche in passato. Quella curiosità di voler capire parte del mondo, sfidando proprio questi limiti di cui parli, o comunque esplorando al massimo la possibilità comprensione che abbiamo noi esseri umani