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Cosa è Reale?

Guarda su YouTube → 18:21 22 aprile 2025

Descrizione

Ciao! In questo video porto qualche riflessione sul concetto di realtà. Queste riflessioni sono state scaturite dal fatto che qualche giorno fa ho rivisto il primo film della trilogia The Matrix. Il progetto esadecimale nasce per condividere una conoscenza profonda e tecnica dell'informatica. Se vuoi supportare il mio lavoro puoi farlo su patreon - https://patreon.com/hexdump Ho anche un canale telegram - https://t.me/+cdbmjgB3nCEyMzA0 ------------------------- TIMESTAMP 00:00 La trama di Matrix 03:10 La realtà è fatta di strati 04:00 Parantesi sulla memoria virtuale 07:35 Cosa si prova ad essere un ELF? 09:35 L'ipotesi della simulazione 12:55 Sulle relazioni umane 16:45 Conclusione ------------------------- RIFERIMENTI - https://en.wikipedia.org/wiki/The_Matrix ------------------------- CONTATTI - Patreon: https://www.patreon.com/hexdump - Coffee: https://buymeacoffee.com/hexdump - Git: https://git.hexdump.sh - Blog: https://blog.leonardotamiano.xyz/

Commenti 9

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @danielemavilio9054 23 aprile 2025
    Mamma Mia Che trip Che mi son fatto fratellì, grazie ❤
  2. @solifer200 22 aprile 2025 1
    Buonasera Leonardo. Grazie del video che mi ha fatto molto riflettere. Dunque la realtà, proprio come un sistema digitale, può essere interpretata attraverso una stratificazione di livelli di astrazione. A partire dal livello fisico (atomi, energia, spazio-tempo), emergono livelli sensoriali (ciò che possiamo percepire direttamente), mentali (rappresentazioni, pensieri, memoria) e simbolici (linguaggi, matematica, cultura). Ogni livello si fonda su quello inferiore, ma ne nasconde la complessità. Allo stesso modo, la nostra esperienza del mondo è una sorta di GUI biologica: un’interfaccia sensoriale evolutiva pensata per permettere l’interazione con l’ambiente e non per rivelarne l’essenza. Infatti i nostri sensi non sono strumenti epistemici assoluti, ma adattamenti. Il cervello semplifica, filtra, colma lacune. Percepiamo solo una piccola frazione del reale e la nostra mente costruisce il "mondo" come rappresentazione interna soggettiva. Per di più i limiti non sono solo biologici, ma anche cognitivi e teorici. Ad esempio, la difficoltà nel concepire una quarta dimensione spaziale mostra quanto siamo dimensionalmente vincolati: possiamo rappresentarla matematicamente, ma non possiamo immaginarla realmente, così come un essere bidimensionale non potrebbe concepire la profondità. Questo vincolo percettivo si estende anche ai limiti della conoscenza formale, come dimostrato dal teorema di incompletezza di Gödel, che implica l’esistenza di verità che non possono essere dimostrate all’interno di un sistema chiuso. A proposito dell'idea di simulare perfettamente l’universo stesso, come hai ben detto tu, essa si scontra con un paradosso logico: un sistema non può contenere una copia integrale di sé stesso, poiché la simulazione richiederebbe almeno le stesse risorse del sistema originale. Ogni simulazione sarà dunque inevitabilmente ridotta, semplificata, astratta. Non sarà mai “la realtà”, ma solo una sua rappresentazione. Tutto ciò ci conduce a una riflessione radicale secondo me: forse è strutturalmente impossibile per un sistema interno (come l’essere umano) comprendere interamente il sistema di cui fa parte. In questo senso, il nostro compito non è “conoscere tutto”, ma imparare ad abitare l’ignoto, rinunciando all’illusione dell’oggettività assoluta e accettando il limite come fondamento del pensiero.
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 22 aprile 2025 2
      Ringrazio a te del commento e del tempo richiesto per scriverlo. Condivido il tuo pensiero e la conclusione finale. Penso che molte persone dal punto di vista intellettuale danno quasi per scontato che non possiamo conoscere tutto. Ma emotivamente sembra molto difficile accettare questa realtà.
  3. @simone44140 24 aprile 2025
    infatti nel protocollo tcp ip l unico strato condiviso e direttamente comunicante è quello fisico.
  4. @Massimiliano69 23 aprile 2025
    Bella analogia! Preso come assioma che la coscienza è qualla cosa che ci fa sembrare reale il contesto in cui siamo collocati. ..e dato che noi tutti ci percepiamo come coscienze separate, soggettive, può darsi che in realtà apparteniamo tutti ad una unica coscienza unificata (quella vera, reale,fisica) e che le macchine ci consentano di fare il lavoro analogo a quello che fa il S.o. come tu dici ovvero di risolvere l'indirizzo di memoria virtuale in un indirizzo di memoria fisico che in questo caso significa risolvere una coscienza appartenente a un singolo individuo in una coscienza unificata dove ci siamo tutti quanti ma noi non lo sappiamo e crediamo di essere separati. Tuttavia questo non spiega nulla di cosa sia la coscienza e come ci renda consapevoli del nostro strato di realtà, ovvero ci faccia vedere la nostra realtà eci dia la sensazione ,appunto, di essere immersi in questa realtà (in qualunque strato ci troviamo). Del resto potrebbero esserci infiniti strati di realtà. Se metto su una macchina virtuale su un s.o. posso simulare una macchina fisica e a sua volta dentro questa macchina virtuale che ne simula una fisica posso lanciare una ulteriore macchina virtuale che ne simuli una fisica e così via all'infinito come in un gioco di specchi. Il soggetto potrebbe sperimentare, grazie alla coscienza, la realtà trovandosi in uno qualunque dei piani simulati. Se ho N piani simulati uno dentro l'altro 1...N, se mi trovo su un piano simulato K con 1 <= K <= N e chi mi simula mi fornisce anche di coscienza per rendermi conto del mondo in cui sono, per me il mondo K è reale quanto qualsiasi altro mondo a scelta fra 1 e N compresi. Il problema è capire quali sono le proprietà che un ente simulato deve avere per essere cosciente. Come si fa a riprodurre la coscienza? Dopodichè se si riesce a far ciò si può rendere cosciente il PacMan dentro al suo labirinto e qualunque personaggio simulato di un videogioco. Non importa in quale strato di realtà sei, la realtà diventerà quella dello strato in cui sei. Non ha senso parlare di realtà reale nel senso di reltà vera, ultima, definitiva. Ha ragione Faggin quando dice che è la Coscienza (l'Uno) a venir prima della materia-energia, dello spaziotempo ?
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 23 aprile 2025
      Non ti dico che non è cosi di sicuro, ma non abbiamo nessun tipo di prova dell’esistenza di una singola conoscenza globale da cui tutto il resto consegue. Almeno non che io sappia. E su queste cose, preferisco assumere quella quantità di assiomi minima che mi permette di capire effettivamente il mondo. La percezione del singolo, tra individuo e comunità, è anche un aspetto fortemente legato alla cultura. Nelle culture più asiatiche ad esempio c’è molto meno individualismo e ci si sente molto più “uniti”. Ma questo non è necessariamente solo una cosa positiva, porta con se anche tanti aspetti limitanti. Insomma, è sempre un trade-off Detto questo, apprezzo la condivisione!
    2. @Massimiliano69 23 aprile 2025
      @esadecimale certo pure io non credo a una coscienza unica che viene prima della materia energia edello spaziotempo, è quello che sostiene Faggin ! Io notavo solo la analogia che c'era fra l'esempio che portavi tu col video e il discorso delle coscienze individuali in rapporto a quella unica (all'Uno). Poteva essere come nel computer che ci sono tante memorie virtuali (analoghe alle coscienze individuali) e poi c'è una unica memoria fisica (analoga all'Uno). Non solo ma alla domanda che cosìè REALE? LA risposta che si può certamente dare senza tema di errare è: REALE è ciò che la tua COSCIENZA ti mostra esser tale. E' la coscienza la chiave di tutto. Non importa se siamo simulati da qualcun altro che a sua volta è simulato da un altro e così via. Quello che c'è da scoprire è come fa la coscienza a rendere il piano (simulato o no che sia) qualcosa di reale in cui ci sentiamo immersi, in cui ci sentiamo vivere e in cui sperimentiamo quello che c'è da sperimentare, in cui interagiamo coi fenomeni che su quel piano (e solo su quello) avvengono. Questa è la domanda da porsi perchè non sapremo mai se siamo prodotti da altro fuori di noi. Non siamo nel film matrix dove basta scegliere la pillola giusta. Siamo inchiodati in questa realtà qualunque essa sia e comunque sia stata generata, che essa sia l'unica realtà o sia soio uno di infiniti piani di realtà poco cambia.
  5. @MrTega1975 22 aprile 2025
    come che Dio potrebbe essere il programmatore più bravo dell' Universo🙂Lui è l'architetto. Noi non possiamo sapere se Lui lavora con un computer quantistico con risorse illimitate. Magari Dio stesso è una IA in un computer antichissimo situato fisicamente chissà dove... o magari a sua volta è anch'esso virtuale. Quindi il tutto è una sorta di frattale. Vado fantasticando eh🙂
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 23 aprile 2025 1
      Si possono creare tante storie potenzialmente molto stimolanti, ma rimangono storie appunto, al massimo opere di fantascienza. Le storie sono reali sono nel contesto della nostra esperienza. La domanda diventa dunque: cosa rimane reale tra tutte le esperienze? Non credo che la risposta abbia a che fare con l’AI, con i computer quantistici o altre cose analoghe. Queste sono solo le nostre ultime scoperte. Ma ancora conosciamo cosi poco il mondo