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Come si diventa forti?

Guarda su YouTube → 23:20 22 maggio 2026

Descrizione

Oggi parliamo di forza. Il mio obiettivo è costruire il migliore contenitore di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Se vuoi supportare la mia missione: - https://esadecimale.it - https://cyber.esadecimale.it - https://forum.esadecimale.it

Commenti 20

I commenti vengono da YouTube e sono aggiornati periodicamente.

  1. @matteo679 22 maggio 2026 1
    Gran bella riflessione. Apprezzo molto questi video di respiro più ampio e "filosofico"!
  2. @samas69420 23 maggio 2026 4
    bella questa piega filosofica che sta prendendo il canale
  3. @giuseppecoco717 22 maggio 2026
    Video meraviglioso ❤️
  4. @pScapigliati 22 maggio 2026
    yoda master jedi insegna 😀grande video complimenti
  5. @gianluca-e7i 22 maggio 2026 3
    bravo,continua cosi
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 22 maggio 2026 1
      ​@gabrielevergaro3462cosa?
  6. @stefanoscafiti8104 22 maggio 2026 4
    > Il mio obiettivo è costruire il migliore contenitore di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano Onestamente gia' vinci a mani basse
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 22 maggio 2026 1
      Guarda ancora il livello può essere molto migliorato a livello contenutistico e di struttura dei contenuti. C'è ancora tantissimo lavoro da fare Però ti ringrazio per il supporto
  7. @simone44140 22 maggio 2026
    Avrei voluto sentire queste parole 20 anni fa.Purtroppo per alcune persone arrivare a certi livelli richiede decenni specie se non supportate
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 22 maggio 2026 1
      La cosa più importante è migliorare il proprio stato di benessere interiore, il tempo necessario a farlo dipende da tantissime cose anche al di fuori del nostro controllo.
  8. @ebazomik 24 maggio 2026 1
    Bisognerebbe parlare molto di piu' di questi argomenti hai ragione, comunque secondo me quello che fa davvero danno danno non e' l'attaccamento ma l'aspettativa...l'attaccamento e' vitale per l'uomo, ma deve essere un attaccamento sicuro. In piu' non parlerei di forte e debole, ma solo di consapevolezza (come anche te hai accennato).
    1 risposta
    1. @esadecimale Autore 25 maggio 2026 2
      Siamo attaccati alle nostre aspettative, non è questo un buon modo di porla? Si, è necessario l'attaccamento. Rispetto alla forza o debolezza, secondo me invece ha senso parlare di debolezza. Siamo, tutti, un po' deboli, non esistono superuomini, ma non siamo deboli nello stesso modo. Non c'entra solo la consapevolezza. Il problema non è parlare di forza o debolezza, il problema è quando i discorsi si semplificano al punto tale che si identifica come forte o debole una persona rispetto a delle specifiche caratteristiche, che molto spesso in realtà non sono veramente utili o rappresentative della vera forza o debolezza dell'individuo analizzato
  9. @gab-o5y2h 22 maggio 2026 2
    Un eccessivo attaccamento alle persone incontrate nella vita(che mi hanno trattato male) e la mia tendenza alla idealizzazione (con conseguente delusione delle mia aspettative) mi hanno portato a diventare una persona distaccata e tendenzialmente apatica. Il distacco, dal mio punto di vista, può essere interpretato come meccanismo di difesa involontario che permette di evitare un coinvolgimento emotivo traumatico, ma che alla lunga ti inaridisce e ti rende una persona depressa. Alla fine dei conti io sono convinto che siano proprio le esperienze che viviamo nei primi anni della nostra vita a plasmarci, innescando(in base agli eventi traumatici esperiti) meccanismi di difesa che possono rivelarsi autosabotanti. Il nostro arduo compito da giovani adulti è quello di accettare queste disfunzionalità emotive e cercare di smussarle.
    4 risposte
    1. @esadecimale Autore 22 maggio 2026 1
      Tutto in questa vita ha una sua ragione di esistere, come dici tu, sia l'attaccamento che il distaccamento. Il problema molto spesso è che il nostro corpo non è subito flessibile e non può facilmente muoversi da un approccio ad un altro. Col tempo, e con la fatica quotidiana, e altri fattori, è possibile indurre lentamente questo cambiamento. Buona fortuna!
    2. @andreamorosati5768 23 maggio 2026
      Mi viene l' impeto di completare la frase a 19:49 per provare ad estendere il tuo pensiero: "[...] vincoli E dei limiti". Perdonate la sintesi, spero sia comunque comprensibile a @esadecimale, a tutti coloro che provano a lavorare (su se stessi e sul mondo) e soprattutto di riuscire a capirlo io stesso
    3. @andreamorosati5768 23 maggio 2026
      Nel senso che parlo sia di pratica che di esercizio, didattica e cultura. L' accettazione è una cosa importante (anch'essa da gestire per non limitarsi ma essere pragmatici)
    4. @googlielmo 23 maggio 2026
      Sagge parole. Ad maiora!
  10. @f4b3r 23 maggio 2026 1
    L'attaccamento, purtroppo, non è ancora la radice del male, ma uno degli esiti. Le grandi tradizioni sapienziali - quelle che hanno almeno 2mila anni di storia - individuano, tutte indistintamente, la radice del male nella frantumazione dell'io, nella sua mancanza di unità: sentire "a", pensare "b", parlare "c" e agire "d". Con "a" diverso da "b, c, d"; "b" diverso da "c, d"; "c" diverso da "d". Il recupero dell'unità del sentire, del pensare, del parlare e dell'agire è l'obiettivo a cui puntare: il senso, cioè la direzione, di una vita sana, integra, senza fratture. Questa ritrovata unità, poi, risolve ogni forma ed espressione egoica della persona, tra le quali anche il fenomeno dell'attaccamento. Un caro saluto
    2 risposte
    1. @esadecimale Autore 23 maggio 2026
      Interessante, hai delle letture da consigliare in cui si esplora questa analisi?
    2. @f4b3r 23 maggio 2026
      Un testo da cui iniziare, forse, potrebbe essere "Darsi Pace" di Marco Guzzi. In Italia, con il suo lavoro poetico e filosofico e la scuola di meditazione e formazione che ha fondato 26 anni fa, il prof. Marco Guzzi è probabilmente l'autore che ha integrato meglio le grandi tradizioni filosofiche e sapienziali vedica, buddista e cristiana. E questa sintesi l'ha riproposta come metodo, come pratica, anche meditativa, per consentire alla persona di riscoprire l'unità. Ha scritto molto, ma la sua scuola poetico-filosofica è una scuola di filosofia applicata, di pratica operativa, di esperienza (è aperta a tutti e gratuita, ma i romani sono logisticamente più fortunati): poeta (poiētḗs) in greco antico significa "colui che fa"...